Da Parigi a Mosca con amore: kiss-in pro LGBT

Articolo pubblicato il 13 settembre 2013
Articolo pubblicato il 13 settembre 2013

Da giugno, una legge russa vieta "la propaganda di relazioni sessuali non tradizionali" davanti ai minori. Il provvedimento, voluto da Vladimir Putin, ha provocato lo sdegno della comunità internazionale che si è lanciata nel sostegno della comunità LGBT. Immagini dal kiss-in "To Russia with Love" di fronte all'ambasciata russa a Parigi dell'8 settembre.

SORELLA ROSE

Io e i miei amici siamo qui per protestare contro le pericolose leggi introdotte in Russia da Vladimir Putin. Rimango scioccata quando sento che un ragazzo di 15 anni viene picchiato a scuola perché omosessuale. È una questione di diritti umani: dobbiamo essere vigili e difenderli. 

NOLWEN & MÉLANIE

Eravamo una coppia e siamo venute a protestare perché non possiamo sentirci libere o al sicuro se le persone in Russia sono perseguitate per via del loro orientamento sessuale. È anche un modo per mostrare ai nostri fratelli e sorelle russi che non sono soli.

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Amandine Miguel, rappresentante della sezione LGBT di osez le féminisme.                                                                                                                                     Siamo felici di partecipare a questo kiss-in internazionale, che si svolge oggi contemporaneamente in 50 Paesi diversi. 

Roman è russo e transgender. È stato accusato di detenzione di sostanze stupefacenti – Roman dice che lo hanno incastrato nascondendogli la droga in casa. Fuggire in Francia è stata la soluzione più sicura dato che in Russia non si sentiva più al sicuro. Ci racconta la sua storia: "All'inizio non volevo lasciare la Russia. Volevo provare la mia innocenza e restare. C'erano persone pronte a testimoniare a mio favore ed ero convinto che un avvocato avrebbe potuto dimostrare la mia innocenza. Andai a un seminario sulla società LGBT in Ucraina ma, mentre ero lì, venni a sapere che il mio avvocato stava avendo dei problemi in Russia. Poi, quando mia madre di 67 anni è venuta a Mosca da Stalingrado ed è stata fermata dalla polizia ho capito quanto la mia situazione fosse ormai compromessa. Nelle prigioni russe, gli omosessuali e i transgender sono violentati e aggrediti di continuo".