#CzarnyProtest: cosa sta succedendo? Un breve riassunto

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 07 ottobre 2016

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Nelle ultime settimane, le donne in Polonia hanno combattuto intensamente i tentativi del governo di rafforzare le leggi del paese sull’aborto, che erano già tra le più severe d’Europa. La #CzarnyProtest è cresciuta attraverso l’UE e questa settimana ci sono stati alciuni sviluppi drammatici. Il nostro editore Polacco ci spiega la situazione. 

Venerdi 23 Settembre lo Sejm polacco, la camera bassa del parlamento polacco, ha votato un progetto cittadino che proponeva di bandire l’aborto, invitatogli in promavera da una ONG anti abortista. 

Il progetto presentava amendamenti alle leggi polacche antiaborto già molto restrittive proponendo di rimuovere tutte e tre le eccezioni per cui l’aborto era legale in precedenza (stupro, malformazioni del feto, pericolo per la vita e la salute della madre) e criminalizzava sia le donne che abortiscono che i dottori che le aiutano.

432 parlamentari hanno votato il progetto: 267 a favore, incluso 230 dal maggiore partito conservatore, Diritto e Giustizia . 154 si sono pronunciati contro il progetto. Come risultato, il progetto è stato accettato durante la seconda lettura nella Commissione per la Giustizia e i Diritti Umani.

Lunedi, circa 100.000 persone in più di 60 città polacche, principalmente donne, hanno boicottato il lavoro e protestato contro l’introduzione di questa legge così restrittiva.

Questo mercoledi, introno alle 15, è uscita la notizia che la seduta della Commissione era stata convocata per le 17 dello stesso giorno (secondo la legge parlamentare, ogni riunione di questo tipo deve essere annunciata con tre giorni di preavviso). Non appena questa informazione è rimbalzata sui social, le donne hanno iniziato a organizzare la nuova protesta davanti alla camera dei deputati, mentre alcuni dei membri della OGN hanno deciso di esercitare il proprio diritto di entrare nell’edificio e partecipare alla seduta delle Commissione.

Nonstante questo, all’ingresso dell’edificio, si sono accorti che il loro eccesso era stato negato e i pass erano stati bloccati. Sono stati fatti entrare solo dopo l’oppozione dei membri del parlamento esercitata sul presidente della Commissione, Andrzej Matusiewicz.

La votazione della Commissione è stata emozionante e caotica. I parlamentari presenti hanno votato contro la legge restrittiva sull’aborto. Anche i parlamentari di Diritto e Giustizia hanno votato contro il progetto che avevano così fortemente supportato nemmeno una settimana prima.

In seguito a questa seduta della Commissione, ieri sera alle 23 è stata indetta una sessione parlamentare. Anche se la discussione è stata appassionata, non è stata decisiva.

La votazione più recente sulla nuova legge sull’aborto c’è stata questa mattina. Adesso 352 sono contro le modifche (186 da Diritto e Giustizia), 58 a favore e 18 astenuti.

Nel suo discorso pubblico a seguito del voto, la parlamentare polacca Beata Szydlo ha affermato che il governo sta ancora lottando per proteggere la vita in ogni suo stadio, ma adesso con queste modalità:

1. Creare di un programma di sostegno sociale per le famiglie che decidono di avere figli disabili o con problemi (qualsiasi cosa significhi)

2. Assicurare parte del budget 2017 all’implementazione di questo programma

3. Organizzare campagne per accrescere la consapevolezza sulla protezione della vita ad ogni suo stadio

Ottimo lavoro, donne polacche.

Sfortunatamente, mentre la battaglia può essere stata vinta la guerra non è ancora finita. La Chiesa Cattolica ha chiesto al partito Diritto e Giustizia di preparare una nuova modifica alla legge che non penalizzi le donne e i medici ma che comunque vieti l’aborto in caso di malformazioni del feto.