Cucimondo, a Roma un’associazione che dà un altro “sapore” all’integrazione

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2010
Articolo pubblicato il 21 dicembre 2010
C’è un’associazione a Roma in cui si “annodano fili tra culture diverse” assaporando i piatti di tradizioni gastronomiche di altri paesi, leggendo libri e discutendone insieme, viaggiando in modo responsabile, visitando luoghi di culto e di shopping  con gli occhi di accompagnatori molto speciali. Cucimondo organizza iniziative per l’incontro e l'integrazione tra persone e popoli.

di Tiziana Sforza

Wael viene dall’Egitto e vive a Roma da quattro anni. Nella serata dedicata alla sua terra d’origine, ci ha fatto assaggiare felafel,tahina, baba ganup, az, turli. Li ha preparati sul momento, spiegandoci dove ci si può procurare gli ingredienti giusti a Roma e come si cucinano. Fra una portata e l’altra, ci ha raccontato del suo paese, di come si è integrato in Italia, delle difficoltà che affronta giorno dopo giorno per “sentirsi italiano” o per mantenere la sua identità di “egiziano”. Il tutto, nell’atmosfera calda e accogliente di una cena fra vecchi amici. 

Saiyora è uzbeka e vive a Roma da cinque anni. Durante la serata dedicata all’Uzbekistan ci ha deliziato con il plov, piatto principe dell’Asia centrale a base di riso speziato con carne di montone, cipolle, carote e riso, uva secca, ceci o frutta, e con i gustosissimi samsa, fagottini di pasta sfoglia ripieni di carne e verdura. Il tutto accompagnato da the speziato. Ci ha parlato del suo paese spesso associato alla leggendaria “via della seta” che passava per Samarcanda e dell’attualità caratterizzata da corruzione, nepotismo, un presidente che ha il culto della propria personalità, il disastro ambientale del Lago d’Aral, la crisi umanitaria dei profughi del Kirghizistan a tanto altro ancora.

Wael e Sayora sono membri di Cucimondo e fanno del loro meglio per trasmettere, con i loro racconti e i sapori dei cibi tipici, come si vive nel loro paese.

“Tutto nasce da un corso di cucina sui sapori del Sud del mondo – ci spiega Elena Dalla Massara, presidente dell’associazione – ma poi siamo andati oltre e adesso con le nostre attività vogliamo soprattutto contribuire allo sviluppo di una società interculturale basata sulla conoscenza reciproca, lo scambio e il confronto tra abitudini, tradizioni e culture di paesi differenti”.

"Roma è un bacino enorme di culture diverse, ma è difficile entrare veramente in contatto con persone di altri paesi, specie se provengono da aree del mondo più dimenticate o in difficoltà – continua Elena - Ci si incrocia tutti i giorni nella metro ma non si va oltre a uno sguardo, spesso pieno di pregiudizi e paure. Cucimondo nasce per stimolare la gente a vedere con altri occhi persone di culture e tradizioni diverse, cercando di conoscere la loro storia, le esperienze vissute nel loro paese e quelle iniziate qui in Italia, con tutte le nostalgie e gli entusiasmi connessi. Senza fare grandi teorie sull'intercultura, cerchiamo di crearla attraverso attività semplici e momenti di incontro: intorno a una tavola, a un libro, a un viaggio o una gita. In questo modo speriamo che chi ci segue possa fare tesoro dell'incontro con l'altro, vivendolo come un arricchimento per la propria vita quotidiana”.

Gli incontri dedicati ai sapori del mondo si inseriscono nel ciclo “Incontrarsi a tavola” e “I sabati con…”. Intorno ai fornelli la gente è più disponibile ad aprirsi, si rilassa e si lascia andare accogliendo il diverso da sé, in un momento di scambio molto forte: anche solo scambiandosi ricette si entra in sintonia. La formula di “Incontrasi a tavola” è semplice ma efficace: durante la serata un rappresentante di un paese spiega come preparare i piatti della propria regione, parla della cultura di origine e delle motivazioni che l'hanno portato in Italia. Gli insegnanti non sono cuochi professionisti, ma uomini e donne che amano dilettarsi tra i fornelli mentre raccontano la loro esperienza di vita. Al termine della serata si assaggiano i piatti preparati e ai partecipanti vengono donate le dispense con le ricette per esercitarsi a casa e gli indirizzi utili per fare la spesa. Durante “I sabati con…” i partecipanti cucinano loro stessi, sotto la guida attenta dei cuochi, i piatti che poi si gusteranno insieme poche ore dopo.

Non di solo cibo si nutre la conoscenza. Cucimondo organizza anche iniziative di sensibilizzazione sui diritti umani, sulla solidarietà e sullo sviluppo, sulla lotta allo sfruttamento di risorse e individui, sulla salvaguardia e la valorizzazione delle diversità. E poi c’è il valore della letteratura.

“Spesso non ci si accorge che la persona a fianco a noi che magari ancora non parla bene l'italiano è però uno scrittore, un musicista, un intellettuale o comunque ha alle proprie spalle una tradizione artistica e culturale ricchissima, tutta da scoprire – aggiunge Elena - Per questo organizziamo anche gruppi di lettura multiculturali, per arricchire la nostra conoscenza di autori o libri meno promossi in Italia ma di grande valore e bellezza, suggeriti dai nostri amici originari di quel paese e quel contesto culturale”. 

L’altra iniziativa avviata con successo nel 2010 sono i viaggi di conoscenza, un modo per conoscere paesi e culture in compagnia di persone del luogo, alla scoperta di tradizioni locali e di percorsi meno turistici. Gli accompagnatori sono originari del paese che ci va a visitare e fanno scoprire non solo il patrimonio artistico di quel luogo, ma danno ai partecipanti anche l’opportunità preziosa di trascorrere momenti di “vita vera” come un pranzo in famiglia, una festa tradizionale, uno spettacolo teatrale, una visita a una scuola o a un centro di ritrovo frequentato dalle persone di quel villaggio o città. Nell’aprile 2010 Cucimondo ha organizzato un viaggio di conoscenza in Uzbekistan.

Tante le novità per il 2011. Ce le anticipa Elena: “Stiamo organizzando dei corsi di danze tradizionali tenuti da chi ha imparato a muoversi a passo di musica dalle loro nonne, mamme o zie, e gite alla scoperta dei luoghi a Roma che ormai non sono più solo romani perché sono diventati luoghi di ritrovo e convivialità per ucraini, asiatici, arabi o africani. Sarà l'occasione per condividere con loro abitudini culturali e gesti quotidiani, vivendo la capitale con un altro punto di vista”

Il contributo della maggior parte delle attività di Cucimondo è devoluto al Centro Mater Misericordiae di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) che offre una dimora, assistenza medica e psicologica, opportunità di studio e una speranza per il futuro a ex-bambini soldato e vittime di guerra.

Per saperne di più, tenete d’occhio il sito www.associazionecucimondo.org o scrivete una mail a cucimondo@gmail.com