Cronache dal paese dei merli neri (4)

Articolo pubblicato il 26 agosto 2014
Articolo pubblicato il 26 agosto 2014

Agli inizi del 2000, il Kosovo è davvero stato teatro d'un traffico d'organi, perpetrato dai guerriglieri kosovari sui prigionieri serbi? Tra la nebbia si intravede una strana casa gialla, un medico-legale del MINUK fa una spedizione nella pampa albanese. E per l'inchiesta é una svolta...

IV. Il medico legale

Questa famigerata «casa gialla» dal nome del film horror di serie B,  Pablo José Baraybar non l'ha mai dimenticata. Per cinque lunghi anni, tra il 2002 e il 2007, questo medico-legale fu a capo dell'Unità persone scomparse del MINUK in Kosovo, "il posto più riesumato del pianeta", secondo lui.

Il traffico di organi si, di questo vuole parlare, come tutti del resto. "I Balcani sono un altro pianeta, una terra di cospirazioni permanenti, tra mistificazioni messianiche e vittimizzazione collettiva." Quando il rapporto del MINUK piombò sulla sua scrivania a fine 2003, Baraybar ne discute dapprima con Carla Del Ponte, Procuratore generale del Tribunale Penale per l'ex-Yougoslavia (TPI). Siccome l'ONU non ha il mandato per investigare in territorio albanese, il TPI prende in carico il faldone e apre un'inchiesta preliminare.

La spedizione tra le montagne, direzione Burrel inizia a febbraio 2004, quasi quattro anni dopo i fatti presunti e con la massima protezione. Un procuratore e due ufficiali di polizia accompagnano l'équipe di esperti internationali, un antropologo, un fotografo, un traduttore e Baraybar stesso, che descrive una situazione "molto tesa". "Ogni tanto il procuratore lanciava dei commenti stizzosi all'interprete, del tipo 'È solo una perdita di tempo, porca puttana, ma chi se li fila questi stronzi'."

All'arrivo alla casa gialla, un gran casale nella "pampa albanese" dove vivono dei contadini, Baraybar si rende conto che è stata appena ridipinta di bianco. Dopo i convenevoli, l'équipe inizia l'ispezione dei dintorni della costruzione. In un mucchio di spazzatura, trovano rifiuti inusuali: materiale medico, scatole usate di Tranxène, un tranquillante, fiale di anestetizzanti, infusioni e siringhe e persino un vecchio camice bianco. Baraybar interroga gli abitanti circa la presenza dei medicinali. La donna spiega che un'infermiera viene "di tanto in tanto perché suo figlio è malato".

All'interno della casa, Baraybar e la sua équipe applicano sui muri e sul pavimento il luminol, il "prodotto chimico comunemente usato sulle scene del crimine". Nel salone e nella camera da pranzo, appaiono tracce di sangue. Quando lui chiede spiegazioni alla famiglia, "l'uomo racconta che è ovvio, la sua nuora ha partorito nel salone, ma dieci minuti dopo cambia versione per dirmi che in quella stanza abbattono gli animali". Baraybar trova la deposizione incoerente. Non osa però insistere vista la situazione. "L'interprete ripete che quelli nascondono qualcosa." C'è un cimitero accanto al casale. Quando Baraybar vuole andarci, gli autoctoni gli ordinano di andar via e lo fanno in malo modo.

Per evitare litigi si congeda. Resterà in Kosovo fino al 2007, quando, malato e "distrutto", lascerà precipitosamente la regione. Dopo molto tempo, il medico legale, s'è chiesto quante probabilità ci fossero di tornare in un posto sperduto come Burrel e di scoprire prove inattaccabili. In verità la questione è un'altra: "Il TPI che, nel 1993 investigò nei Balcani per giudicare le atrocità commesse durante i conflitti che si sono succeduti, era sufficientemente indipendente per fare un'inchiesta seria sull'UÇK? No", afferma. "Politicamente la MINUK non poteva assolutamente contrastare il suo ospite, gli albanesi. Tutti nella regione avevano paura di testimoniare contro l'UÇK, sotto pena di rappresaglie." Questa impotenza rimette de facto in causa il ruolo del TPI, prosegue. "Le imputazioni non hanno permesso di eliminare la macchinazione criminale, risultato degli anni di guerra. Per il traffico d'organi è too little too late." Troppo poco, troppo tardi.

AVETE APPENA LETTO UN ESTRATTO DELL'INCHIESTA DEDICATA AL TRAFFICO DI ORGANI IN KOSOVO. POTRETE CONTINUARE A SEGUIRE QUESTA FORMIDABILE STORIA DAI CONTORNI DEL THRILLER SU CAFEBABEL. PER LEGGERE TUTTO IL DOSSIER IN LINGUA ORIGINALE CLICCA QUI.