Cronache dal paese dei "merli neri"  (3)

Articolo pubblicato il 19 agosto 2014
Articolo pubblicato il 19 agosto 2014

Agli inizi del 2000, il Kosovo è davvero stato teatro di un traffico di organi, perpetrato dai guerriglieri kosovari sui prigionieri serbi?  qui il seguito della nostra inchiesta che si arricchisce di un dossier dell'ONU di circa 29 pagine e della grassa risata di un certo French Doctor.

III - La missione Minuk

"A partire dal 1999 e forse anche prima, dai 100 ai 300 individui furono rapiti e condotti dentro dei camion nei campi di detenzione situati dalle parti di Kukës e Tropoje, cittadine nel nord dell'Albania. Per lo più erano serbi tra 25 e 50 anni, imprigionati tra giugno e ottobre 1999. All'inizio di agosto del 1999, alcuni di questi 'cattivi', tra i 24 e i 100, furono trasferiti dal nord dell'Albania in un altro campo di prigionia, una casa privata o in un complesso industriale abbandonato, verso il centro del paese, nei dintorni di Burrel, a circa 110 km da Kukës. Furono trasportati in piccoli gruppi in un casale trasformato in ospedale di fortuna con poche attrezzature mediche e medicine. Lì si espiantavano gli organi ai prigionieri e poi se ne gettavano i cadaveri nei dintorni. Gli organi venivano inviati all'aeroporto di Rinas vicino Tirana e spediti all'estero verso destinazioni sconosciute. Altri prigionieri condotto in questa "clinica" erano donne provenienti dal Kosovo, dall'Albania et dall'Europa dell'Est. L'ultima consegna di prigionieri ha avuto luogo tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate del 2000. In più ci sono corpi di serbi portati vivi in Albania, un numero imprecisato di civili serbi uccisi in Kosovo trasportati e sepolti in Albania in luoghi sconosciuti. "

Indirizzato il 30 ottobre 2003 a Patrick Lopez, l'allora capo delle investigazioni presso il Tribunale penale internationale per l'ex-Jugoslavia (TPI) e redatto dagli investigatori sulla MINUK a Pristina, il famigerato primo rapporto ufficiale circa il traffico di organi non dice niente di preciso nelle sue 29 pagine. Redatto in inglese, costellato di annotazioni e di nomi del personale di servizio, il testo riporta di fatto date e luoghi raccolti dalle testimonianze di 8 veterani dell'UÇK. Questi 8 testimoni chiave sono anonimi e descritti solo con dei numeri e delle frasi. Un esempio il  "Numero 6". Descrizione:  "Albanese del sud-ovest del Kosovo che ha servito nell'UÇK come soldato e autista, dichiara di aver partecipato personalmente al trasporto di detenuti imprigionati in Kosovo e rinchiusi nei campi situati a nord dell'Albania." Leggi il rapporto della MINUK in PDF.

Benché etichettato come "sensibile" e riservato, esso è divenuto ormai di dominio pubblico e liberamente scaricabile online. Il testo danneggia seriamente le affermazioni della comunità internazionale. Presente nel paese per più di un decennio attraverso la MINUK, della KFOR (forza armata multinationale della NATO), o della missione EULEX (Missione dello Stato di diritto dell'UE in Kosovo) dell'UE,  vi si scrive che non si ha mai avuto conoscenza di un traffico di organi perpetrato dall'UÇK. Menzogna od omertà ?

Leggendo il rapporto, è difficile comprendere come qualcuno del calibro di Bernard Kouchner, nominato alto rappresentate della MINUK tra settembre 1999gennaio 2001, avrebbe potuto ignorare l'esistenza del traffico di organi all'indomani della guerra. Questo crimine d'altronde sarà messo nero su bianco nel 2003 dal suo stesso ufficio. Succede. Nel 2010, alla domanda del giornalista di Voice of America che gli chiede di commentare la storia della "casa gialla" di Burrel, il mitico vecchio French Doctor esplode in una risata sprezzante e rilancia: "Che roba è la casa gialla? Quali case gialle? Perché gialle? Signore, dovrebbe informarsi meglio. Non ci sono mai state case gialle, nemmeno vendite di organi. Coloro i quali dichiarano questo sono stronzi e assassini!" 

Bernard Kouchner

AVETE APPENA LETTO UN ESTRATTO DELL'INCHIESTA DEDICATA AL TRAFFICO DI ORGANI IN KOSOVO. PER TUTTA L'ESTATE, POTRETE SEGUIRE QUESTA FORMIDABILE STORIA DAI CONTORNI DEL THRILLER SU cafebabel. Tutto il dossier in lingua originale QUI