Crisi europea: i giovani sposano il debito senza dote

Articolo pubblicato il 10 luglio 2011
Articolo pubblicato il 10 luglio 2011
"Mister Europa, dobbiamo parlare". Quali illusioni restano ancora alla gioventù europea, mentre le viene imposta la nuova Yalta generazionale, "il debito agli junior, il patrimonio ai senior" ?

Oggi i giovani in Europa osservano uno stato maggiore europeo sul punto di lasciare in eredità alle generazioni future un debito pubblico enorme. Debito che non verrà ridotto da una politica inflazionista e ancora meno dalle logiche di monetizzazione e di risanamento.

Dalle periferie a rischio fino al cuore delle aziende, ci sono diverse generazioni di europei che si ritroveranno al fronte con sempre meno munizioni. Da stage non remunerati a lavori mal pagati i giovani lavoratori ombra delle nostre economie  pongono ora una domanda cruciale: "Chi pagherà il debito di oggi e gli investimenti di domani?" Perché i giovani sono creatori di ricchezza altrove nel mondo, ma ridotti al ruolo di tappabuchi a buon mercato sul vecchio continente? Come gestire la propria vita quando non ci si può permettere di pagare un affitto?

"Bisogna interrogarsi su questa generazione"

Tutti i continenti vivono grazie alla propria capacità di creare e modernizzare. La turbolenza che sta colpendo la zona Euro non si spiega solamente con la leggerezza budgetaria di una generazione, ma rivela soprattutto una totale assenza di visibilità per le dinamiche di sviluppo.

Gli Stati Uniti da soli concentrano la quasi totalità della rivoluzione Internet e presto disporranno di un considerevole anticipo in materia digitale, e il merito è anche di moltissimi cervelli in fuga europei. Allo stesso modo noi, campioni in materia di impegno ecologico, lasceremo la leadership della rivoluzione verde ad altri continenti che hanno più fiducia nel futuro?

Al centro della sfida europea, bisogna porsi la domanda generazionale con le sue due componenti: quella della solidarietà e quella dell'investimento. E' necessario uno scatto mentale che passa per la mobilitazione assoluta dell'Europa, a favore di un passaggio di testimone reciproco tra i senior e le nuove generazioni. Il tempo preme, i giovani europei non possono essere coinvolti nella battaglia contro l'indebitamento senza i mezzi necessari.

Noi vogliamo un'Europa che per i suoi giovani vada a cercare le risorse che gli stati nazionali non possono toccare. Vogliamo un'Europa che prenda finalmente il posto che noi le abbiamo affidato. Vogliamo un'Europa che si confronti con le urgenze di oggi, e adatti la sua democrazia alle scommesse di domani.

«Mister Europe, we need you»- Interpellanza europea del collettivo www.qui va payer.eu - Coordinamento : H.Lastenouse hl@ferweb.be.

Firmatari:

Fabien Chevalier (Sauvons l’Europe)

Arthur Colin (La Gauche européenne)

Arnaud Coomans (Imprenditore web a Bruxelles)

Mamadou Coulibali (Generations Engagées)

Diaby Doucoure (OMJA)

Enora Hamon (Confédération étudiante)

Mounia HarKati (Assessore a Aubervilliers)

Bruno Laforestrie (HipHop Citoyen)

Henri Lastenouse (Europatweets)

Santiago Malter-Terrada (IT Manager Bruxelles)

Cindy Petrieux (Confédération étudiante)

Sandra-Elise Reviriego (Jeunes Radicaux de Gauche)

Edouard Seynaeve (Café Numérique Bruxelles)

Benoit Thieulin (Temps Réels)

Baki Youssoufou (Confédération Etudiante)

Foto: Home-page (cc) Genius face/Flickr