Crisi (depressiva) in Europa

Articolo pubblicato il 07 luglio 2008
Articolo pubblicato il 07 luglio 2008

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Secondo l’Eurobarometro circa il 50% degli europei, soprattutto a Ovest, vedono il domani nero. Questo e tanto altro nell’appuntamento settimanale con le ultime notizie da Bruxelles.

Il futuro è nero

L’ultimo Eurobarometro non è tutto rose e fiori: quasi il 50 % degli europei pensano che domani sarà peggio. E questo capita soprattutto ad Ovest, nei “vecchi” stati membri: il 56% degli intervistati si aspetta che le sue condizioni peggiorino, mentre nei i nuovi Stati membri, il 59% delle persone pensa che la loro vita migliorerà nei prossimi venti anni. Ciononostante, considerando l’insieme dei 27 Paesi, quasi l’80% degli intervistati considera che le ineguaglianze sociali si acuiranno, e il 70% si preoccupa per le difficoltà di trovare una casa, un lavoro o per accedere alle cure mediche.

La Francia presidente: è cominciata

Da lunedì scorso l’Ue è ufficialmente presieduta dalla Francia. Dopo aver inventato un logo molto presidenziale, la Tour Eiffel blu, la Francia ha tenuto il suo primo spettacolo, giovedì 3 luglio. Uno show che si è svolto al Parlamento europeo. Tema del giorno: “Chi darà da mangiare al mondo?” Risposta: L’Europa. I contadini del Terzo Mondo potranno comprare degli strumenti (europei), dei fertilizzanti (europei), messi a disposizione grazie al denaro della Politica Agricola Comune (Pac) . Idea bella e nobile, ma che non aiuterà molto la produzione autoctona.

Download? Allora niente Internet

Dopo la controversa direttiva sull’immigrazione, il Parlamento europeo si pronuncia di nuovo su un argomento polemico. Ai margini della sua seduta plenaria della settimana prossima il pacchetto sulle telecomunicazioni rischia di far rientrare dalla finestra quello che i parlamentari avevano cercato di far uscire dalla porta durante un voto sul futuro dell’industria culturale. Si tratta della “risposta graduata”. Che significa? Punire gli internauti che scaricano illegalmente, sanzionando i recidivi con il divieto di poter avere un contratto per accedere a Internet per un anno. Oltre al fatto cha alcuni trovano questa sanzione sproporzionata, la proposta suscita soprattutto preoccupazioni a causa del ruolo di sorveglianza che eserciterebbero i fornitori di accesso Internet.