Cracovia: addio al celibato

Articolo pubblicato il 16 agosto 2007
Articolo pubblicato il 16 agosto 2007

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Rampolli inglesi alla volta della città polacca per festeggiare il weekend prima del "sí". L'ultima moda made in England.

Spesso Cracovia, l'antica capitale della Polonia, viene definita dai tour operator una "perla nascosta" e viene considerata come Praga quindici anni fa, quando ancora non era rovinata, ma "autentica". Sebbene la città attiri ogni anno fino a 400mila inglesi,a rimanere impressa nella memoria degli abitanti é soprattutto quella minoranza che qui organizza sontuosi addii al celibato. Ubriachi e spesso travestiti con abiti femminili, questi scapoli d'oro spendono vere e proprie fortune, ma ciò nonostante non godono di una buona reputazione.

Batman nella città vecchia

Gli abitanti di Cracovia anziché parlare dell'aumento di popolarità della città, discutono della piaga di cittadini britannici ubriachi che dominano le strade della città vecchia. Un venticinquenne di Cracovia, Dominik Tarabanski, lamenta: «La maggior parte degli inglesi che incontro durante le mie serate in città sono alla stregua dei nostri hooligans di Nowa Huta». Anche la ventiquattrenne Aleksandra Ossowska, giunta a Cracovia per un breve corso estivo, ha già incontrato gli abitanti del Regno Unito: «Ieri un ragazzo mi é corso dietro e si é tolto i pantaloni». La portavoce dell'Ufficio stampa della Polizia municipale locale, Monika Jarosz, trattiene a fatica le risa raccontando degli incidenti che le riferiscono i vigili che pattugliano continuamente la città. «Una volta la Polizia municipale è dovuta intervenire contro un Batman che oltre a un mantellino corto indossava soltanto un paio di slip molto pudichi...» Nella memoria della signora Jarosz è rimasto anche il caso di un inglese che «ha gettato le scarpe nel Sukiennice (mercato coperto)». Dopo l'intervento dei vigili ha pagato la sua multa senza batter ciglio.

Rumorosi, ma innocui

I servizi di polizia e le autorità locali non considerano gli inglesi un problema. La signora Katarzyna Gadek, direttore dell'Ufficio del turismo ritiene che gli inglesi che giungono a Cracovia «per l'alcool a poco prezzo» siano «un fenomeno marginale». Aggiunge inoltre che «dalle interviste condotte in città emerge che solo il 4% degli stranieri in visita a Cracovia indica

l'alcool a buon mercato come il principale scopo del suo viaggio». Perfino gli inglesi più ubriachi si comportano come bambini, non come

hooligans. La portavoce della Polizia municipale sostiene che gli inglesi «provocano più l'indignazione dei passanti che danni materiali

seri». La signora Maria Braczol, che dirige la società Crazy Stag, organizzatrice di weekend di addio al celibato per britannici, afferma che raramente ci sono problemi. «Da quando esiste la nostra società ci sono state solo un paio di denunce». Secondo il parere della signora Jarosz, «dal loro Paese portano rispetto verso le autorità di polizia». Quando entrano in gioco le forze dell'ordine, gli scherzi finiscono. E iniziano le multe che del resto vengono pagate sul momento per non rischiare di perdere un weekend in Polonia al tribunale.

Società private organizzano attraenti pacchetti weekend per gli inglesi che si recano a Cracovia per una "stag night". In programma: quad, go-cart, tiro a segno, un volo in mongolfiera, una crociera sul Dunaj e alla sera un giro per i pub o una visita al casinò. Ma la signora Braczol sorride, dice che dopo una giornata di feste organizzate gli inglesi «si addormentano dopo due birre e sono troppo stanchi per qualsiasi eccesso». E tutto per circa 150 sterline a persona. La signora Gadek ricorda che l'inglese è una lingua internazionale: «Molti turisti, non necessariamente provenienti dalle isole britanniche, si servono di questa lingua, per esempio finlandesi, danesi e svedesi». Ma la responsabilità finisce per ricadere sempre sugli inglesi. Anche la signora Jarosz ha la sua opinione sul tema: «Sono persone che parlano un'altra lingua. Discutendo ad alta voce attirano l'attenzione. Penso che sia un fenomeno in realtà molto più generale». Altrimenti come spiegare il fatto che gli inglesi che a Cracovia spendono in media più di tre volte rispetto ai visitatori polacchi siano guardati di storto?