Costituzione UE: basta una radice quadrata

Articolo pubblicato il 11 marzo 2004
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Articolo pubblicato il 11 marzo 2004

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I negoziati sulla Costituzione restano bloccati, ma un gruppo di studenti in Polonia potrebbe aver trovato la soluzione. Con l’aiuto della matematica.

Il fallimento del summit UE di dicembre sulla Costituzione europea è soltanto il sintomo di una ben più complicata e rischiosa partita politica che noi, cittadini europei, non possiamo permetterci di perdere. Rimpiangendo la durata con la quale questa crisi ha messo in dubbio il futuro dell’Europa noi, un team di studenti internazionali provenienti dal Collegio d’Europa di Varsavia, abbiamo deciso di proporre un sistema che – con precisione matematica – sia a metà strada tra le posizioni dei due opposti schieramenti. Ovvero da una parte la “squadra di Nizza” dei paesi che difendono lo schema a maggiornanza tripla, dall’altra la “squadra della Convenzione” di coloro che si esprimono in favore della doppia maggioranza. In mezzo a tutto ciò, le singole posizioni nazionali – siano esse pro-Nizza o pro-Convenzione – appaiono sempre più in trincea, nutrendo del risentimento verso i maggiori giocatori europei. Spagna e Polonia vogliono un compromesso sulla base dell’accordo di Nizza. Francia e Germania ne vogliono invece uno basato sulla Costituzione.

L’idea

Sono già molte le proposte avanzate. Ma, dopo una serie di approfondimenti, abbiam deciso di proporre la formula del Professor Penrose, elaborata nel 1946: un ottimo modo per far esprimere nei meccanismi di voto il peso e la potenza di ciascun paese membro, prendendo in considerazione la radice quadrata dell’intera popolazione. E’ un’idea matematicamente efficiente al pari delle altre soluzioni elaborate dalla Convenzione. Mantiene adeguate proporzioni fra gli Stati membri di grosse, medie e piccole dimensioni e non permette che l’Europa venga governata da un motore unico, da un direttorio o da un convoglio a più velocità. Inoltre, la razionalità matematica porterà a maggior flessibilità in caso di futuri allargamenti dell’Unione, perché si fonda su una semplice radice quadrata e non si presta a macchinazioni politiche. In più, oltre al numero degli Stati e dei voti, rileviamo l’esigenza di introdurre un sistema di voto ben soppesato basato su criteri demografici. In altre parole, siamo a favore di una maggioranza qualificata di voto oltre il 50% dei paesi, e del 50-60% dei voti sul totale della popolazione UE. Il che porta a un sistema di voto decisamente più efficiente rispetto a quello di Nizza poiché si calcola la probabilità matematica che ha una decisione di passare al Consiglio. Secondo Nizza solo il 2% di tutte le decisioni otterrebbe il disco verde, secondo la Costituzione la soglia si alzerebbe a poco più del 20%. Il nostro sistema opererebbe nel senso di mantenere questa percentuale sotto il 20%.

Il Futuro

Il nostro team ritiene la diversità un vantaggio più che una sfida. La proposta fatta nasce proprio da questa convinzione. Del resto, è facile comprendere che il processo di allargamento può di fatto diluire la coesione dell’Unione, mettendo ulteriormente i bastoni fra le ruote a un’Europa che miri ad assicurare pace e prosperità. Con la nostra proposta vogliamo dimostrare che gli studenti vogliono un’Europa che funzioni.