"Cosa si nasconde in un nome?": 10 pseudonimi famosi

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 05 ottobre 2016

Ebbene sì, l'identità di Elena Ferrante è stata ormai svelata. Ma non è la prima (e non sarà l'ultima) scrittrice a pubblicare sotto pseudonimo. Scopriamo allora alcuni degli autori più famosi che in passato hanno pubblicato alcune tra le loro opere migliori sotto falso nome.

Robert Galbraith

Il romanzo d’esordio di Robert Galbraith, Il richiamo del cuculo, raggiunse la vetta dei best seller di Amazon nel 2013 fra recensioni a dir poco entusiastiche. Tre mesi dopo l'uscita del libro però la sorpresa: fu rivelato che Galbraith era lo pseudonimo dell’autrice di Harry Potter J.K. Rowling, che aveva scelto di nascondere la propria identità per "lavorare senza clamore o grandi aspettative". Cosa piuttosto comprensibile in effetti, quando si è l'autrice di una delle serie più vendute di tutti i tempi. 

Richard Bachman

Alla fine degli anni ‘70, Stephen King era già un nome familiare. Per cercare di capire se la sua popolarità era stata solo un colpo di fortuna, nonché per quale motivo gli editori gli permettessero di pubblicare un solo libro all'anno, King iniziò a scrivere sotto il nome di Richard Bachman. Fu smascherato da un libraio di nome Steve Brown, che notò delle analogie tra l'opera di Bachman e quella di King. Dopo che il suo segreto fu svelato, King scrisse un comunicato stampa affermando che Bachman era morto di "cancro dello pseudonimo".

Emile Ajar

Nato Roman Kacew nel 1914, Romain Gary era un pilota della seconda guerra mondiale poi divenuto uno dei più grandi autori e registi di Francia. Nel 1956 vinse il Premio Goncourt con il libro Le radici del cielo. Le regole dicono che un autore può vincere il Premio Goncourt una sola volta, ma Gary ideò un abile trucco per aggirare la regola. Nel 1975 vinse il premio per la seconda volta con La vita davanti a sé, pubblicato sotto il nome di Emile Ajar. L'identità di Ajar rimase segreta fino al 1980, quando fu lo stesso Gary a rivelarla nella lettera che scrisse prima del suicidio. 

Paul Celan

Nato nell’attuale Ucraina, il poeta Paul Celan fu uno dei pochi membri della sua famiglia a sopravvivere all'Olocausto: un argomento che ha trattato ampiamente nelle sue opere. Dopo la guerra visse a Bucarest, per poi stabilirsi in Francia. Il suo pseudonimo, Celan (pronunciato "chelàn"), deriva dall’inversione delle sillabe del suo nome di famiglia, Antschel.

Lewis Carroll

Noto in tutto il mondo per essere l'autore di Alice nel paese delle meraviglie, Jabberwocky e altre opere della letteratura nonsense, Lewis Carroll fu anche un matematico di talento, si laureò a Oxford e pubblicò una dozzina di opere con il suo vero nome, Charles Lutwidge Dodgson. Possiamo però capire perché Carroll volesse usare un nome diverso: suo padre, suo nonno e il suo bisnonno si chiamavano tutti Charles Dodgson.

Pablo Neruda

Molti scrittori hanno iniziato da giovani, ma il poeta e scrittore cileno Pablo Neruda pubblicò per la prima volta addirittura alla tenera età di 13 anni, sotto il suo vero nome: Neftalí Reyes. Per dribblare l’opinione del padre ferroviere, che disapprovava la sua inclinazione scrittura, Reyes si inventò lo pseudonimo che poi usò per tutta la sua carriera, presumibilmente prendendo il cognome dal famoso giornalista ceco Jan Neruda.

George Eliot

In un periodo in cui autrici come Jane Austen o le sorelle Brontë erano spesso liquidate come scrittrici di romanzetti, Mary Ann Evans adottò misure estreme per far sì che il suo nome fosse preso sul serio:  si spacciò per un uomo. Il nome George presumibilmente fu preso dal critico George Henry Lewes, con il quale ebbe una relazione durata 20 anni nonostante lui fosse sposato. Alla fine rivelò la sua vera identità, causando uno scandalo nella società vittoriana. Probabilmente questo non fece che aumentare la sua popolarità, perché se c'è una cosa che i vittoriani amavano era proprio un bello scandalo.

Joanna Chmielewska

La risposta della Polonia ad Agatha Christie, Joanna Chmielewska (vero nome Irene Kühn), scrisse quasi 50 opere di letteratura poliziesca tra il 1964 e il 2007, oltre a diversi libri per bambini e a opere di saggistica. La protagonista, anche lei chiamata Joanna, ci dà alcuni indizi sulla vita reale della Kühn: entrambe sono architetti di professione (Kühn studiò a Varsavia negli anni '50) ed entrambe amano il gioco d'azzardo, in particolare le corse dei cavalli. 

Dr. Seuss

È quasi difficile da credere, ma l'autore di classici per bambini come Il gatto col cappello deve il suo pseudonimo a una violazione della legge. Studente alll'Università di Dartmouth durante il periodo del proibizionismo, Theodore Geisel fu beccato a bere e fu quindi costretto a smettere di scrivere per il giornale della scuola come punizione. Per continuare a scrivere senza essere arrestato, usò lo pseudonimo di 'Seuss'. Tra le altre cose non si laureò fino al 1956, ed anche allora fu solo una laurea ad honorem.

Mark Twain

Prima di scrivere Le avventure di Huckleberry Finn, probabilmente il più grande romanzo americano di sempre, Samuel Langhorne Clemens lavorò come giornalista, tipografo e pilota di battelli a vapore. Oltre ad ispirare gran parte delle sue opere, probabilmente il tempo passato in acqua diede a Clemens anche il suo pseudonimo: i battellieri infatti gridavano «By the mark, twain!» per indicare che il fiume davanti a loro era profondo due braccia e quindi sicuro per la navigazione. Twain scrisse anche alcuni articoli sotto il nome di Thomas Jefferson Snodgrass, ma questo pseudonimo per qualche ragione non ebbe mai successo.