CORRI BERLINO, CORRI!

Articolo pubblicato il 14 agosto 2014
Articolo pubblicato il 14 agosto 2014

Quando nevica fa troppo freddo, quando piove è troppo bagnato, di notte è troppo buio. In estate tutte queste scuse per evitare di andare a correre non valgono più. Ci sono corridori instancabili e altri esibizionisti. Possiamo suddividerli complessivamente in cinque categorie.  Ecco a voi uno spietato inventario.

L’estate a Berlino sta ormai sfoggiando il suo lato migliore e nei parchi si può incontrare qualsiasi attività possibile ed immaginabile, una delle quali rasenta l’estremo: la corsa. Non del tutto hipster, ma nemmeno totalmente vietata, il “Jogging” compare addirittura in numerosi curriculum. Secondo un serissimo studio compiuto da un rinomatissimo istituto, si parla addirittura del 95% dei curriculum. Oltre al jogging, si possono trovare anche i suoi svariati sviluppi, come lo “Yogging” (un mix di Yoga e Jogging, NdR). Quindi ci deve essere anche a Berlino un parco delle dimensioni dell’Amazzonia, che nessuno conosce e in cui tutto il mondo la domenica si reca a fare jogging. 

Per farla breve: Berlino corre. Qui a seguito trovate una piccola selezione di corridori che di sicuro vi capiterà di incontrare nei parchi della capitale.

I VERI CORRIDORI

Per i componenti di questa categoria vale un semplice fatto: non li vedrete mai. Il vero corridore si alza alle 5 della mattina per avere abbastanza tempo per correre, fare stretching, farsi una doccia e fare una sostanziosa colazione, prima ancora che la vostra sveglia si sia chiesta se sia già ora di suonare. E’ questo che fa il “Dio” (alias Haile Gebreselasie) quotidianamente, soprattutto la domenica, quando corre particolarmente a lungo. Questo significa 120 minuti di corsa con l’85% di VO₂max (la massima quantità di ossigeno utilizzata dal nostro corpo nell’arco di un minuto NdR), per terminare con un piccolo 30’ – 30’ (allenamento intervallato: 30 secondi di corsa veloce, 30 secondi di corsa lenta NdR). Nel caso in cui vi capiti di avvistare questa specie, li potete riconoscere molto facilmente: i loro passi sono così leggeri come l’aria, che è inevitabile non rimanerne incantati. Ha già smesso da 15 anni di sudare e ci si chiede se addirittura continui a respirare. Il bip-bip del suo orologio GPS ogni 400 metri è l’unico segno riconoscibile di vita.

IL CORRIDORE, CHE NON AVRESTE MAI DETTO CHE SIA UN CORRIDORE

Non appena arrivate in un parco, lo avete già scovato: il vecchiettino minuto, che si porta appresso tutti i suoi acciacchi. I suoi pantaloncini risalgono al tempo della pietra, la sua maglietta è talmente sbiadita che è quasi trasparente, e il suo cappuccio sfoggia la marca di una bevanda alcolica annacquata che ormai da tempo non esiste più. All’inizio lo continuate a guardare un po’ inquietati, visto che all’apparenza sembra prossimo all’infarto. Finalmente vi convincete che abbia stabilizzato il suo ritmo, e mentre voi dopo due chilometri siete già quasi morti, lui sta facendo il suo 25° giro. E così chiarite la vostra confusione: si sta allenando per la sua 62° maratona e probabilmente è lui stesso ad aver inventato l’atletica leggera. Spyridon Louis forever.

LO SPORTIVO, CHE E’ TUTTO TRANNE CHE UN CORRIDORE

Questo tipo di corridore indossa una maglietta da calciatore o, ancora meglio, da basket senza maniche, così da poter mostrare la parte più importante del corpo: le sue spalle. Queste sono il risultato di infinite ore di sollevamento pesi. Naturalmente tutta quella fatica non l’ha fatta certo invano, se non per mostrare i suoi avvenenti muscoli. E l’estate è fatta proprio per questo. A prescindere dal fatto che durante la corsa nessuno verrà impressionato dall’ampiezza delle sue spalle. Il suddetto tipo ha un ritmo di corsa insostenibile (nella fattispecie, inizia la corsa da 10 km con uno scatto) che lo fa crollare presto ansimante dietro un cespuglio, dove quasi nessuno lo può vedere. Con le ultime forze rimaste e rosso come un pomodoro si chiede solamente perché non abbia dato ascolto alla sua ragazza. Infatti lei gli aveva fatto notare che forse non era una buona idea mettersi a correre alle 2 del pomeriggio sotto il sole cocente.

QUELLO CHE “VORREI CORRER VOLENTIERI, MA NON POSSO PERCHE’ ALTRIMENTI MI PERDO L’ULTIMO POST  SU FACEBOOK”

Questo esemplare corre perché il suo medico gli ha detto che fa bene e che lo aiuterà a metter fine alla serie di cinque esaurimenti nervosi in tre settimane. E’ attrezzato di tutto punto e la prende davvero sul serio: indossa scarpe gialle fluorescenti, che hanno installato un minicomputer nella suola, e ha un iPhone 5 con contatore di pulsazioni integrato. Nel frattempo scarica una playlist che si adatta al suo battito cardiaco, con musica nelle orecchie alla “Beat Studio”. Dagli auricolari gli arrivano anche le istruzioni del suo iCoach, secondo il motto: “Più veloce, poltrone! Non stai raggiungendo il tuo obiettivo!”. Per chi vuole dimenticare l’ambiente di lavoro, in questo modo ci riuscirà di sicuro. E per questo rischia un esaurimento nervoso. Questo tipo di corridore si può riconoscere anche dallo sprint finale, mirato a raggiungere il suo “tempo record”. Dopodiché non ce la farà più nemmeno a salire le scale, ma passerà il tempo a scattarsi Selfie che saranno prontamente postati su Facebook, incluse gocce di sudore, con filtro rosso e commenti: “Wow, presto pronto per la spiaggia :)”.

QUELLO CHE VUOLE BRUCIARE CALORIE

Visto che parliamo di spiaggia… corro il rischio e affermo che in questa categoria rientrano soprattutto corridori di sesso femminile. Alla fine sono tutti cliché, vero? Chi rientra in questo gruppo indossa scarpe da ginnastica e una maglietta sportiva tirata fuori dall’armadio e indossata già ai tempi della maturità. Si è messa d’accordo con un’amica su WhatsApp per andare a correre insieme. Domani, no domani no, dopodomani, no nemmeno perché devo andare a fare un brunch, mmm, fra tre settimane, sì dai perfetto! Per farla breve, finalmente il giorno X è arrivato e… inizia il divertimento. Per prima cosa le amiche osservano di sottecchi la ragazza della categoria 1 (la vera atleta) e mormorano maldicenti (“E certo, non ha una vita sociale”). La vera atleta della categoria 1 però non perde la concentrazione nemmeno per un millisecondo e non si interessa ai pettegolezzi altrui. Il loro ritmo di corsa è lento, molto lento, e dopo cinque lunghissimi minuti è ora di fare una pausa (“Ho letto da qualche parte che è importante fare delle pause e bere qualcosa”). Dopo quattro riprese e tre interruzioni, per loro è già abbastanza e i muscoli, non abituati a quest’eccesso di sforzo, si rifiutano di collaborare. È stato fantastico, davvero, mi sento davvero bene, ci troviamo ancora domani? Oh no, domani non posso, devo andare a un vernissage. Dai, andiamo un’altra volta, promesso. Ma fino alla prossima estate non si vedrà più l’ombra di una corsa. 

L'ESTATE A BERLINO: IMPRESSIONI DA UNA TORRIDA CITTA'

Hurrà, hurrà, l’estate è qua!  Sebbene i parchi di Berlino si siano trasformati fin da giugno in luoghi di divertimento, è comunque agosto l’apice di questa rovente stagione. Cafèbabel raccoglie le impressioni più scottanti dell’estate berlinese. Come sempre, ulteriori informazioni su Facebook e Twitter.