Corrala: l’Utopia di una casa a Siviglia 

Articolo pubblicato il 02 aprile 2014
Articolo pubblicato il 02 aprile 2014

De­va­sta­ti dalla crisi eco­no­mi­ca, che ha au­men­ta­to di­soc­cu­pa­zio­ne, po­ver­tà e va­ga­bon­dag­gio, gli abi­tan­ti di Si­vi­glia rea­gi­sco­no con in­ge­nui­tà e “joie de vivre”. Il mo­vi­men­to “Cor­ra­la" sta re­cu­pe­ran­do edi­fi­ci di­sa­bi­ta­ti, non solo per dare una casa a chi ne ha bi­so­gno, ma anche una co­mu­ni­tà dove vi­ve­re.

Qual­che tempo fa, un fo­to­gra­fo fran­ce­se è ve­nu­to a fare un re­por­ta­ge fo­to­gra­fi­co sulla no­stra vita nella Cor­ra­la. Ha fatto se­de­re a turno ogni fa­mi­glia su un di­va­no e ha scat­ta­to delle fo­to­gra­fie”. Ben­ché i re­si­den­ti della Cor­ra­la Uto­pia siano abi­tua­ti alle foto e al­l’at­ten­zio­ne dei media, si sono ormai stan­ca­ti del sen­sa­zio­na­li­smo me­dia­ti­co. “Non ap­pe­na visti i ri­sul­ta­ti del ser­vi­zio fo­to­gra­fi­co, ho sco­per­to che il fo­to­gra­fo ha 'fo­to­shop­pa­to' i no­stri visi al fine di farci ap­pa­ri­re più tri­sti. La mia fac­cia è stata mo­di­fi­ca così da sem­bra­re che stes­si pian­gen­do. Inol­tre sem­bra­va fossi di 10 anni più vec­chio”, so­spi­ra Al­va­ro. Se­den­do sul mar­cia­pie­de fuori dalla Cor­ra­la, nel quar­tie­re ope­ra­io della parte nord-ove­st della città, lo ab­bia­mo in­con­tra­to. È un tipo ro­bu­sto dalla car­na­gio­ne oli­va­stra, un mes­sag­ge­ro man­da­to dagli altri per ri­spon­de­re alle no­stre do­man­de. Non c’è ra­gio­ne d’in­con­tra­re nes­sun altro poi­ché “tutti ti rac­con­te­ran­no la stes­sa sto­ria”, af­fer­ma. Inol­tre non è con­sen­ti­to en­tra­re nel­l’e­di­fi­cio, così “la po­li­zia non sa cosa ab­bia­mo fatto al­l’in­ter­no, nei gior­ni scor­si”.

IN­CON­TRO CON I RE­SI­DEN­TI

Crea­to nel mag­gio del 2012, Cor­ra­la Uto­pia è stato il primo con­do­mi­nio oc­cu­pa­to dalle vit­ti­me del­l’at­tua­le crisi eco­no­mi­ca. At­tual­men­te è abi­ta­to da vec­chi par­ruc­chie­ri, ad­det­ti alle pu­li­zie, mu­ra­to­ri, gente che si è ri­tro­va­ta not­te­tem­po senza un la­vo­ro e sfrat­ta­ti. Ben­ché da quel mo­men­to molte altre “Cor­ra­la” sono sorte in tutta l’An­da­lu­sia, l'im­mo­bi­le resta uno dei pochi a es­se­re so­prav­vis­su­to. Oggi, tut­ta­via, il suo de­sti­no è molto in­cer­to. Il 15 feb­bra­io il Tri­bu­na­le ha or­di­na­to lo sfrat­to im­me­dia­to degli abi­tan­ti. Sono se­gui­te delle con­ces­sio­ni che hanno per­mes­so alle fa­mi­glie di tro­va­re una “so­lu­zio­ne pa­ci­fi­ca” al pro­ble­ma. Di con­se­guen­za, la co­mu­ni­tà sarà dis­sol­ta il 5 marzo. I suoi re­si­den­ti hanno dun­que bi­so­gno di tro­va­re nuove case.

Pa­ra­dos­sal­men­te, que­sto è un enor­me pro­ble­ma. In­fat­ti, ben­ché si stima che a Si­vi­glia ci siano 130 mila case di­sa­bi­ta­te, nes­su­na di que­ste è stata of­fer­ta alle fa­mi­glie. “Noi vo­glia­mo pa­ga­re un af­fit­to so­cia­le, se­con­do i no­stri red­di­ti in­di­vi­dua­li, ma il go­ver­no non ne vuole sen­ti­re”, spie­ga Al­va­ro, “inol­tre, è stato fatto tutto il pos­si­bi­le per ren­de­re le no­stre vite più dif­fi­ci­li”. Solo al­cu­ne set­ti­ma­ne dopo che si erano tra­sfe­ri­ti, le au­to­ri­tà lo­ca­li hanno ta­glia­to l’ap­prov­vi­gio­na­men­to di acqua ed ener­gia. “Hanno speso 40 mila euro per que­st’o­pe­ra­zio­ne”, af­fer­ma Al­va­ro con aria di ras­se­gna­zio­ne, “sin dal­l’i­ni­zio, ab­bia­mo vis­su­to qui senza acqua, luce e gas”. I re­si­den­ti della Cor­ra­la pren­do­no l’ac­qua dalla fon­ta­na pub­bli­ca sulla stra­da e usano ge­ne­ra­to­ri a pe­tro­lio per pro­dur­re ener­gia. “Inol­tre ab­bia­mo chie­sto al go­ver­no di con­ce­der­ci dei lotti di terra, in modo da col­ti­va­re frut­ta e ver­du­ra. Solo a una fa­mi­glia è stato con­ces­so un ap­pez­za­men­to di ter­re­no”.​

A pro­po­si­to delle per­so­ne

Prima di ve­ni­re qui, la­vo­ra­vo in un club nau­ti­co. Gua­da­gna­vo 2500 euro al mese e avevo com­pra­to una casa. Stavo bene. Oggi non ho una casa e nem­me­no una TV o una radio, ma sono fe­li­ce. I soldi non pos­so­no com­pra­re la fe­li­ci­tà”, con­ti­nua Al­va­ro, “ades­so ho più tempo per la mia fa­mi­glia, pas­sia­mo le se­ra­te chiac­chie­ran­do con gli altri e gio­can­do con i no­stri bam­bi­ni. Siamo come una gran­de fa­mi­glia”. Nel loro tempo li­be­ro, i re­si­den­ti della Cor­ra­la, con l’a­iu­to di vo­lon­ta­ri, or­ga­niz­za­no at­ti­vi­tà per bam­bi­ni, im­pa­ra­no a bal­la­re il fla­men­co e or­ga­niz­za­no even­ti per sup­por­ta­re il loro mo­vi­men­to. “L’an­no scor­so ab­bia­mo or­ga­niz­za­to il ‘Cor­ra­la Rock’, una serie di con­cer­ti a so­ste­gno della no­stra causa, ab­bia­mo anche for­ma­to delle clas­si di fla­men­co e le ab­bia­mo usate per un ‘Escra­che (una di­mo­stra­zio­ne pa­ci­fi­ca, molto po­po­la­re in Spa­gna, Ar­gen­ti­na, Uru­guay e Pa­ra­guay) nella banca ‘Iber­ca­ia’, at­tua­le pro­prie­ta­rio del con­do­mi­nio. Ab­bia­mo anche chie­sto al go­ver­no di aiu­tar­ci per l’or­ga­niz­za­zio­ne di un cen­tro di so­li­da­rie­tà’ dove dare con­si­gli alle per­so­ne del quar­tie­re e apri­re una mensa ‘so­cia­le’, senza ot­te­ne­re al­cu­na ri­spo­sta”.  

Fare un po' di ru­mo­re!

Il grup­po fa la forza”, di­chia­ra Al­va­ro e il suo “credo” è con­di­vi­so da molte per­so­ne in tutto il paese. Ab­bia­mo in­con­tra­to i mem­bri della “Plat­for­ma de Afec­ta­dos por la Hi­po­te­ca de Se­vil­la” (la PAH aiuta chi non può ri­pa­ga­re il mutuo) du­ran­te una di­mo­stra­zio­ne in un’al­tra banca lo­ca­le, la Cai­xa­bank. Il con­cet­to è quel­lo di “fare ru­mo­re” e i di­mo­stran­ti de­vo­no farsi sen­ti­re a di­stan­za di al­cu­ni iso­la­ti. Trom­bet­te e fi­schiet­ti sono armi ne­ces­sa­rie per di­mo­stra­re il so­ste­gno al di­rit­to di “case de­cen­ti” e at­trar­re l’at­ten­zio­ne sulla ne­ces­si­tà di “una vera so­lu­zio­ne al pro­ble­ma dei mutui”. At­tual­men­te, ci sono 4 casi di mutui in di­scus­sio­ne pres­so la di­re­zio­ne della banca. I ma­ni­fe­stan­ti si ac­cam­pa­no a turno da 11 gior­ni per di­mo­stra­re la loro de­ter­mi­na­zio­ne.

Il PAH è di­ret­ta­men­te col­le­ga­to con il mo­vi­men­to degli In­di­gna­dos, o il 15M (il mo­vi­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne nato il 15 mag­gio del 2011). Per­so­ne con gli stes­si pro­ble­mi hanno unito le forze e or­ga­niz­za­to as­sem­blee set­ti­ma­na­li du­ran­te le quali co­lo­ro che ave­va­no pro­ble­mi con il mutuo o con lo sfrat­to di­scu­te­va­no delle  pro­prie que­stio­ni, ri­ce­ven­do con­si­gli e sup­por­to. Nella PAH di Si­vi­glia, ab­bia­mo in­con­tra­to e ra­du­na­to, per 2 volte a set­ti­ma­na, 280 per­so­ne con pro­ble­mi di mutuo ir­ri­sol­ti”. Isa­bel è un as­si­sten­te so­cia­le che spen­de il suo tempo li­be­ro per coor­di­na­re le azio­ni della PAH. “Il no­stro mag­gio­re suc­ces­so è quel­lo di aver evi­ta­to gli sfrat­ti”, spie­ga sor­ri­den­do. “Ol­tre­tut­to, non stia­mo com­bat­ten­do per casi in­di­vi­dua­li. La­vo­ria­mo in­sie­me nella ri­so­lu­zio­ne di una causa co­mu­ne. Qui la gente perde il senso di colpa, tutti sanno che non sono più soli. Gra­zie alla PAH, le per­so­ne rea­liz­za­no di es­se­re com­pa­gni-cit­ta­di­ni, non so­la­men­te dei con­su­ma­to­ri”, sot­to­li­nea con or­go­glio. Que­sta sem­bra es­se­re la rai­son d'être del mo­vi­men­to po­po­la­re di sup­por­to ci­vi­co a Si­vi­glia e, pro­ba­bil­men­te, in tutta la Spa­gna. Come so­stie­ne Al­va­ro “noi stia­mo cer­can­do una vit­to­ria so­cia­le, non po­li­ti­ca”.

Que­sto re­por­ta­ge fa parte della serie di ar­ti­co­li del pro­get­to Eu­to­pia - Time to Vote, fi­nan­zia­to dalla Fon­da­zio­ne Hip­po­crè­ne, la Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea e il mi­ni­ste­ro degli Af­fa­ri Este­ri fran­ce­se