Corrado Augias, Leopardi e un nuovo premio letterario italo-francese

Articolo pubblicato il 23 marzo 2012
Articolo pubblicato il 23 marzo 2012
Di Jacopo Franchi Svelati i nomi dei vincitori del nuovo premio letterario italo-francese, promosso da "Italie&Co". Attirati, come molti altri, dal nome di Corrado Augias, presidente della giuria, abbiamo scoperto per voi queste promesse - è il caso di dirlo - realizzate della letteratura francese di ispirazione italiana. Cronaca di una serata culturale parigina a base di cultura del Belpaese.
Un tour operator, una giuria presieduta da , una rivista per gli italiani in Francia e la più famosa libreria italiana a Parigi sono gli organizzatori del , i cui vincitori sono stati premiati nella (Parigi, rue de Deux Boules) lunedì 19 marzo. Augias, di passaggio a Parigi, non è stato altro che una figura di richiamo per il pubblico numeroso che ha affollato la sala un’ora prima dell’inizio della premiazione. Giornalista per e , presentatore televisivo e autore di libri d’inchiesta e saggistica di rilievo (da ultimo ), Augias si è comportato da vero presidente di giuria: un saluto, una stretta di mano, un incoraggiamento agli autori e via, verso una nuova destinazione parigina.

Corrado Augiaspremio letterario Italie&CoMaison du Val d’AosteEspresso RepubblicaL’Italie expliquée aux français

L'ingresso della Maison du Val d'Aoste in rue de Deux Boules

Sul palco, tra i premiati che erano presenti (perché sì, c’è anche chi non si muove da casa neppure per riscuotere la giusta gloria), sono rimasti i volti allegri e soddisfatti degli organizzatori del premio: Fabio Casilli, dinamico manager di Italie&Co, tour operatore “speciale” che organizza da 20 anni viaggi personalizzati per clienti francesi esigenti, fuori dal solito schema turistico Firenze-Roma-Venezia-Napoli (ma se gli chiedete una camera in piazza San Marco farà di tutto per trovarla); Patrizia Molteni, della rivista Focus In, da anni punto di riferimento degli italiani in Francia; Fortunato Tramuta della Tour de Babel, libreria italiana a Parigi, con 11.000 titoli disponibili e che vanta un lettorato al 70% francofono.

In questo mélange ben riuscito di italianità imprenditoriale, giornalistica e letteraria, gli autori sono passati per un attimo in secondo piano, e anche il nostro articolo fino a questo momento non gli ha dedicato grande spazio.

Solo nella seconda parte della serata, a giochi conclusi, senza più la catalizzante presenza di Corrado Augias, ci è stato possibile conoscere da vicino i vincitori del premio: per la categoria saggi, il vincitore è stato René de Ceccatty con Noir souci (Flammarion 2011). Romanziere, drammaturgo, traduttore dall’italiano e dal giapponese, René de Ceccatty ha lavorato duro negli ultimi anni per mantenere un ponte di contatto tra la cultura italiana e quella francese, studiando a fondo l’opera di Pier Paolo Pasolini, Giacomo Leopardi e Alberto Moravia. Il saggio premiato ricostruisce gli ultimi anni di vita di Giacomo Leopardi a Napoli, sotto la tutela e il mecenatismo amichevole di Antonio Ranieri, “uomo di grande statura intellettuale, che ha salvato l’opera di Leopardi” e non, come dicono certe malelingue filologicamente poco informate, la causa della sua rovina morale. De Ceccatty ci ha confidato, non senza che una luce gli brillasse negli occhi, che gli italiani messi al corrente delle sue ricerche su Leopardi, “mi sorridevano, come se parlassi di un membro della loro famiglia”.

De Ceccatty a fianco di Corrado Augias, sul (sop)palco destinato ai premiati.

Nell’altro campo, per la categoria narrativa, sono stati due i vincitori, ma solo uno ha avuto la buona creanza di presentarsi a ritirare il premio (l’altro, ci dicono, abita a Lione, e fino a quando Sncf non abbassa i costi dei Tgv..).

E’ Laurent Gaudé, premiato al Prix Goncourt 2004 con Le Soleil des Scorta, e che ha presentato una raccolta di racconti, Les oliviers de Négus (Actes Sud 2011) a metà tra racconti di viaggio a Peschici, riflessioni sulla guerra d’Etiopia e l’opera di Freud. Il suo legame con l’Italia, più che culturale, lo definiamo affettivo: la sua musa è anche – guarda la coincidenza - sua moglie, pugliese d’origine. L’ambientazione principale dei suoi romanzi è l’Italia del Sud, con le sue storie di criminalità, immigrazione clandestina e piccoli eroi dimenticati: “queste storie non appartengono solo all’Italia del Sud, ma a tutti gli europei”, è la sua opinione.

E per concludere in bellezza con tutta questa cultura, una degustazione di vini rossi del Veneto, offerta dall’azienda vitivinicola Scriani. Come si fa a non sentirsi in Italia?

Foto di copertina: (cc) stephengeyer/flickr; nel testo: gentile concessione di © Focus In Frederique Le Brun.