Cornelia Diesenreiter: salvare il mondo con la marmellata

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2015

Mele senza imperfezioni, pesche integre, ciliegie luccicanti: è questa la realtà della frutta nei supermercati austriaci. Tutto quello che avanza o non corrisponde agli standard di perfezione, resta invenduto. E dove va a finire? Nel migliore dei casi nei barattoli da conserva di Zero Waste Jam.

Per evitare che i generi alimentari finiscano prematuramente nella spazzatura, Evelina Lundqvist, fondatrice di The Good Tribe, ha affrontato questa questione già nel 2012. In Austria è stata una pioniera nella lotta contro lo spreco dei generi alimentari. Per trarre il maggior profitto anche da Zero Waste Jam (partner di The Good Tribe, n.d.r.), nel 2015 Cornelia Diesenreiter ne è diventata amministratrice delegata, concentrandosi sulla crescita dell'iniziativa nata a Vienna.

Le conserve come messaggio

«Se si guarda il mio curriculum, si potrebbe pensare che a 18 anni sapessi già che un giorno sarei diventata CEO di Zero Waste Jam,» dice questa cuoca di professione. Dopo un corso di economia a Salisburgo, a Vienna ed in Inghilterra si è occupata di sostenibilità e gestione delle risorse.

Motivata dai fatti e dai numeri dell'attuale situazione, con Zero Waste Jam Cornelia cerca di divulgare il motto "Usa quello che hai". L'amministratrice spiega: «Circa 1,3 miliardi di tonnellate di generi alimentari sono sprecati lungo la catena alimentare. A causa delle eccedenze stagionali e degli standard estetici del commercio, ogni anno finisce nell'immondizia una moltitudine di frutta di alta qualità». Nel 2015, la Diesenreiter ha già trasformato oltre 600 chili di frutta e verdura (ricevuta da privati e agricoltori) in marmellate, bevande analcoliche, chutney e gelatine.

Spazzatura o eccedenza?

È importante sottolineare la differenza fra un prodotto di rifiuto e un'eccedenza. I prodotti raccolti da Zero Waste Jam finirebbero altrimenti nell'immondizia. «A volte mi chiamano da un frutteto dove crescono 8 vecchi alberi di prugne e posso raccogliere le migliori varietà direttamente dalla pianta. Si tratta di frutta, verdura ed erbe aromatiche della migliore qualità, che vengono lavorate nell'arco di massimo 48 ore. Nella maggior parte dei casi marcirebbero facilmente».

un Un giorno un agricoltore si è visto rifiutare la frutta da parte di un supermercato: non potendo mettere in un barattolo tutti i 1.000 chili di pere da lui offerti, Cornelia lavora già a una tattica per il prossimo raccolto. Sta cercando di aumentare la capacità di frutta e verdura che riesce a gestire, per poterne salvare il più possibile.

Riguardo alla COP21 di Parigi, spera che il tema del cambiamento climatico resti un protagonista centrale anche dopo la conferenza sul clima, che termina questo weekend. «Vorrei che a questo problema sia attribuita l'importanza che merita, e che la tutela dell'ambiente non sia rinviata di nuovo di fronte alle questioni economiche. Vorrei che i Paesi non fossero così ambiziosi solamente in termini di obiettivi, ma anche nella loro concreta realizzazione».