Cordoba - Bruxelles: Una protesta lunga 2600 km

Articolo pubblicato il 27 settembre 2013
Articolo pubblicato il 27 settembre 2013

7 spagnoli, partiti da Cordoba, marciano verso Bruxelles per chiedere al Parlamento europeo una legge che assicuri il diritto alla casa per i cittadini spagnoli. 2600 chilometri a piedi per smuovere le coscienze di chiunque trovi qualche minuto per ascoltarli e capire il loro dramma personale. Mentre erano di passaggio a Parigi, abbiamo condiviso con loro i giorni nella capitale.  

Antonio, Nazareth, Ana Belén… sono alcuni dei nomi di chi, in segno di protesta, è partito il primo di luglio da Cordoba (Andalusia) per raggiungere Bruxelles dopo 3 mesi di cammino. Alzano la voce per richiedere una legge che regoli il diritto alla casa e che fermi il dramma degli sfratti in Spagna. Solo nell'aprile del 2013, nella penisola iberica sono state eseguite 19.468 espulsioni: ogni giorno 216 famiglie si ritrovano per la strada. In tutto il 2012, invece, gli sfratti sono stati 198.116. Mentre donne, uomini e bambini di tutte le provenienze sociali vivono questo dramma, la politica gira la faccia dall'altra parte.

Non viaggiano per conto proprio, ma lo fanno in rappresentanza della Plataforma de Afectados por la Hipoteca (PAH), un'associazione che ha raccolto più di 1.500.000 firme per tentare di cambiare la legge sull'ipoteca spagnola. Sebbene il Governo abbia fatto orecchie da mercante la PAH ha recentemente ricevuto il Premio Cittadino Europeo 2013 dal Parlamento europeo per l'"impegno nella difesa dei diritti umani e dei valori europei". Quelli che il Governo spagnolo definisce atti terroristici, rappresentano azioni in difesa dei diritti dell'uomo per l'Europa.

Quando sono arrivati a Parigi abbiamo avuto l'occasione di passare alcuni giorni con loro nell'edificio dove hanno soggiornato, un immobile occupato da cittadini francesi che, a loro volta, non possono permettersi una casa nella capitale. "Il problema è europeo, non solo spagnolo", afferma Antonio, leader del gruppo in marcia. Quando manca meno di un anno alle elezioni del Parlamento europeo sperano di ricevere una risposta dalle istituzioni di Bruxelles. Le magliette dell'associazione sono verdi: è il colore della speranza.

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