COP21 a Parigi: scontri con la Polizia al corteo non autorizzato

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 01 dicembre 2015

In seguito agli attentati del 13 novembre, il presidente francese François Hollande ha dichiarato lo stato d'emergenza, vietando le manifestazioni per la COP21. Per le persone che si sono comunque riunite in place de la République, il bisogno di manifestare contro i cambiamenti climatici è stato più forte della paura dello Stato o del terrorismo.

«Stato d'emergenza e stato di polizia non fermeranno il nostro diritto di protestare,» gridano i manifestanti di Parigi. I poliziotti sono schierati in tenuta antisommossa tra boulevard Saint Martinplace de la République. L'espressione sui loro volti e il loro equipaggiamento, scudi e manganelli, fanno capire ai manifestanti che hanno a che fare con degli automi.

Sullo sfondo, decine di mezzi della Polizia riempiono la piazza. Le luci blu lampeggiano in mezzo al fumo dei lacrimogeni e dei petardi circondano il monumento della Marianne, simbolo della libertà. Due settimane fa la gente si è riunita in questo stesso posto per commemorare le vittime degli attacchi terroristici. Oggi protestano contro i cambiamenti climatici.

I manifestanti si scontrano con la Polizia durante il corteo contro il cambiamento climatico del 29 novembre (Anatoli Scholz/Christiaan Ate Paauwe).

Il presidente francese François Hollande, in seguito agli attentati del 13 novembre, ha dichiarato lo stato d'emergenza, che restringe il diritto di manifestare. Ma per le persone presenti in place de la République, la necessità di dimostrare contro i cambiamenti climatici è più forte della paura dello Stato o del terrorismo.

La prima linea della Polizia avanza lentamente per la via. La gente continua a intonare: «Polizia ovunque, giustizia da nessuna parte». Un gruppo di dimostranti si siede. Ormai è chiaro che le persone non stanno manifestando solo per il clima, ma anche per il loro diritto di protestare. 

«Sono già stato picchiato qui in place de la République, poco fa,» spiega un ragazzo mentre fa vedere una contusione sulla gamba. «Credo che a fine giornata avrò un altro paio di lividi».

Una serie di petardi, esplosi in place de la République, fanno agitare le persone per strada. Un poliziotto, fischietto alla bocca, si fa avanti: «Disperdetevi!» dice al megafono. Il gruppetto, uno dei tanti presenti nell'area, non si sposta.

«Questa è la Francia, bella libertà,» grida un manifestante. La Polizia spara un lacrimogeno, che finisce a terra tra i dimostranti. Si sente un fischio e parte la carica. Appena gli agenti armati iniziano a correre per la via, i manifestanti – per la maggior parte ragazzi – scappano. Il gruppo si disperde.

La stessa sera del corteo ha inizio la conferenza sul cambiamento climatico. Per le prossime due settimane, i Governi di tutto il mondo discuteranno del clima. Nonostante il divieto del Governo francese, al corteo di domenica migliaia di persone si sono riunite per chiedere di fare qualcosa di concreto per fermare i cambiamenti climatici.

 

I media hanno mostrato i video di manifestanti che lanciano oggetti contro la Polizia, nonostante la maggior parte delle persone presenti in place de la République fossero dimostranti pacifici. Si sono semplicemente rifiutati di accettare la paura trasmessa dal Governo su possibili nuovi attentati. Il bisogno di impedire il cambiamento climatico è stato più forte della paura del terrorismo.