Contrastare l'Entropia con #CharlieHebdo

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 10 gennaio 2015

“La libertà è creazione, libertà di espressione, cultura, innovazione, rispetto, solidarietà, democrazia...". Con queste parole ieri alcuni rappresentanti del Consolato Francese di Siviglia hanno condannato la violazione che ha subito il loro più grande orgoglio patriottico, la liberté, dopo il massacro dello scorso 7 gennaio nella redazione della rivista satirica #CharlieHebdo.  

È sconcertante come l'essere umano, quando vuole essere universale, è capace di contrastare l'entropia, un famoso concetto fisico citato nella seconda legge della termodinamica que tende al disordine, a ciò che è energicamente meno costoso, perché distruggere è più facile che costruire. Tuttavia, in 48 ore i gesti di solidarietà, sforzo e repulsione verso i crimini commessi contro la voce comica di Parigi hanno sfidato nobilmente la fisica.

Il terrore ha colpito l'essenza di un'Europa che, più che mai, si riflette nella rivoluzione del 1789 e non solo capisce, comprende anche il perché dell'Articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea sulla Libertà di Espressione e di Informazione.

C’est dure d’être aimé par des cons            È dura essere amati da stupidi, denuncia una delle vignette che hanno dato colore alle manifestazioni di questi giorni nei vari paesi a favore della causa francese. In essa appare Maometto costernato da alcuni selvaggi e questa considerazione è incredibilmente importante. Il fatto che esistano fanatici burattini manovrati da fondamentalisti in nome di una religione non vuol dire in assoluto che i seguaci dell'Islam siano assassini. Da Cafebabel Siviglia facciamo un appello per contrastare l'Islamofobia, ancora una volta, una sfida alla fisica sociale che semplifica il messaggio per giustificare barbarie successe in paesi dove i civili pagano per i terroristi.       

Molto timidamente, sulla facciata del Consolato Francese di Siviglia, a mano e su un foglio bianco, una parola in arabo تدنيس المقدسات (sacrilège). In quel momento, il piccolo foglio sul marciapiede sommerso da candele con la frase Je suis Charlie, si è trasformato in ambasciatore di tutti quei cittadini arabi o di origine araba che convivono in democrazia quotidianamente con noi e rifiutano ogni tipo di violenza. 

Il complesso spagnolo nei confronti della Marsigliese 

Libertà, lotta contro la tirannia, trionfo, gloria, patria..., concetti presenti permanentemente nell'inno nazionale francese, non sono solo parole, è una conquista civile del popolo gallo. La storia del popolo spagnolo è confusa, differente, manipolata a seconda del bando eterno il cui anelito di secessione non ha fine, nonostante lo scempio delle Regioni a Statuto Speciale.   

Il franchismo si appellò a un patriottismo che ancora ci fa vergogna e non siamo capaci di superare la citatissima dittatura per sentire un'unità nell'assoluta ricchezza della differenza. Solo questa ragione basterebbe a spiegare lo sproposito di uno dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Siviglia che, a voce alta per farsi sentire ha ripetuto in varie occasioni che pensava di essere stato convocato per difendere la libertà di espressione, non per collaborare ad un atto di esaltazione del patriottismo francese, propio a 2 metri scarsi dalla porta del consolato pirenaico. Ancora una volta, il civismo che contrasta l'entropia del complesso ispanico. È stato fatto tacere parlando di calcio e l'azione è stata esemplare.