Consonno, il Paese dei Balocchi fantasma

Articolo pubblicato il 18 luglio 2016
Articolo pubblicato il 18 luglio 2016

A pochi chilometri da Milano, in provincia di Lecco, esiste un borgo abbandonato chiamato Consonno. Acquistato da un imprenditore negli anni '60 per trasformarlo in un Paese dei Balocchi, il sogno si è infranto per colpa di una frana. Da allora rimangono macerie, murales e ricordi.

"A Consonno tutto è meraviglioso", questo quel che si legge su uno dei tanti cartelli presenti sulla strada che da Olginate sale verso la collina su cui sorge il borgo, nella provincia di Lecco. Il manto stradale non è dei migliori per una Opel Corsa giunta da Milano, abituata ai percorsi pianeggianti e decisamente più tranquilli della città. Tuttavia dopo aver superato un edificio di tre piani ormai pervaso dal degrado e conquistato dai murales al suo interno, capiamo che di meraviglioso è rimasto ben poco. 

Dopo qualche leggero tornante si giunge nella piazzetta del paese, dove sorge la chiesa di San Maurizio, affiancata da una casa che in passato apparteneva all'antico borgo. Ci addentriamo nel cortile e troviamo un signore di mezza età, venuto come ogni domenica a curare il proprio orto e a sfamare i cani «dove tutto è abbandonato da più di trent'anni». La vita di molti abitanti si è spostata a valle da quando l'imprenditore Mario Bagno ha acquistato il territorio comunale nel 1962 per costruire il suo personalissimo "Paese dei Balocchi". Ed è così che ina serie di strutture fatiscenti dall'architettura marcatamente orientale, pensate nell'intento dei loro costruttori ad accogliere turisti da tutto il Nord Italia, iniziano a farsi largo al posto di case e fattorie, che fino a quel momento avevano accolto piccoli artigiani e agricoltori.

Dopo anni di attività e una sempre maggior popolarità, è la natura a mettere fine al sogno di Consonno: nel 1976 una frana blocca l'accesso al paese, mostrando inequivocabilmente la poca attenzione portata in fase di costruzione al non secondario rischio di dissesto idrogeologico. L'hotel, i negozi del minareto e tutte le altre strutture dell'impianto turistico vengono mano a mano abbandonate. Inizia così un lungo periodo di degrado, che Bagno prova ad interrompere nel 1981 costruendo una casa di riposo per anziani, senza tuttavia lo sperato successo. Il bar del paese è però ancora aperto, ed ospita oggi i partecipanti alla gara fra skaters organizzata dal collettivo Sbanda Brianza. Incontriamo Anna e Rosy (la cui intervista è all'interno del video, n.d.r.), che ci raccontano i loro ricordi legati alla fase di costruzione e abbandono del paese in cui sono nate e cresciute.

Nel 2007, durante un rave party, tutti i locali e le strutture fino a quel momento abbandonate vengono distrutte. Gli ex abitanti si ricongiungono quindi nell'associazione "Amici di Consonno", grazie a cui rientrano  in possesso dell'ex tavola calda, concessa in passato in gestione dal comune di Olginate. Dal 2012 viene inoltre aperto un bar, che diventa in breve tempo luogo di ritrovo domenicale di turisti ed ex abitanti. Nonostante la recente (ma già abbandonata) proposta di riqualificazione fatta da Francesco Facchinetti per costruire una "città dei giovani" che potesse rivolgersi alle università ed attrarre finanziamenti, il territorio rimane di proprietà dei discendenti di Bagno. Ed il futuro del borgo resta oggi più che mai incerto.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Milano.