Consiglio Europeo: 6 aneddoti di fine anno

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 19 dicembre 2016

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I Capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi dell'UE si sono incontrati ieri a Bruxelles per discutere di questioni quali Ucraina, Siria, sicurezza, economia e Brexit. Ma al Palazzo Justus Lipsius non dev'essere per forza tutto serio. Ed è per questo che Cafébabel è andato alla ricerca dei migliori aneddoti UE della giornata.

1. Buon Natale a tutti!

Ormai manca poco a Natale e tutti al vertice UE erano in vena di festeggiamenti. Mercoledì mattina, recuperati i nostri pass per la stampa, abbiamo notato che qualcuno si era divertito a decorarli con dei fiocchi di neve. Un'idea davvero carina.

Giovedì, gironzolando per la hall del Palazzo Justus Lipsius (non stava succedendo nulla di interessante e avevamo molta voglia di sgranchirci dopo più di 8 ore seduti), qualcosa ha subito attirato la nostra attenzione. Siccome portare un vero albero di natale sarebbe stato un po' complicato, alcuni giornalisti avevano decorato i loro portatili con delle lucine. Il risultato era impagabile.

 

2. Paella per pranzo?

La cena informale che avrebbe dovuto seguire il Consiglio Europeo è stata cancellata. Il che si è rivelato tutto sommato sensato, dato che il pranzo è terminato alle 18. Forse è stata in parte colpa degli chef, spagnoli e portoghesi: gli orari dei pasti spagnoli, si sa...Il premier spagnolo Mariano Rajoy, che aveva dichiarato che l'occasione in cui si mangia peggio è il Consiglio Europeo e che in quei casi è costretto a mangiare solo pane e olio d'oliva, quella sera era davvero soddisfatto. Nasello e vino Rioja - una delizia!

3. L'ultimo Consiglio Europeo di Schulz 

Martin Schulz, che tra poco dovrà tornare in Germania, ha tenuto la sua ultima conferenza stampa al Consiglio Europeo in qualità di Presidente del Parlamento Europeo. Tutte le domande dei giornalisti cominciavano con "Dato che questa è la sua ultima risposta in qualità di Presidente del Parlamento Europeo...". Tutti sembravano prepararsi per il suo funerale, così Schulz ha giustamente minimizzato dicendo: "Sto solo cambiando lavoro". Il Presidente uscente di solito concedeva solo due o tre domande, mentre ieri invece è parso particolarmente in vena di chiacchiere. Nonostante il suo portavoce volesse concludere in fretta, Schulz ha voluto dedicare tutto il suo tempo ai giornalisti. Gli mancheremo, poco ma sicuro. La conferenza è durata così tanto che i video editor del Consiglio hanno dovuto dividere la sua intervista in 8 parti:

4. Un Consiglio di una giornata che ne dura due?

Il Consiglio Europeo di ieri avrebbe dovuto finire alle 19. Avrebbe. Malgrado ad ottobre Donald Tusk avesse promesso a tutti che sarebbero andati a dormire presto al Consiglio di dicembre, neanche stavolta è andata così e c'è stato anzi un ritardo di oltre tre ore. I giornalisti temevano che il Consiglio anziché durare una giornata finisse per durarne due. Le ultime conferenze nazionali sono terminate a mezzanotte ma, ovviamente, noi avevamo ancora del lavoro da sbrigare. A quel punto, il caffé diventa il tuo migliore amico e la chiave per il successo.

5. Si chiama "interpretazione", eppure...

Gli interpreti odiano essere chiamati "traduttori". E' tanto difficile distinguere tra i concetti di "traduzione" e "interpretazione"? Per farla semplice, la traduzione ha a che vedere con testi scritti, mentre l'interpretazione con il parlato. L'UE fa uso di uno dei più importanti servizi di traduzione al mondo, eppure continuano a chiamare "quegli strani individui seduti nelle cabine in fondo" traduttori.

6. Theresa May, forever alone

Povera Theresa May... La premier britannica si è sentita un po' tagliata fuori. Per dirla con un eufemismo. Davanti alla tavola rotonda non ha trovato nessuno con cui parlare, quindi per mascherarlo ha cominciato a sfogliare dei documenti a caso che ha trovato lì vicino. Forse è questo il prezzo da pagare quando sei incaricato di guidare il tuo Paese fuori dall'UE.

Non è neanche stata invitata alla cena informale in cui i 27 leader avrebbero parlato della Brexit. Ma non fa niente. Non sarebbe stata la prima leader UE a finire a mangiare patatine fritte alla famosa Maison Antoine di Bruxelles. Oppure, avrebbe potuto semplicemente chiamare Deliveroo...

 

Senza ombra di dubbio, c'è sempre spazio per farsi due risate, anche quando si parla di sedute del Consiglio Europeo.