Con l’affare Kerviel riappare lo spettro del patrottismo economico francese

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2008
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Articolo pubblicato il 19 febbraio 2008
Impossibile sfuggire al suo ruolo di primo attore: Jérôme Kerviel. L’uomo che é costato 5 miliardi di euro alla Société Générale é diventato in una settimana l’icona nazionale. La sua storia richiama alla mente altre simili. Nick Leeson ha conosciuto dieci anni fa la stessa sorte facendo colare a picco la Barings, banca britannica allora tra le più prestigiose.
  Diventava cosi’ il primo « rogue trader »  della storia. Cosa ci insegnano questi giovani speculatori in erba sullo stato della finanza mondiale ?

Leeson e Kerviel, intrappolati nella stessa spirale

Nel 1995, Nick Leeson operava a Singapore sul mercato giapponese  per la prestigiosa Barings Bank.  Aveva messo a punto sui mercati a basso rischio una maxifrode che avrebbe potuto essere riassorbita se il terremoto d Kobe non avesse fatto crollare l’indice nipponico, facendo aumentare le perdite già di per se’ collossali. L’esposizione della Barings ammontava a oltre un miliardo di dollari. La « Banca della Regina » non ce l’ha fatta a sopravvivere.

Interrogato dalla BBC il giorno stesso in cui scoppiava il caso Kerviel, Leeson ha ammesso che, pur sorpreso dall’ammontare delle perdite, il percorso del francese era « del tutto simile al suo ». Cercava semplicemente « il successo ». Avvinti in una spirale, « non ci si rende conto che la partita é chiusa ». Jérôme Kerviel sembra in effetti per il momento raccontare la stessa storia, quella del trader preso al laccio dal gioco della competizione e che ha dovuto sfavillare per farsi un nome.

Leeson tuttavia si deresponsabilizza durante l’intervista ; in molti, « al back office, non hanno fatto il loro lavoro correttamente ».  In altri termini, l’ebbrezza speculativa avrebbe dovuto essere intercettata dai sistemi di controllo. « Gli addetti ai controlli, in realtà, non sanno come il sistema funziona ».

Vittima del sistema

In Francia alcuni considerano Kerviel come la vittima di un meccanismo impazzito. Ségolène Royal, ad esempio, ha di recente affermato che é difficile attribuire « tutta la responsabilità a una sola persona ». Tale indulgenza ha fatto sorridere i giornalisti britannici secondo cui i francesi  si nascondono dietro la personalità del trader per non guardare in faccia la realtà dello scandalo.

Gli inglesi, tuttavia, fanno prova di empatia in egual modo verso il loro “rogue trader”. Questi appare spesso sui tabloids e sui cosiddetti  giornali di qualità. Tutti sono al corrente del suo nuovo matrimonio e della sua nuova vita come manager della squadra di calcio Galway FC. E’ un vip come puo’ diventarlo Kerviel.

Implicitamente si finisce col perdonare   questi irresponsabili poiché hanno barato in un gioco che non capiamo. Conquistano la nostra ammirazione nonostante le terribili conseguenze delle loro scommesse.

La partita di poker mondiale

La Société Générale oggi, come la Barings a suo tempo, rischia l’acquisizione. Ci si attiva all’interno del governo francese per far si’ che la banca rimanga francese.

La Barings era un’istituzione venerabile che aveva legami molto stretti con la monarchia. Faceva parte della storia del Regno Unito. Acquistata, in seguito alla mossa di poker di Leeson, dal gruppo olandese ING, il suo logo non esiste più.

La Société Générale é allo stesso modo una delle più antiche e importanti banche francesi.

Le prime mosse delle autorità francesi hanno come scopo quello di evitare il riprodursi dello scenario inglese. In una simile ipotesi, i politici francesi favorirebbero l’acquisizione della Société Générale  da parte della BNP, la più grande banca francese. Ironia della sorte, qualche anno fa, la SG ha rifiutato l’offerta di pubblico acquisto fatta dalla …BNP.

La nuova ondata di patriottismo economico preoccupa Bruxelles che rievoca la posizione assunta da Parigi  quando un gruppo italiano aveva cercato di acquisire Suez.

In effetti, quando le banche giocano e perdono ad una partita di poker mondiale, non é urgente ripensare il loro rapporto verso il profitto e il loro funzionamento interno ?

Difficile da mettere in pratica in un sistema globalizzato e soprattutto meno popolare di una dose di sciovinismo economico. Un problema da orticaria in più per la Commissone Europea.

Julien de Cruz – Traduzione di Anna Maria Sarcina