Con la coperta al cinema. «Ma è d'essai»

Articolo pubblicato il 04 aprile 2007
Articolo pubblicato il 04 aprile 2007

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Un manipolo di appassionati risveglia la voglia di cinema a Vilnius. E si batte contro l'omogeneizzazione culturale.

Brillano ancora le luci del vecchio cinema di Vilnius Skalvija, adagiato vicino alla sponda del fiume Neris che bagna la capitale della Lituania. Al suo interno i giovani si riscaldano negli ambienti ristrutturati del Caffè “Bruce Lee”. Le pareti sono dipinte di fresco e ogni tavolo è occupato. Gli ospiti aspettano la prossima proiezione di Murderball, un appassionato documentario sul mondo del rugby in carrozzella. «Rispetto alla stagione passata» dice Greta Zabukait, direttrice dello Skalvija, «abbiamo registrato un incremento del 350%».

Il paradiso degli studenti

La programmazione dello Skalvija si rivolge ad un pubblico esigente, amante del cinema d’autore e che storce il naso di fronte alle produzioni hollywodiane. È un pubblico che sa rinunciare ai lussi: il cinema non è dotato di un raffinato sistema sonoro Digital Dolby Surround, ultimo grido, e d’inverno nelle sale può fare freddo. Per questo l’offerta è varia e di alta qualità e, in aggiunta, gli spettatori possono munirsi di calde coperte all’ingresso. È un pubblico composto da persone che non hanno bisogno di grandi folle per trascorrere una piacevole serata al cinema.

L’attività della sala va oltre la semplice presentazione di nuove pellicole: da poco lo Skalvija ha fondato un’Accademia del cinema per i giovani lituani. Qui gli studenti muovono i primi passi e grazie all’aiuto di professionisti possono studiare recitazione, tecniche cinematografiche e produzione. «Coltiviamo il talento degli studenti», dice la Zabukait, «e vogliamo risvegliare in loro il gusto per la cultura. È così che ci prepariamo l’avvenire».

La primavera del Cinema, quando il film è di qualità

Cambio scena. Sono le sette di sera e nel futuristico Life Club, non lontano dal centro storico di Vilnius, si accalcano già un centinaio di giovani. Accolti dai flash dei fotografi sfilano le star della televisione lituana. Tra soffuse sonorità elettroniche e stuzzichini light, è in corso la presentazione del Kino Pavasaris (“Primavera del Cinema”, ndr) il più importante festival cinematografico della capitale: un altro esempio di cinema di qualità. La scorsa edizione ha riunito quasi 45.000 spettatori, ma entro un paio di anni gli organizzatori vorrebbero fare il doppio. In questa edizione, grazie a film di qualità quali The Road to Guantanamo o Taxidermia, Vida Ramaškien, membro dello staff organizzativo, punta a superare le presenze della scorsa stagione: «L’obiettivo è attirare le nuove generazioni. Perché se un domani nessuno avrà più interesse verso questo tipo di festival allora queste iniziative potrebbero sparire».

Le preoccupazioni di Ramaškien sono comprensibilissime: nell’autunno 2005 il Lietuva, il più grande cinema indipendente della Lituania, ha chiuso. Obiettivo: abbatterlo e costruirvi un nuovo ed esclusivo quartiere con case da affittare ai nuovi ricchi. Non solo. Nello stesso periodo l’amministrazione cittadina dichiarava che anche lo stabile dello Skalvija andava venduto ad un privato: pochi i visitatori, troppi i debiti. La fine del cinema di qualità a Vilnius sembrava ormai giunta.

Ma, grazie all’impegno e alla vitalità culturale di alcuni appassionati, a Vilnius continua ad esistere una scena cinematografica alternativa. Lo stessa cinema Lietuva non è stato demolito grazie ad un’iniziativa popolare. Forse lo stabile non potrà essere salvato ancora per molto, ma Sarunas Bagdonas, il promotore dell’iniziativa cittadina, ha le idee chiare: «L’immobile deve rimanere un luogo dedicato alla cultura». E denuncia presunte irregolarità commesse dall’acquirente: finché il procedimento di verifica non sarà concluso lo stabile non potrà essere demolito.

Gli istituti culturali scendono in campo

Per molti giovani è diventato, oltre ad una forma di resistenza contro l'omogeneizzazione culturale, anche fonte di prestigio aiutare i cinema in difficoltà. Solo il Kino Pavasaris beneficia dell’aiuto di 30 volontari. Gli organizzatori hanno ricevuto talmente tante offerte di aiuto che sono stati costretti a fare selezione: «Ci consideriamo fortunati, perché possiamo contare su così tanti volontari. Senza di loro il Kino Pavasaris sarebbe già chiuso», dichiara Algirdas Ramaska, direttore del festival.

Tra i volontari c’è Jurga Stakenaite. Coordinatrice e responsabile del servizio di accoglienza e informazione, ha organizzato insieme al centro culturale francese di Vilnius un piccolo festival cinematografico invernale, che «ha contribuito a creare un bel movimento negli ultimi anni. Noi andiamo incontro ai gusti di chi non si accontenta di Hollywood», spiega Jurga.

Greta Zabukait, direttrice dello Skalvija, ammette con orgoglio: «In un anno non ci sono abbastanza settimane per ospitare tutti i festival». Gli istituti culturali degli altri Paesi, presenti nella capitale della Lituania, sono particolarmente attivi. E sostengono gli artisti lituani, proiettando gratuitamente in alcune settimane cinematografiche e festival di cinema i film dei loro Paesi.

Nel frattempo, i debiti dello Skalvija sono stati estinti. Infatti nel dicembre 2006 l’amministrazione cittadina ha contribuito con quasi 80.000 euro alla chiusura del bilancio in pareggio. Anche se la vendita dell’immobile non è ancora stata decisa, è probabile che lo Skalvija sia obbligato a trasferirsi: la popolarità è in continuo aumento e le sale sono ormai troppo piccole per accogliere tutti gli spettatori. In questo momento Greta Zabukait può sorridere: solo un anno e mezzo fa questi risultati erano inimmaginabili.