COMUNITA' LGBT POLONESE: ESSERE DIVERSO PUO' ESSERE TERRIBILE

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 15 ottobre 2013

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Ultimamente la situazione dei membri della comunità LGBT in Polonia ha cominciato ad interessare i media internazionali, soprattutto a causa delle affermazioni di Lech Wałęsa. In occasione di un'intervista rilasciata ad un canale polonese, l'ex Presidente ha affermato che, all'interno della Sejm, gli omosessuali dovrebbero sedersi all'ultimo banco, o meglio ancora fuori dal Parlamento.

Le parole di Wałęsa hanno diviso l'opinione pubblica. Noi cerchiamo di scoprire ed analizzare con questo articolo la vera realtà quotidiana per le minoranze sessuali in Polonia. Il livello di omofobia in questo paese è veramente così elevato come affermerebbero alcune fonti?

SENZA TABU

Per molto tempo in Polonia, paese noto per il suo carattere conservativo e cattolico, c'è stata una forte mancanza di dibattiti pubblici sull'omosessualità. Nonostante 25 anni fà l'argomento fosse un tabù, oggi i diritti delle minoranze sessuali sono uno dei temi più discussi del paese. Un numero di organizzazioni si batte per il riconoscimento dei diritti della comunità LGBT. <<Rispetto a dieci o venti anni fa, i membri LGBT sono sempre più accettati nella società polonese >> afferma Mirosława Makuchowska, dell'organizzazione polonese "Campagna contro l'omofobia"(CAH). 

- Nienawidzę trójkątów<< Questa tendenza positiva è particolarmente marcata tra i giovani e quelli che vivono nelle grandi città. Ma gli omosessuali e i bisessuali non sono comunque completamente accettati. Nella maggior parte dei casi, scelgono di mantenere segreto il loro orientamento sessuale sul posto di lavoro, a scuola o all'università.>>

MENTALITA' PAESANA

Secondo gli ultimi dati raccolti dall'associazione, su un campione di 11144 membri della comunità LGBT, la percentuale di persone che hanno subito discriminazioni o violenze in ragione del loro orientamento sessuale è diminuito negli ultimi anni. Ma il problema c'è ancora, come evidenziano alcuni picchi: il 12% degli intervistati ha subito violenze fisiche. Il 44% ha riportato violenze psicologiche (nel 2005 e nel 2006 queste situazioni si sono verificate più spesso, rispettivamente 18% e 51%).

CAH identifica un legame visibile tra il luogo di residenza e il livello di omofobia. Più la città è piccola, più la popolazione esprime opinioni omofobe. L'intolleranza è causata da una conoscenza insufficiente dell'omosessualità e da pregiudizi diffusi al riguardo, che l'identificano con pedofilia e deviazione.

In ragione di ciò, ma anche per paura di essere rifiutati dalla famiglia e dai cari, la maggior parta dei membri della comunità LGBT che vive in piccole città non rivela il proprio orientamento sessuale, scegliendo una strada nascosta. "Essere diversi all'interno di una comunità ristretta può essere terribile. Le grande città ci offrono l'anonimato e la possibilità di essere noi stessi anche solo per delle questioni triviali come la scelta di vestirsi in un certo modo", assicura Micolaj Milcke, autore di letteratura gay. Allo stesso tempo, Micolaj Milcke sottolinea che tutti gli omosessuali che abitano in piccole città non hanno il coraggio di rivelarsi tali. A causa della paura di aggressioni e derisione da parte di chi li circonda, si sposano, formano una famiglia, poi soffrono per lunghi anni.

Il solo sospetto di omosessualità segna a vita coloro sul quale ricade. E' per questo che molti gay vivono in piccole comunità finchè devono, poi appena possono si trasferiscono in grandi città.

Mikolaj Milcke, autor literatury gejowskiejDICHIARAZIONI DI TOLLERANZA

La cultura LGBT si esprime soprattutto nella Tripla Città (formata dalle città di Gdańsk, Gdynia et Sopot), a Varsavia, Cracovia e a Breslavia. Qui i rappresentanti delle minoranze sessuali non hanno alcun problema a trovare locali "gay-friendly", club o organizzazioni LGBT, dove gli è possibile trovare un sostegno. Inoltre organizzano sfilate d'uguaglianza, mostre di arte gay o presentazioni di film. Anno dopo anno, questi eventi culturali attirano sempre più partecipanti, indipendentemente dalla loro identità sessuale.

"Mentre la consapevolezza della società cresce a proposito del tema sull'omosessualità, la società polonese si fà sempre più tollerante nei confronti dei suoi membri LGBT, soprattutto in occasione di eventi culturali presentati dai principali media. Malgrado ciò, non godiamo ancora di un sentimento di libertà e sicurezza nei luoghi pubblici. L'angoscia della discriminazione e della violenza scatenate da un orientamento sessuale diverso è il motivo per cui in Polonia ci sono meno coming out che negli Stati Uniti" afferma Wiktoria Beczek, una lesbica di 21 anni.

GENITORI, OSATE PARLARNE

Attualmente in Polonia stanno avendo luogo numerose azioni sociali aventi lo scopo di accrescere la tolleranza nei confronti delle minoranze sessuali, battendosi contro gli stereotipi e i pregiudizi. Tra queste c'è una campagna rivolta ai genitori con figli omosessuali: "Rodzice, odważcie się mówić" ("Genitori, osate parlarne"). Tra i suoi volti Aneta Ostrowska, suo marito Rafal e la loro figlia Wiktoria Beczek, lesbica. "Il rispetto dell'orientamento sessuale del proprio figlio si manifesta anche nel semplice fatto di parlarne liberamente. Ciò rinforza i legami familiari e dà il buon esempio agli altri, afferma Aneta Ostrowska.

Il cambiamento sociale è il risultato di una lenta acquisizione di consapevolezza. La sincerità e l'apertura permettono di mettere fine ai pregiudizi: "abbiamo partecipato a questa iniziativa affinchè gli altri genitori vedano che è possibile parlare senza vergogna dell'omosessualità dei propri figli. E perchè imparino a farlo con fierezza, a viso scoperto e firmando con il proprio nome", dichiara Aneta Ostrowska.

Aneta Ostrowska z mężem Rafałam i córką WiktoriąFot. główna (cc) 小狼; w tekście: (cc) DanAllison, (cc) 小狼/Flickr, dzięki uprzejmości oficjalnej strony ''Kampanii Przeciw Homofobii''