Compost per tutti: vivere bio a Lione, tra micronegozi e orti cittadini

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 19 dicembre 2012
In Francia l’opinione pubblica riguardo all’ecologia è ben definita e le associazioni ambientaliste hanno un peso da non sottovalutare. Ma come si realizza tutto questo nelle realtà locali? Abbiamo visitato tre organizzazioni di Lione che hanno messo in pratica la filosofia eco-friendly nella grande città.

Con i suoi vicoli del centro, le rive del Rodano e le colline circostanti, Lione ha un fascino naturale. I negozietti bio sono perfettamente inseriti nella cornice cittadina, e fanno da complemento ai tanti spazi verdi e alle sempre più numerose iniziative ecologiche.

Céline e Valentin, l'orto per tutti

Uno di questi spazi è la “riserva” dell’organizzazione “L'atelier des friches”. “Friche significa un luogo deserto, dove non c’è niente, lasciato intatto dall'uomo, dove la natura cresce da sé”, spiega Céline, fondatrice dell’organizzazione. Un terreno altrettanto abbandonato era l’area industriale a sud di Lione, in cui dal 2010 i responsabili portano avanti un giardino, pensato come “un altro mondo nel cuore della città”.

Sono dieci le famiglie che si dividono il campo coltivato con erbe, ortaggi e alberi da frutto. Il terreno, sul quale fino a due anni fa si trovava una fabbrica, è contaminato. Per questa ragione, il campo è fornito di nove aiuole rialzate. Partecipare all’iniziativa costa solo 10 euro l’anno, in cambio i membri del collettivo possono raccogliere ciò che vogliono; nella “riserva” non esiste la proprietà privata, ma partecipare con regolarità alla cura e alla manutenzione del campo fa parte delle regole. “Dev’essere uno spazio libero, per questo non ci sono recinti o cancelli”, spiega Valentin, che lavora per l’organizzazione da un paio di mesi. Certo, questo aspetto ha le sue zone d’ombra. Circa il 10% del raccolto infatti va a finire nelle bocche di sconosciuti, che non collaborano al progetto.

Valentin sta preparando delle attività di animazione per bambini nella riserva. Non si tratta unicamente di intrattenere i bambini, ma prima di tutto, di fornire loro informazioni. Che la pianta di pomodoro è un arbusto e che esistono moltissime specie di erbe, infatti, non sono per nulla conoscenze scontate per un bambino che vive in città. Valentin sta progettando un gioco di riconoscimento. In base all’aspetto, all’odore e al sapore, i bambini devono imparare a distinguere tra erbe, frutta e ortaggi. Questo programma, che si svolge due volte al mese, dovrebbe sensibilizzare i bambini alla natura e ai prodotti biologici.

Julien e Olivier: i micronegozi di Lione

Se non si ha la possibilità di coltivare gli ortaggi autonomamente, a Lione è possibile comprarli da “Les trois ptits pois”, insieme ad altri prodotti biologici. Julien e Olivier hanno aperto questo negozio nel 2010. Già da lontano, si scorge una macchia di verde nel grigiore generale della strada nel quartiere a sud di Lione, La Guillotière. Fuori dal negozio ci sono girasoli e altro verde. Non è un “supermercato bio”, come se ne trovano tanti nelle grandi città, e che ormai si distinguono a malapena dai supermercati tradizionali. I “tre pisellini” non è il primo negozio bio di Lione, ma ha tantissime risorse e una vasta scelta di prodotti. Lo si nota subito quando si entra nel piccolo locale.

Già prima dell’apertura, Julien aveva fatto la scelta di mangiare soltanto prodotti bio, perciò conosceva già i produttori e la qualità dei prodotti. Per i circa 1000 prodotti che è possibile trovare nelle due stanze del piccolo negozio, Julien e Olivier hanno sviluppato un personale sistema di valutazione, che descrive un prodotto secondo quattro categorie. Per i due proprietari è molto importante che la merce venga prodotta sul posto e che le confezioni siano riciclabili. Inoltre, a differenza di molti altri mercati biologici, fanno anche attenzione a non usare esclusivamente pellicole di plastica e confezioni di cartone per incartare la merce. Farina, zucchero e sale vengono venduti in grandi sacchi, muesli e noci in distributori, olio e aceto in bidoni. Sono molti i clienti che portano i propri contenitori da casa, per gli altri ci sono carta e bottiglie di vetro riciclato.

Ma gestire il proprio negozio bio ai due imprenditori eco-friendly non basta. Hanno dato origine ai cosiddetti “micromagasins”, ovvero “micro negozi”, che funzionano secondo il principio dei gruppi di acquisto. 15 piccoli gruppi ordinano i prodotti a “Les trois ptites pois” una volta a settimana. Loro provvedono a consegnarglieli presso tutti i “micro negozi” sparsi per la città, fornendo alimenti biologici a circa 200 cittadini.

Il compost collettivo con Mathieu e Bastien

Per combattere il problema dello smaltimento dei rifiuti nella grande città, nel 2009 Mathieu e Bastien hanno fondato l’associazione Les Compostiers. L’idea è quella di costruire e organizzare cumuli di compost collettivi per interi palazzi o quartieri, prendendo esempio da una piccola città vicino a Lione in cui questo avviene già.

Adesso a Lione si trovano ben 15 punti di raccolta per il compost utilizzati dalla comunità. Il primo si trova in uno spazio vuoto in mezzo a palazzi a cinque piani, a pochi metri di distanza dall’ufficio dell'associazione. Non molto tempo fa questo spazio era occupato da un altro palazzo a cinque piani, adesso crescono erba e piante, frutti di bosco in un angolo, pomodori nell’altro, e cominciano a spuntare le prime zucche. Non sono state piantate, sono nate spontaneamente dal compost che è stato distribuito sul terreno.

Delphine, che insieme a dieci aiutanti volontari ha fatto del compostaggio il proprio lavoro principale, alza il coperchio del compost. Ne vengono fuori vapori agrodolci dall’odore putrido. Ognuno gestisce il proprio compost per sé, ma i Compostiers li sostengono passo dopo passo nella formazione del compost. A farlo però sono i “proprietari” in persona e Delphine ne è convinta: “È importante che costruiscano il compost con le proprie mani”. Il senso di responsabilità collettivo è anche qui uno dei principi fondamentali. “Una delle comunità, in seguito, ha messo su un campo di ortaggi”, dice Mathieu. Infatti, i 15.000 chili di compost che vengono prodotti ogni anno devono trovare un impiego.

L’obiettivo che la città di Lione si è data è il seguente: nei prossimi due anni costruire almeno otto nuovi compost. Anche se i Compostiers sperano che diventino molti di più.

Foto © Rabea Ottenhues