Come visitare il Nicaragua in 10 giorni.

Articolo pubblicato il 10 aprile 2016
Articolo pubblicato il 10 aprile 2016

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Il più grande paese dell'America Centrale è il luogo ideale per conoscere questa parte del mondo. Più sicuro del suo vicino Honduras, ma meno turistico del confinante Costa Rica. Ricco di possibilità (e vulcani), il paesaggio è mozzafiato e le colorate città vi lasceranno con la voglia di vedere di più.

Giorno 1:

È consigliabile lasciare Managua all'inizio. In generale, dovreste cercare di andare nella capitale in compagnia di un locale. Le voci che Managua sia abbastanza pericolosa non sono solo dicerie. Noi siamo stati derubati il nostro primo giorno in città. Effettivamente si trattava di un autobus super affollato e noi non stavamo prestando molta attenzione ai nostri zaini - principalmente perché era più preoccupante essere toccati in tutti i posti più inappropriati, senza poter dire chi dei 10 nicaraguensi contro cui eravamo schiacciati ci stesse effettivamente molestando. Evitare questa esperienza credo non sia davvero possibile. Impari semplicemente ad adattarti e a nascondere gli oggetti di valore in posti più sicuri. Quindi fatevi un favore, prendete il prossimo 'chicken bus' (autobus polli) - come vengono chiamati qui - diretto fuori dalla frenetica capitale verso sud, e godetevi di un paio di giorni sulla spiaggia dopo il (lungo) volo per il Centro America. Consiglio: Prendete l'autobus express dal Mercado Huembles direttamente a San Juan del Sur. Se non riuscite a prendere questo, dovrete fermarvi a Rivas.

Giorno 2: 

A San Juan del Sur abbiamo pernottato nel nuovo Hola Ola Hostel. È un posto molto accogliente, con una bellissima terrazza che sovrasta l'incredibile baia, una piccola piscina, molte feste e un cane padronale carinissimo che si chiama Ola. San Juan è certamente un paradiso per i surfisti, con innumerevoli spiagge deserte nella zona che vi lasceranno senza fiato. Ma è anche un posto per incontrare compagni di viaggio, rilassarsi su un lettino, bere una birra la sera e semplicemente rilassarsi. Noi abbiamo passato la vigilia di Capodanno qui ed è stata una delle più belle feste a cui abbia mai partecipato, prima di addormentarmi a mezzanotte per la stanchezza. Ma mi hanno detto che i fuochi d'artificio sulla baia e la statua di Gesù sono stati uno spettacolo indimenticabile. Consiglio: Ci sono delle navette giornaliere per i surfisti che partono dalla città. Basta chiedere in giro!

Giorno 3: 

Dopo una notte passata a bere e a ballare, dovreste iniziare la giornata con una scalata sulla statua di Gesù. Credetemi, vi maledirete durante la scalata, ma la vista da lassù è imbattibile. E ricevere una benedizione dopo una notte di peccato non è mai una cattiva idea. 

 Consiglio: Ricordatevi di portare alcune córdobas per pagare l'ingresso. Quando tornate indietro dovreste provare la colazione tipica nicaraguense "Gallo Pinto", composta da fagioli nero e riso. Il cibo perfetto per riprendersi dopo una sbornia. Se avete tempo, fate una passeggiata per San Juan, è un paesino molto carino con tutte le case colorate e i ristorantini alla moda. Uno dei miei posti preferiti era "El Gato Negro", mix perfetto di caffé accogliente e libreria. Ora è tempo di salutare SJD e di continuare verso la Isla de Ometepe. L'ultimo battello da San Jorge parte intorno alle cinque e mezza di sera, quindi dovrete metterlo in conto nella vostra tabella di viaggio. Da San Juan ci sono autobus diretti fino a Rivas. Qui potete prendere o un autobus al Ferry Terminal a San Jorge, oppure dividere un taxi con altri viaggiatori. La nostra meta era "El Zopilote" a Santa Cruz, quindi è stato più logico prendere il battello per San José, ma potete anche facilmente andare a Moyogalpa e poi da lì decidere come raggiungere il vostro alloggio.

Giorno 4:

"El Zopilote" è il posto più cool che io abbia visto in Nicaragua. L'autodichiarata "Finca Ecologica" è uno ostello-fattoria autosostenuta. Non sarà l'esperienza più igienica, ma chi se ne frega? Farsi una doccia in piena giungla o inciampare nella tua piccola capanna con solo la luce della luna a farti da guida, vi farà sentire come Robinson Crusoe sulla sua isola deserta. Solo che questa non è un'isola deserta e c'è molto da fare. Il primo giorno siamo rimasti all'interno della fattoria per esplorare un po' i terreni. Il mio preferito era quello che si affacciava su una delle cime più alte, e dove ho trascorso molto tempo a scrivere i miei pensieri su questo movimentato paese.  Consiglio: Provate la pizza e il rum Flor de Caña con il succo di ibiscuo. Non vorrete nient'altro per tutta la vita!

Giorno 5:

Visto che è un obbligo ad Ometepe, siamo andati all' Ojo de Agua, ma a causa della troppa gente non ci siamo fidati. È bello farsi un bagno, ma dopo che siamo tornati sulla strada principale e preso un taxi per tornare a Santa Cruz. La spiaggia principale lì offre un'infinita varietà di ristoranti sul mare. Il primo, venendo da Ojo de Agua, è un ristorante vegetariano che serve uno fra i cibi migliori che io abbia mangiato in Centro America. Dovete provarlo.  

Tornare al nostro ostello è stata un'impresa. Non riuscivamo a trovare un autobus. Invece abbiamo trovato una signora anziana che sembrava così fragile sotto il suo grande zaino, che ci siamo offerti di aiutarla, dato che andava nella nostra stessa direzione. Era molto socievole e ha provato a spiegarci qualcosa dell'isola. In generale, gli abitanti del Nicaragua sono tra le persone più aperte che io abbia conosciuto durante i miei viaggi. Tutti sono disposti a parlare, farvi vedere un po' in giro, prendere qualcosa da bere ecc. A volte non prendere la strada più veloce fa scoprire cose nuove e inaspettate. Tornati a "El Zopilote" abbiamo mangiato quel cibo delizioso un'ultima volta e ci siamo preparati per ripartire l'indomani. Consiglio: Prenotate una navetta fino al battello. Informatevi in giro per dei compagni di viaggio, noi abbiamo trovato una coppia americana molto simpatica con cui dividere la navetta, e con cui abbiamo avuto una delle più memorabili conversazioni di tutto il viaggio.

Giorno 6: 

Teoricamente c'è un battello diretto da Ometepe a Granada alcuni giorni della settimana. Noi non siamo stati così fortunati e quindi abbiamo preso il battello per Rivas. Da lì abbiamo preso un taxi per Granada, perché eravamo stanchi di luoghi affollati, ma per risparmiare è più semplice prendere un chicken bus express da Rivas. A Granada abbiamo dormito all'Oasis Backpacker Hostel, un luogo rilassato e accogliente con amache pendenti nel cortile e una piscina interna. Sfortunatamente però non c'era tempo per rilassarsi. Siamo andati a zonzo per questa bellissima cittadina coloniale.Le chiese meritano tutte una visita, ma soprattuto l'Iglesia La Merced vi lascerà senza fiato con la sua splendida vista dalla cima delle scale che conducono all'entrata. Di sera Granada si trasforma in un movimentato centro gastronomico. Potete davvero sentire le vibrazioni del vostro cibo. Alcuni dei miei posti preferiti erano: "El Pizzaiol" con l'hummus migliore di tutta la mia vita, il "The Garden Café" che serve delle gustose spremute, e "Imagine", un bar dedicato a John Lennon. Consiglio: Se avete bisogno di cibo più economico, fate un giro al Mercado Municipal e provate la frutta fresca che c'è. A Pali (il supermercato locale) è proprio girando l'angolo da lì. 

Giorno 7:

Avete mai sognato di nuotare in un vulcano? No, non siete pazzi, giusto?! Bene, io l'ho fatto e lasciatemi dire che è stato alquanto surreale. Sto parlando della Laguna de Apoyo, un lago dentro un vulcano spento. Quindi nessuno scenario orribile pieno di lava.Vi abbiamo trascorso un giorno intero, e la maggior parte degli ostelli di Granada offre una navetta per arrivarci. Consiglio: Portatevi da mangiare e da bere, perché i ristoranti intorno al lago sono abbastanza cari.

Giorno 8: 

È giunto il momento di ammettere che abbiamo avuto una fortuna incredibile. Il mio amico, che era stato volontario in un ostello a San Juan del Sur, conosceva qualcuno che aveva i genitori che possiedono una fattoria del caffé sulle montagne che circondano Matagalpa. Lui ci ha portato a fare un giro nella Hacienda San Rafael e in quella di suo zio, che era praticamente una fattoria di cowboys. La bellezza di quelle montagne, l'aroma che c'era nell'aria, l'eccezionale ospitalitù della famiglia, sono cose che non dimenticherò mai e che hanno reso il nostro viaggio in Nicaragua ancora più speciale.Quando ti siedi su una veranda di un ranche nel mezzo del nulla in Centro America e senti il nitrito dei cavalli, capisci il vero senso della vita...come un cowboy. So che è un viaggio molto lungo fino a queste montagne, ma ne vale davvero la pena, quindi per favore non perdetevelo. 

Giorno 9:

Dopo una colazione tipica alla fattoria, siamo ritornati a Matagalpa e trascorso la giornata lì. Non è convenzionalmente bella come Granada, ma è immersa nella storia, che dovreste leggere prima di venire qui, soprattutto il movimento Sandinista. Consiglio: Un grande libro su quest'epoca è il "Sorriso del giaguaro" di Salman Rushdie.Matagalpa è un paesino molto colorato con diversi posti dove mangiare e fare festa. Provate "El Palacio de los Batidos", fanno degli squisiti frullati di frutta fresca e verdura. La Buena Onda, l'ostello dove abbiamo alloggiato, era l'unico dove non ci siamo trovati a nostro agio. 

Giorno 10:

Di ritorno da Matagalpa a Managua, abbiamo ammirato il panorama un'ultima volta prima di ritornare alla grande città. Nella capitale siamo stati in un bed and breakfast vicino all'aereoporto. La nostra ultima attività è stato il Mercado Oriental che è un posto ideale per comprare souvenir economici e osservare nicaraguensi addormentati che invece dovrebbero lavorare.

 Un'ultima e duratura impressione sullo stile di vita del Nicaragua.