Come superare la divisione dell‘Europa da Cipro

Articolo pubblicato il 01 maggio 2004
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Articolo pubblicato il 01 maggio 2004

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Dal primo maggio una parte dell'UE si troverà occupata da truppe straniere: Il diritto UE s‘imporrà solo nel sud dell‘isola, al nord permarranno 30.000 soldati turchi. Solo una rapida ripresa dei negoziati può superare questa divisione.

Rauf Denktasch, leader dei turchi-ciprioti ed avversario a tutto campo del fallito piano di unificazione, disse una volta che sull‘isola in realtà non esisterebbero più ciprioti, ma solo grechi e turchi, e l'unica specie autoctona realmente esistente, sarebbero gli asini cirpioti, minacciati più che altro dall‘estinzione. In effetti minaccia di rafforzarsi ancora la spaccatura tra la popolazione greca e quella turca dell'isola attraverso l'adesione all‘UE. Il confine aperto solo un anno fa, diventa a tutti gli effetti un confine esterno di un'Unione europea che diventa sempre più una fortezza. E sono circa 8.000 i turchi di Cipro che lavorano nella parte meridionale e che temono di avere problemi di accesso al loro posto di lavoro a causa della „euro“ divisione.

Un nuovo referendum è possibile

Certo nel futuro di Cipro la prospettiva non è quella di un'adesione all‘UE separata, da parte del settentrione dell‘isola, magari in occasione dell‘ingresso della Turchia nell'UE il prossimo decennio, ma piuttosto una ripresa veloce e coraggiosa delle trattative. Alvaro Soto, l‘incaricato speciale dell‘ONU per Cipro, ha annunciato già che un referendum ulteriore è assolutamente possibile. Dopo il naufragio della diplomazia di Kofi Annan, l'Unione europea deve ormai sciogliere le sue riserve per aiutare a definire questo stato bizzarro, trasformandolo in uno dei suoi nuovi paesi membri. Per far ciò è però necessario evitare gli errori del passato: fattori come il fallimento della risoluzione ONU e le garanzie di sicurezza per l'isola riunificata facevano presagire le conseguenze disastrose che avrebbero avuto per il risultato del referendum. Dopo il veto della Russia, il partito di maggioranza del sud greco dell'isola, l'AKEL di sinistra – fino ad allora indeciso – si è espresso decisamente a favore del no. La questione della sicurezza, ovvero la paura dinnanzi all'armata turca, ha giocato un ruolo decisivo in favore del „no“ per almeno tre quarti degli elettori, afferma Xenia Constantinou del gruppo giovanile comune"Youth Promoting Peace". Il fatto che probabilmente dinnanzi ad un‘aggressione internazionale, l‘adesione all‘UE avrebbe comportato una protezione migliore, non è neppure stato preso in considerazione.

Confidare in quegli errori per evitarli

Il versante greco non è contro la riunificazione, si è piuttosto pronunciata contro un determinato piano. Gli errori diplomatici nel periodo antistante l'ultima votazione, che hanno portato a sorprese come il mancato appoggio d‘importanti protagonisti come il partito AKEL o il presidente greco-cipriota Papadopoulos, non possono esser ripetuti. Solo se l'UE tratta direttamente con i politici dell'isola, può esser trovata una soluzione che trovi anche l'approvazione delle popolazioni.

L'UE dovrebbe mirare a sostenere le ricuciture fra i gruppi etnici. „Le attività comuni non son molto diffuse. Certo almeno la nuova generazione potrebbe imparare a vivere e a lavorare insieme“ dice il turco-cipriota Levent Kizilduman, attivo nella ONG"Tech4Peace". Il traffico fra le zone limitrofe non deve diminuire dopo il primo maggio: al contrario lo scambio economico e culturale che si è realizzato sistematicamente fra le due fazione dell‘isola, va promosso.

L‘adesione di Cipro nell'Unione può essere una buona leva per muovere i reggitori di Nicosia all'approvazione di un nuovo piano in grado di disperdere le preoccupazioni dei greco-ciprioti per la sicurezza ed in grado altresì di sostenere in modo massiccio la creazione di una società civile comune. Come Xenia Constintinou dice: „Dobbiamo analizzare in modo assai critico questo sistema di divisione, dobbiamo sconvolgerlo per arrivare ad una soluzione“. Affinché in futuro non solo gli asini possano sentirsi veramente ciprioti.