Come l'Europa dovrebbe affrontare i populismi di destra

Articolo pubblicato il 09 maggio 2017
Articolo pubblicato il 09 maggio 2017

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-Rassegna stampa- Dopo la recente sconfitta di Marine Le Pen nelle elezioni presidenziali francesi, una cosa è diventata chiara: in Europa i populisti di destra sono in ascesa. Da un lato qualcuno mette in guardia contro le conseguenze di questo fenomeno sul Vecchio Continente, altri sostengono che ciò possa arricchire lo spettro politico.

 Il desiderio di un leader forte - Naftemporiki, Grecia

Il rischio dei populismi di destra non è stato bandito, scrive il giornale greco Naftemporiki, e chiarisce il motivo per cui molte persone votano per i populisti:

"I cittadini stanno puntando a partiti e candidati che mettono in discussione i principi riconosciuti di democrazia e diritti fondamentali. Un considerevole numero di elettori è affascinato da leaders che mostrano forza e che mettono in luce falsi nemici tra chi apparentemente si trova nella posizione di mettere in pericolo l'identità e la coesione di una nazione. Qualcuno sceglie questo tipo di candidato perchè condivide le sue idee, ma molti li votano per protestare contro un sistema da cui non si sentono presi in considerazione. Perciò si convincono che i politici non faranno mai quello che promettono di fare...il Parlamento, la giustizia e le istituzioni sventeranno i loro programmi, così procede il ragionamento."(09/05/17)

 L'ottimismo contro il nazionalismoDe Volkskrant, Paesi Bassi

Bert Wagendorp, opinionista del De Volkskrant, non condivide pessimismo e dubbi riguardo Macron, e saluta l'inizio di una nuova era:

 "I populisti speravano in qualcosa di più. Dopo il voto sulla Brexit e l'insurrezione di Trump, pensavano di essere i "padroni dell'universo": le "persone" misteriose in nome delle quali i noti provocatori si suppone parlino, non sono così facili da sedurre come previsto...nei commenti si riesce a percepire lo stupore alla vittoria del candidato moderato. È chiaro che abbiamo bisogno di più tempo per realizzare che il populismo non è un inarrestabile rullo compressore e che si può trovargli una risposta.È il momento di ravvivare il nostro ottimismo di fronte all'irriducibile pessimismo e infausto nazionalismo dei populisti...Io credo che Macron possa mostrare alla Francia e all'Europa il modo per farlo e credo anche che dovremmo guardare al 2017 come un momento di svolta, l'anno della rivluzione. En Marche! "  (09/05/17

 I populismi arricchiscono il sistema politico, Il Giornale, Italia

Scrive Il Giornale, quotidiano conservatore e Berlusconiano, che le forze populiste non sono adatte a governare ma possono fornire notevoli stimoli politici:

"I partiti radicali soddisfano i loro propositi ampliando lo spettro di opzioni politiche. Ma nè essi nè i loro leader sono adatti a governare un Paese. Ciò non vuol dire, in ogni caso, che  partiti del genere siano superflui; al contrario, sono una voce persistente e fastidiosa capace di esprimere i sentimenti più profondi degli elettori e i loro bisogni, senza pregiudizi. Questo, a sua volta, può avere l'effetto di impedire agli altri partiti di perdere il contatto con la gente...perciò Domenica (7 Maggio, giorno dell'elezione di Macron N.d.A.) non è il populismo che muore ma l'idea che da esso possa formarsi una maggioranza autonoma. Questo per una ragione molto semplice: i passeggeri di un treno possono scatenare un putiferio ma alla guida hanno bisogno di una persona affidabile, di esperienza e prudente.Altrimenti con buona probabilità il treno uscirà dai binari".(08/05/17

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