Coltivare nell'asfalto: orti urbani a Siviglia

Articolo pubblicato il 13 settembre 2011
Articolo pubblicato il 13 settembre 2011
Pomodori, lattughe e peperoni freschi in piena città. Gli orti urbani a Siviglia si affermano come una proposta di alimentazione sana e un'efficace terapia occupazionale. Le uniche condizioni? Coltivare senza fine di lucro e biologicamente al 100%. Visitiamo uno dei cinque parchi della capitale andalusa dove l'odore di verdura e il suono dei tubi di scappamento condividono gli stessi spazi.

José Peinado è uno dei tanti cittadini di Siviglia che passano il loro tempo tra le coltivazioni del Parque de Miraflores. Si tratta del secondo parco in Europa per estensione agricola e uno dei cinque della città. Per José, recarsi ogni giorno a coltivare i suoi ortaggi è come una terapia: "Da quando vengo qui a coltivare il mio orto ho lasciato il bastone", spiega.E dev'essere vero, perché son già 12 anni che si prende cura della sua piccola piantagione seguendo un orario ferreo: in estate, dalle 7 del mattino all'una di pomeriggio e in inverno, dalle 10 a mezzogiorno. Oltre ad essere una buona maniera di promuovere un ambiente sostenibile, questi orti urbani compiono una funzione sociale. "L'inattività, una volta che si smette di lavorare, è molto pericolosa e il preoccuparmi delle mie verdure mantiene il mio cervello attivo", dice Paco Gameso, pensionato sivigliano di 68 anni. Lui, come tanti altri, ha deciso di occupare il tempo libero sporcandosi le mani con la terra. È precisamente questo uno dei pilastri dell'iniziativa: un metodo efficace che coniuga sensibilizzazione ecologica e nuove forme di svago per i cittadini inoccupati. Tutto questo all'interno di uno quadro di valori come il senso civico, la cooperazione e la partecipazione della popolazione.

Riprendersi le terre della città

Lo sviluppo delle città stava emarginando lentamente le aziende agricole, il cui futuro veniva compromesso dalla L'industrializzazione non lasciava spazio alle aeree verdi e gli orti urbani furono una risposta all'invasione del mattone. Quello di Miraflores nacque nel 1989, come racconta Manuel Lara, presidente del Comitato Pro-parco Educativo Miraflores: "I centri urbani si estesero senza alcuna pianificazione distruggendo le zone agricole e, solo grazie alla mobilitazione della popolazione, furono risparmiati questi 165 terreni di 150 metri quadrati".

Grazie a questo spirito di conservazione, ancora oggi esistono spazi con queste caratteristiche in tutta l'Andalusia. Gli orti per il tempo libero, generalmente di proprietà dei comuni, vengono ceduti o affittati a una cifra simbolica per un tempo determinato. Nel caso di Miraflores, si tratta di una tassa di "7 euro annuali e assolutamente volontaria per quelli che utilizzano le installazioni", spiega uno dei tecnici municipali incaricato della gestione.

"È una forma spontanea per ricordare che sono inquilini del terreno e non proprietari". Come condizione, si esige dagli utenti che lavorino la terra con prodotti totalmente ecologici e che non vendano il raccolto, destinato interamente all'autoconsumo. La proprietà va rinnovandosi: ogni anno, vengono sorteggiati dieci terreni e, seguendo un preciso ordine cronologico, si assegnano i terreni che altri stanno lasciando, per abbandono o per uso improprio delle installazioni. Oltre ai cittadini privati, Miraflores riserva spazio per altre organizzazioni: un totale di 8 terreni fissi che vengono utilizzati da associazioni con fini sociali, sportivi etc. Si tratta di un modo in più per complementare la funzione di questo spazio, nel quale si organizzano anche attività per i giovani studenti al fine di sensibilizzarli all'ambiente.

E l'esito è positivo: le scuole che vogliono prenotare una visita, devono farlo con quasi un anno di anticipo. Il parco stesso non è esente da problemi. Essendo uno spazio pubblico, l'accesso non è aperto a tutti e già si son verificati episodi di vandalismo e furto. C'è chi, come José Peinado, reclama una maggior attenzione da parte del Comune, che dovrebbe migliorare la sicurezza nell'area. Per il Comune, senza dubbio, questi episodi sono sporadici perché, dei 165 terreni, solo tre hanno subito questo tipo di azioni. Inoltre, molti orti devono lottare con problemi di finanziamento che minacciano la sospensione delle coltivazioni.

Una tendenza in aumento

Quello di Miraflore è solo un esempio. Gli orti urbani sono ormai presenti in tutta la città e i politici iniziano a rendersi conto della loro importanza. Il candidato socialista alle comunali di Siviglia, Juan Espadas, aveva promesso la costruzione di un orto urbano in ogni quartiere della città qualora fosse stato eletto (ha vinto invece il candidato del PP, Juan Ignacio Zoido ndr). A Madrid invece è stato inaugurato da poco un nuovo spazio di più di 6.000 m2 , e un'altra grande città come Barcellona vive la febbre per l'agricoltura più cosmopolita.

Questo articolo fa parte del progetto Green Europe on the ground 2010-2011, una serie di reportage realizzati da cafebabel.com sullo sviluppo sostenibile. Per saperne di più su clicca su Green Europe on the ground.

Foto home-page: (cc) CocteauBoy/Flickr ; testo: ©Silvia López