Colazione dalla D'Addario

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2009
Articolo pubblicato il 02 ottobre 2009
Cosa hanno mangiato Berlusconi e la sua escort di fiducia mentre Obama era proclamato presidente? E come delizia le sue papille gustative l'"abbronzato" leader in visita da Putin? E la Merkel col suo maritino? Diamo un'occhiata alle scelte mattutine e globali dei politici.

Si dice che nella notte in cui Obama finiva la sua vertiginosa campagna elettorale e accedeva al suo presidenziale incarico, il nostro Berlusca, ahinoi, fosse alquanto busy in altre attività (forse meno nobili e meno esaltanti, ma quasi altrettanto commentate mediaticamente) come preparare la colazione alla signorina Patrizia D'Addario. Sembra che quest'ultima abbia avuto modo di registrare la voce del Cavaliere, che premurosamente s'informava sulle di lei preferenze in fatto di bevande calde: "caffè o tè?"; ma come, niente cappuccino?

(Image: ©debagel/ Flickr)

Altri lidi, altri stili di vita. Nella più morigerata Germania, la cancelliera Merkel dichiarava nel 2006 alla rivista Bild di riservare ancora del tempo per preparare la colazione al marito. Come da giovani sposini? Quasi da non credere. Eppure lo dice esplicitamente: "La colazione che preparo è ancora la stessa".

Altro salto geo-politico e le nostre papille gustative entrano in fibrillazione. Diamo uno sguardo alle leccornie e ai sofisticati spuntini di cui si componeva il lauto banchetto mattutino imbandito da Putin in onore dell'itinerante Obama, nel luglio 2009. Avrà forse voluto assicurarsi che il presidente americano potesse smaltire il fuso orario, prima di dedicarsi appieno ad avventure russe, protocollari o meno? La stampa inneggiava ad una "colazione russa tradizionale", che nello specifico era costituita da storione affumicato, uova con caviale, blini e pelmeni di quaglia, ossia una sorta di locali crespelle panciute e generosamente condite e di ravioloni di carne. Insomma, quello che ci vuole per iniziare la giornata. Ma non finisce qui. Dal momento che è tradizione russa mettere tutti i piatti in tavola all'inizio del pasto, i fortunati commensali avevano sotto i loro occhi ab initio anche delle coppe (di dimensioni presidenziali?) di gelato, peraltro amatissimo in Russia, guarnito con un bel coulis rosso-amarena. Dulcis in fundo, l'onnipresente chai, tè nero abbastanza forte, preparato però con un vero rituale, questo sì parte della tradizione. Si fa bollire l'acqua nel samovàr, un contenitore metallico, che si lascia – così comandano le regole dell'ospitalità russa –  sempre in ebollizione, in attesa che un ospite inaspettato ci venga a far visita. Certo, fa molto scena se, come per la nostra colazione Putin-Obama, ci sia un cameriere agghindato di tutto punto con sciabola e costume nazionale, ad agitare un soffietto in pelle per arroventare il carbone sotto al samovàr. Forse un dettaglio un po' complicato da riprodurre a casa, soprattutto nel torpore mattutino, a meno di non avere un picchetto d'onore con tanto di colbacco casalingo.

Ma torniamo alla nostra Europa, e ai leader di Oltremanica. Il premier britannico Brown probabilmente associa alla parola "colazione" qualcosa di meno sontuoso e altisonante delle sue controparti russo-americane. Forse da quando vari giornali inglesi come il Telegraph, il Mirror e il Daily Mail hanno definito alcuni aspetti della sua leadership "una colazione da cani", ‘a dog’s breakfast’ . Una frase che, come lo stesso Brown, viene da Glasgow e gli sarebbe stata così poco elegantemente affibbiata perché significa "un gran disordine", e forse trova origine dall'omelette mattutina che se riuscita mala si dava ai cani di casa. Niente a che vedere con "una cena da cani", 'a dog's dinner', che indica l'essere perfettamente abbigliato o mostrarsi elegante. A riprova del fatto che basta poco a volte per cadere dalle stelle alle stalle, almeno con le espressioni idiomatiche. Vero Gordon?

(Image: fotopakismo/ Flickr)

La colazione della Merkel: vuoi mangiare come un cancelliere?

Mentre la "colazione" italiana deriva dal latino conferre, “portare assieme” più persone, magari monaci a commentare le Scritture, quella francese e inglese sono l'interrompersi del digiuno notturno: il "petit déjeuner" ed il noto "break-fast". In tedesco invece troviamo "Frühstück", letteralmente "pezzo" e "prima": la prima cosa che si mette sotto i denti nella giornata. Immancabili componenti del Frühstück tedesco sono i Brötchen, pagnottine che troviamo in ogni varietà possibile e immaginabile. E poi tè e caffé, un piatto freddo di affettati o salsicce e formaggi. Più recentemente hanno fatto il loro ingresso sulla tavola tedesca anche muesli, yoghurt e succhi di frutta e sembrano destinati a rimanervici. Altro caposaldo sono le uova, ma mi raccomando, che siano ben sode! Le nostre uova alla coque sono considerate ben poco invitanti. In ultimo il Sektfrühstück, la colazione con il Sekt, un bianco frizzantino da offrirsi in momenti di particolare tripudio o per celebrare successi trascorsi. Che ne dite, all'impeccabile cancelliera dei mangiapatate un bicchierino glielo offriamo?

E Obama ordina... pancakes!

Ecco la ricetta* di questa sorta di “crêpes” ben gustose...

3 uova

300 gr di farina

90 gr di zucchero

1 bustina di vanillina

1 presa di sale

1/2 bustina di lievito per dolci

30 cl di latte

30 gr di burro

2 cucchiaini di rum, kirsch o altro liquore a piacere

Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve. In un'insalatiera mettere farina, zucchero, vanillina, sale e lievito. Aggiungere lentamente 150 ml di latte ed i tuorli e mescolare con forza per evitare di formare grumi. Una volta ottenuto un composto omogeneo, aggiungete gli altri 150 ml di latte e il burro che avrete precedentemente fatto fondere. Incorporate delicatamente gli albumi montati a neve, avendo cura di girare il composto muovendo il cucchiaio dal basso verso l'alto. Aggiungere se volete l'alcool. Il composto è pronto, denso e gonfio. Mettetelo a riposare in frigorifero per 30-40 minuti. È il momento ora di mettersi ai fornelli! Riscaldate e ungete una padella con un pizzico di burro o di olio, ad esempio ungendo un pezzetto di scottex e passandolo sopra la superficie della padella. Versate con mestolo del composto nella padella. Quando appariranno le bollicine, potete girare e far cuocere dall'altro lato.

*courtesy of Dakota Kelly at all-recipes.com