Col fiore in bocca puoi morire sai

Articolo pubblicato il 30 agosto 2007
Articolo pubblicato il 30 agosto 2007

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Siamo tutti uguali davanti al Signore. Se i poteri temporali non sempre assicurano uguaglianza e giustizia, in tutto il mondo le cose diventano più semplici al momento del trapasso. Quando siamo chiamati all’eterno riposo, noi, europei dai piedi per terra, (tranne gli italiani forse per scaramanzia...), ci rivolgiamo a Madre Natura, e torniamo alle radici.

I francesi prediligono i vergini prati primaverili. Dopo avere reso l’anima a Dio, mangiucchiano i tarassici (i comuni soffioni), ma dalla parte della radice (manger les pissenlits par la racine). Sì, perché – è il contorto ragionamento dei cugini d'Oltralpe – solo chi è stato seppellito può farlo. Anche in Germania il concetto resta. I tedeschi passati a vita migliore, infatti, danno morsi all’erba, beißt ins Gras. Nei Paesi germanofoni è anche possibile die Radieschen von unten betrachtet werden, cioè osservare i ravanelli dalla parte della radice. Tutt’altro che distruttivo è l’approccio spagnolo, secondo il quale si va a far crescere la malva, (ir a criar malvas), senza divorarla ma servendo da... fertilizzante.

In Polonia il luogo dell’ultimo sonno è all’insegna della passività e del semplice compiacersi della Natura. Il caro estinto potrà quindi wcha kwiatki od spodu, godersi il profumo dei fiori, da sotto. Nei Paesi di lingua slava, invece, si può arrivare a sfumature di carattere più profano. A qualche metro di profondità, data la scarsità di flora e fauna, non resta che limitare i piaceri post mortem al sapore della terra. Al defunto toccherà dunque morderla, come da proverbio („gry gleb“). Il principio inglese è del tutto simile a quello polacco, e prevede un simile bocconcino, ma stavolta a base di polvere (to bite the dust). Una riconquista della natura dall'aldilà?