Cohousing, per condividere spazi e tempo

Articolo pubblicato il 08 aprile 2009
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Articolo pubblicato il 08 aprile 2009
Articolo di Laura Preite Una parola nuova, cohousing, ma un’idea vecchia come il mondo: vivere in comunità. Il cohousing è una forma di abitare, che consiste nel condividere degli spazi comuni, condominiali, come una palestra, una sala dedicata ai giochi dei bambini, un locale per le feste, mantenendo la privacy del proprio appartamento.
Non è una comune di sessantottina memoria, ma una modalità abitativa che è nata negli anni ’70, in Danimarca, e che si è presto diffusa nel resto d’Europa e in nord America e, da qualche anno, anche in Italia.

Cohousing Porta PalazzoMatthieu Lietaert, 31 anni, belga, ricercatore presso l’Istituto Universitario Europeo, da diversi anni studia il fenomeno e ha pubblicato un libro + dvd dal titolo Cohousing e condomini solidali (ed. Aam Terranuova, 2007, 18 euro. Il trailer del documentario è visibile qui). Ci racconta: «La trasformazione delle famiglie, i cambiamenti nel mercato del lavoro che si fa più flessibile, l’elevato costo delle case, spingono per questo nuovo tipo di abitazioni, dove si riscopre il piacere e la comodità di vivere insieme, e di usufruire di servizi di cura e ricreativi messi a disposizione dagli stessi coabitanti attraverso banche del tempo».

Coabitare, il primo cohousing a Torino

Nata nel marzo del 2007, Coabitare è tra le prime associazioni in Italia che promuovono il cohousing a Torino e provincia. A Porta Palazzo, area multietnica e dal coloratissimo mercato, è stato individuato il complesso residenziale che, una volta ristrutturato, sarà il primo cohousing della città ed ospiterà circa 10 famiglie. 5 famiglie sono già parte del gruppo d’acquisto, c’è quindi ancora spazio.

Flaminio Orazzini, presidente dell’associazione, spiega: «I principi che ispirano il cohousing sono d’interesse sociale, una coabitazione sostenibile, su un modello di convivenza cooperativo, e la volontà di mettere in condivisione capacità e conoscenze. »

Una forma di convivenza che crea servizi e valore per la città, che però rimane difficile da realizzare a causa della bolla speculativa: «In Italia, il problema è l’alto costo delle case che rende il cohousing difficile. Bisogna trovare una via d’uscita, per creare un nuovo modello abitativo alla portata di tutti, un nuovo tipo di edilizia popolare» spiega Matthieu Lietaert.

L’associazione Coabitare cerca soci attivi. Il prossimo incontro aperto al pubblico, si terrà martedì 14 aprile alle ore 20.45, in via Virle 21 A, 1° piano (suonare Progetto Muret). Per info: info@coabitare.org