Citizen Kane, di Orson Wells

Articolo pubblicato il 30 luglio 2002
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Articolo pubblicato il 30 luglio 2002

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Cine-Club: Con questo ritratto enigmatico di un personaggio alla ricerca del vero senso della vita, Wells firma una pellicola introspettiva che resterà fra le più grandi delle sue opere.

Prima di stendersi sul letto di morte, le ultime parole pronunciate da Kane furono: bocciolo di rosa. Fatto che ha messo in subbuglio una squadra di giornalisti intenti a lavorare su un reportage che descrive la vita di Kane. Cosa significano queste parole? Lidea dei giornalisti è che le ultime enigmatiche parole pronunciate da questo magnate della stampa, strenuo difensore della libertà despressione, sposato con la nipote del Presidente, debbano essere rivelatrici del senso profondo che questuomo ha voluto dare alla sua vita, o almeno di ciò che nel corso dei sessantanni della sua esistenza, appariva in fin dei conti come la sua verità.

Il film è scandito da una serie dincontri con i personaggi chiave che hanno caratterizzato lesistenza di Kane. Incontri distanziati gli uni dagli altri, che danno un buon ritmo alla pellicola, in modo da ottenere delle testimonianze differenti sullo stesso uomo. Ciò ci regala un personaggio complesso e interessante. Il ritratto si dispiega in maniera cronologica e, semplificando anche la presentazione di Kane, permette di valutare ancor meglio la complessità di contrasti esistenti in seno allo stesso uomo.

Limmagine che ne vien fuori è quella di uomo infelice di ciò che è. Che tenta di andare contro il suo destino utilizzando la sua fortuna unicamente per permettere ai più dimenticati di farsi sentire. Che prova a disfarsi degli obblighi legati alla sua ricchezza, ma questa gli ricade sempre addosso e non gli riesce di disfarsene. E la storia di un uomo non libero. Non libero e i cui sforzi per diventarlo restano vani, cosa che lo rende insensibile. Un uomo prigioniero della sua vita, che si sente vittima dellingiustizia che gli impedisce di dare, fatto che appariva evidente nelle sue relazioni con le sue due donne.

Mi piace la riflessione che è al centro del film: cosa resta di una vita quando tutto crolla?

E un film incentrato sulla ricerca del senso della vita, di ciò che è vero. Quando Kane muore, si ricorda il nome scritto sullo slittino di bambino, lo slittino sul quale giocava il giorno in cui è stato strappato da sua madre per diventare lerede di uno dei più immensi patrimoni degli Stati Uniti. E lì il vero nella vita di Kane, lo slittino è un simbolo del suo esser se stesso. Il resto della sua vita non è che una lotta per ritornare a questa verità iniziale.

Eppure soltanto lo spettatore vede il nome di bocciolo di rosa sullo slittino. I giornalisti non lo sapranno mai. Non capiscono il mistero della vita di Kane. Ed è forse questa la verità di Kane, unenigma. Forse i misteri son fatti per nascondere altri misteri.