Cinque elezioni chiave da qui al 2016

Articolo pubblicato il 14 novembre 2015
Articolo pubblicato il 14 novembre 2015

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Lo scrutinio deciviso per Podemos in Spagna, la transizione democratica in Birmania, le elezioni tesissime in Turchia… La fine dell'anno si annuncia ricca in termini di politica internazionale. Ecco cinque elezioni da seguire da qui al 2016, insieme alle loro tematiche principali.

1. Turchia - 1 novembre (Legislative)

Per la seconda volta quest anno, il popolo turco sarà chiamato alle urne per eleggere i suoi nuovi rappresentanti. Lo scorso giugno, alle precedenti elezioni legislative, il partito del presidente Erdogan, l’AKP, aveva perso la maggioranza assoluta a favore di una rinforzata opposizione. Tuttavia, in assenza di un accordo di governo, la tenuta di elezioni anticipate era stata il tema privilegiato dall’AKP. Privilegiato, sì, poiché il partito non ha mai ceduto all'opposizione il diritto di provare a formare un governo, aggirando così le regole...

Oggi, alla vigilia dello scrutinio, il clima è teso, mentre diversi attentati terroristici scuotono il Paese. Più che mai la questione curda è al centro delle discussioni e ciò dovrebbe influenzare l'esito del voto. Il punteggio del partito pro-curdo HDP è infatti particolarmente atteso. Riuscirà a fare ancora meglio dello scorso giugno, quando il suo ingresso in Parlamento gli era valso il nome di  "sbruffone del re"?

2. Birmania - 8 novembre (Legislative)

No, Aung San Suu Kyi non sarà eletta alla testa della Birmania (o Myanmar, a vostra scelta). Ma questo non significa che queste elezioni non saranno meno storiche. Dopo 50 anni di dominazione militare della giunta (e un governo semi-civile dal 2011) queste elezioni avvieranno finalmente una vera transizione democratica ? E' quello che molti sperano, principalmente per le notevoli risorse del paese e la sua posizione geopoliticamente strategica tra l'India e la Cina. 

Sebbene il partito della vincitrice del Premio Nobel per la Pace sia il grande favorito, bisogna smorzare le attese. Ecco perché:

- Un quarto dei seggi verrà automaticamente attribuito ai militari.

- Questi ultimi conserveranno un diritto di veto su ogni riforma della Costituzione.

- La Costituzione impedisce ad Aung San Suu Kyi di presentarsi come candidata leader del Paese, a causa della nazionalità britannica del suo (defunto) marito. 

3. Egitto - 2 Dicembre (Legislative)

Già avviato al momento della prima fase in ottobre, il voto per eleggere i 596 parlementari egiziani si chiuderà con la seconda fase il prossimo 2 dicembre. Benché questa elezione permetta di analizzare la situazione in Egitto, non sono attese grosse sorprese: la maggioranza dei candidati supporta il presidente in carica Al-Sissi. Un sostegno dovuto essenzaialmente alla sua scelta di interdire dalle cariche pubbliche i Fratelli Musulmani, ex partito di governo.

Da ricordare: nel 2013 era stato proprio Al-Sissi ad aver rimosso il presidente Mohammed Morsi, in seguito alle manifestazioni popolari. Secondo alcuni osservatori indipendenti, tuttavia, la scarsa mobilitazione degli elettori sarebbe rivelatrice di un calo di popolarità del nuovo presidente

4. Francia - 6 e 13 dicembre (Regionali)

Le elezioni regionali si avvicinano in Francia e dominano già i dibattiti politici. I sondaggi danno la sinistra largamente in svantaggio rispetto alla destra. Ma, come per ogni elezione francese oramai, è il punteggio del Front National l'elemento più atteso, tra l'inquietudine generale. Delle 13 regioni contese, quest ultimo potrebbe in effetti trionfare in due, tra cui il Nord-Pas-de-Calais-Picardie, dove Marine Le Pen è candidata. Indubbiamente, le elezioni presidenziali del 2017 sono già nella testa di tutti.

5. Spagna - 20 dicembre (Legislative)

Subito prima delle feste gli spagnoli andranno alle urne per un'elezione dai molteplici significati. Dopo la scalata folgorante di Podemos, nuovo partito della sinistra alternativa, l’Europa intera aspetta di vedere quale risultato otterrà effettivamente questa formazione ideologicamente vicina a Syriza. Ma la vera grande questione riguarda la Catalogna e il suo desiderio d'indipendenza. Proprio mentre il nuovo Parlamento catalano ha annunciato di essere intenzionato a rompere definitivamente con la Spagna...