Cinema e cucina, che altro serve per essere felici?

Articolo pubblicato il 30 maggio 2016
Articolo pubblicato il 30 maggio 2016

Le persone che amano mangiare sono le migliori, afferma la chef statunitense Julia Child. E quelle che amano il cinema? Se come noi siete tra quelli che amano l'accoppiata "cena davanti ad un film", vi proponiamo un percorso "cinegastronomico" attraverso sette film europei scelti da voi. Buona visione e buon appetito!

"Soul kitchen", di Fatih Akin (Germania), 2009

Dal paradiso all'inferno il passo è breve. Il regista turco-tedesco Fatih Akin presenta questa tragicommedia in cui Zinos e Illias, due fratelli di origine greca, decidono di aprire ad Amburgo un ristorante che racchiude in sé la loro anima, tanta musica e tante incomprensioni. Una storia sull'inclusione sociale, l'amicizia e la ricerca di un futuro in un contesto che appare ben lontano dall'essere perfetto. Still one place to go (Resta ancora un posto in cui andare) dicevano i Doors nella loro canzone Soul kitchen... Una coincidenza?

"Mazurek", Julia Kolberger (Polonia), 2013

Si alza il sipario e appaiono le mani di Urszula mentre mescola burro, uova e farina in un recipiente di vetro. Fino a quando il marito si avvicina e le chiede il motivo per cui stia impastando un dolce alle 05:48 del mattino. La risposta? Sua figlia Ada farà loro visita, e non sarà sola: l'accompagnerà infatti il suo fidanzato. Ciò che la famiglia però non sa è che il futuro marito, con loro grande sorpresa, è un uomo 30 anni più grande. E che quella che doveva essere una colazione si trasformerà in una cena. 

"Cous cous", di Abdellatif Kechiche (Francia), 2007

Un viaggio che porta fino al Nord Africa, senza però spostarsi dal sud della Francia. Il regista Kechiche ha già dimostrato in altre occasioni che, dietro le scene in cui si mangia, si nasconde qualcosa di affascinante (e perfino di ossessivo), come in La vie d'Adele (2013). Questa volta offre il ritratto di Slimane, un padre di famiglia divorziato di origine tunisina con il sogno di aprire un ristorante su una vecchia barca. Tra ostacoli burocratici, accese conversazioni e piatti di cous cous e pesce, il finale dimostra che la vita a volte è tanto assurda quanto emozionante.

"18 comidas", di Jorge Coira (Spagna), 2010

A chi non è mai capitato nella propria vita un momento di tensione in cui si è a tavola e ci si ritrova a dire: «Bene, è meglio lasciar stare, continuiamo a mangiare?» Questo film diretto da Jorge Coira è un omaggio a tutti quei momenti all'apparenza irrilevanti che, senza rendercene conto, fanno parte della nostra routine. Sei storie in cui i suoi personaggi, fanno colazione, pranzano e cenano (da qui il titolo "18 pasti") fra pianti, rabbia, sorprese e amori frustrati. È un inno ai sentimenti, all'importanza del buon cibo e ovviamente alla Galizia

 "Il pranzo di Babette", di Gabriel Axel (Danimarca), 1987

Babette arriva da Parigi in un remoto villaggio della Danimarca del XIX secolo, in cui la religione è al centro di tutto. Un giorno, per ringraziare il popolo per la bella accoglienza ricevuta, decide di organizzare un pranzo composto dai migliori manicaretti francesi, attraverso cui dimostra che il paradiso può essere trovato anche qui in Terra. I commensali cercheranno di mantenere le apparenze e la compostezza, fino a quando gli effetti del buon cibo inizieranno a farsi notare e non riusciranno a nascondere l'evidenza: si può essere molto felici mangiando.

  "Un tocco di zenzero", di Tassos Boulmetis (Grecia), 2003

Cannella, paprika, sale e pepe, in una storia ambientata a Istanbul, che per alcuni è un chiaro esempio di "cucina politica". Negli anni '50, il giovane greco Fanis Iakovidis viene deportato in Grecia insieme alla sua famiglia. Suo nonno, di origini turche, resterà a Istanbul nel suo piccolo negozio di spezie. Fanis scoprirà, solo molti anni più tardi, l'esistenza di un mondo quasi mistico intorno alle spezie, che sembra sfuggire alla nostra piena comprensione. Ritratto di un'Europa mediterranea segnata da stereotipi, eventi politici e, come sempre, l'arte della cucina.

  "Mine vaganti", Ferzan Özpetek (Italia), 2010

Ad ogni momento della vita corrisponde una ricetta italiana. Quale sarebbe il piatto principale di una cena familiare che si concluderà in uno scompiglio generale? Il regista turco-italiano Özpetek ci conduce nel cuore di una famiglia convenzionale, proprietaria di un pastificio, dove ogni personaggio è un mondo a sé. Al centro della trama: Tommaso e il suo orientamento sessuale. Cosa accadrà? Un film da guardare fino alla fine. 

Ma non finisce qui. Per gli amanti dei cartoni animati, poiché Ratatouille è escluso dalla lista in quanto film statunitense, proponiamo questo cortometraggio francese intitolato Al Dente, dal quale ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Buon appetito!