Cinema contro le mafie: l'Italia etica nel cuore di Parigi

Articolo pubblicato il 15 marzo 2013
Articolo pubblicato il 15 marzo 2013
Bisogna addentrarsi fin nel cuore della rive droite di Parigi per scoprire un’ “isola di solidarietà” tutta italiana. Nella serata di martedì 5 marzo, da Ethicando, un piccolo bistrot dove sì, ti servono del cibo, ma etico, la Francia ha incontrato, o è venuta incontro, all’Italia su uno dei temi più dolorosi che riguardano la penisola: la Mafia.

Il fenomeno mafioso è un problema internazionale e come tale va affrontato. È questo il messaggio che le associazioni Cinemovel, che si fregia della presidenza onoraria di Ettore Scola, e Flare vogliono far sentire forte e chiaro. Per essere sicuri che la missiva arrivi proprio a tutti, le due organizzazioni si sono unite in un unico progetto, Libero Cinema in Libera Terra, un ambizioso tour che, dopo aver attraversato in lungo e in largo la penisola con 21 tappe nazionali osando alzare la voce proprio nelle città dove questa piaga è nata, da Cinisi a Corleone a Castel Volturno, porterà il cinema italiano contro la mafia in quattro città europee che costituiscono, ognuna a suo modo, un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata. Le città prescelte sono Parigi, Bruxelles, Marsiglia e Duisburg, ma chissà che il tour non si spinga ancora più lontano.

Agorà internazionali contro la mafia

Non possiamo lasciare che la mafia sia combattuta solo in tribunale, ci vuole un cambiamento di cultura che faccia da preludio a un cambiamento sociale”, così parte la discussione alla quale Maria Chiara Prodi, in rappresentanza di Libera International, fa da apripista. Combattere la criminalità ma anche la paura a suon di film, perché musica e cinema sono uno strumento universale in grado di recapitare lo stesso messaggio a tutti, nonostante la lingua, nonostante la storia. Una causa che l’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, tra i sostenitori dell’iniziativa, porta avanti già da tanti anni.

Oggi è più facile parlare di mafia a Corleone che a Milano, è difficile accettare la presenza del seme mafioso al nord

I film che saranno proiettati sono ancora un mistero, ma non saranno necessariamente decisi in base alla città. “I film sono più che altro un pretesto. Bisogna volgere lo sguardo alle realtà locali, i film sono compatibili dappertutto, il fine è scuotere la comunità del luogo”. Le pellicole, infatti, sembrano essere solo un’occasione di incontro, per dare vita a quelle che gli organizzatori chiamano “piazze universali”, agorà di discussione e confronto su temi spinosi, ancora vittime di troppi pregiudizi. Al fine di occupare, almeno simbolicamente, in segno di protesta, un luogo pubblico, contro chi del patrimonio pubblico ha fatto scempio. Un film che sarà quasi sicuramente presente è Placido Rizzotto, ma Fabrice Rizzoli, rappresentante di Flare in Francia, ci terrebbe a vedere anche un film francese sugli schermi, in particolare Un prophète, film presentato al Festival di Cannes nel 2009, perché la gente possa immedesimarsi totalmente nella proiezione ritrovando ambienti e situazioni familiari.

Per non tralasciare nessuno strumento universale e, consapevole che il cambiamento è principalmente partecipazione, la squadra di Cinemovel ha deciso di sfruttare tutte le potenzialità dell’universo di internet, appoggiandosi, per il finanziamento del progetto, ad una piattaforma di crowdfunding francese, Kiss Kiss Bank Bank, che ospiterà la colletta per più di due mesi.

Dal Mozambico a Parigi

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Come spiega Cristina, socia di Ethicando, il progetto non è ai suoi inizi, “già il 23 e 24 giugno dello scorso anno siamo riusciti ad organizzare, grazie alla collaborazione del comune del tredicesimo distretto di Parigi, una prima proiezione esterna all'Università Denis Diderot-Paris VII”. In realtà, da Ethicando, ogni giorno si cerca di far comprendere e decifrare la mafia e il fenomeno di resistenza sviluppatosi in Italia, al fine di combatterlo. Nel piccolo concept store, infatti, vengono utilizzati e venduti solo prodotti provenienti dalle terre confiscate ai mafiosi utilizzate da cooperative per il recupero dei detenuti, “qui nessuno conosce il concetto di 'confisca' e, per ogni nuovo cliente, ci impegniamo a spiegare non solo il significato della parola ma anche quello che c'è dietro”.

In collegamento su skype dall'Italia, Vincenzo Bevar, che fa parte del gruppo di Cinemovel, racconta com'è nata l'idea di un cinema itinerante contro le mafie, nel 2006, ormai quasi sette anni fa: “Il progetto di base è nato inMozambicoed era di tipo sociale e sanitario. È stata un'avventura incredibile portare il cinema in un posto dove non hanno idea di cosa sia. Solo in seguito abbiamo pensato di usare lo stesso progetto per un fine differente. Oggi è più facile parlare di mafia a Corleone che a Milano, è difficile accettare la presenza del seme mafioso al nord”. 

Che sia Parigi o Milano, dove c'è un numero più alto di condanne per crimini mafiosi che nel sud”, continua Fabrice Rizzoli, “l'atteggiamento non cambia. La mafia è ancora coperta di omertà, è qualcosa da nascondere e rifiutare. Qualcosa che non li riguarda”. L’ideale sembra quindi dare inizio a un vero e proprio programma d'accettazione, che interessi indistintamente tutti i cittadini, senza basarsi necessariamente sulla loro vicinanza al problema, né aspettare che siano direttamente coinvolti in prima persona perché si decidano a intervenire.

Foto: © Cinemovel Foundation