Ciao Firenze, ciao mondo!

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2014

Tutto è iniziato nella piazza Santo Spirito di Firenze. La solita serata con i poliziotti imboscati al bordo della piazza che fissano la gente con sospetto, quella sera in particolare due o tre ragazzi che stavano suonando con la chitarra una loro versione di ’New York, New York’, i numerosi turisti lì presenti applaudivano e cantavano insieme a loro. 

Mentre scherzavamo, chiacchieravamo, mi sono messa a raccontare di Cafébabel. Poi all’improvviso è arrivata un’idea: Ma perché non fondiamo Cafébabel Firenze? Ed eccoci qua. In una città così interculturale come Firenze, piena di studenti di tutto il mondo (non parlando dei turisti…), deve per forza esistere una redazione di Cafébabel. Firenze è sempre stata uno dei centri della cultura italiana e anche al giorno d’oggi non ha smesso di essere una delle culle della cultura italiana.

La nostra prima iniziativa è stata quella di allestire un cineforum interculturale nella Casa dello Studente Caponnetto. Il nostro obiettivo è di proiettare ogni mercoledì alle 9 un film delle diverse nazionalità che abitano nella Residenza, non dimenticando le diverse regioni italiane. Per conoscere piú persone, più culture e avere intorno di noi un atmosfera che aiuti l’ispirazione. Finora abbiamo proiettato un film ungherese (Kontroll, 2003), uno albanese (La faida, 2011) e uno della Corea del Sud (Old Boy, 2003), il pubblico si è dimostrato sempre più interessato, e per questo continueremo! Il prossimo mercoledì (10 dicembre) proietteremo un film sardo con i sottotitoli italiani per avvicinarci anche alla cultura italiana di ogni regione.

Cafébabel non sarà solo un giornale, abbiamo tanti altri piani per il futuro, come organizzare dibattiti, aperitivi, magari feste sotto il nome di Cafébabel Firenze, utilizzando le possibilità e gli impulsi interculturali dati dello Studentato, e riunendo i saperi delle diverse culture, dando possibilitá ai vari gruppi di far conoscere le tante sfaccettature della loro cultura.

Rebeka Dora Kajos