Ciak! Si sovvenziona

Articolo pubblicato il 17 maggio 2004
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Articolo pubblicato il 17 maggio 2004

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I produttori nostrani si avvalgono di una montagna di sovvenzioni pubbliche. La denuncia di Hollywood. E i problemi di concorrenza sleale...

Dal 12 al 23 maggio: ci risiamo. I cinefili guardano alla nostra capitale del cinema, Cannes, nella quale vengono spesso premiati i film “europei”, che si contrappongono al cosiddetto cinema hollywoodiano. Alcune settimane fa l’industria del cinema americano si è innervosita: Hollywood, che deve lavorare senza il supporto dello Stato, ha criticato la decisione della Commissione Europea di prolungare fino al 2007 gli aiuti finanziari per i produttori europei con il programma dell’Unione Europea MEDIA (oltre ad aumentarne il budget da 400 a 493 miolioni di euro). Si è parlato di protezionismo. La commissaria europea per l’istruzione e la cultura Viviane Reding si è difesa dagli attacchi dicendo che MEDIA è “necessario per lo sviluppo della produzione artistica e culturale” e che è necessario proteggere il cinema europeo da “possibili pressioni esterne”.

Promozione della varietà

La produzione cinematografica riveste il ruolo di primo violino nell’orchestra della politica culturale europea così come nei diversi complessi nazionali. Tutti sanno quanto questo violino sia sensibile e corteggiato. Per questo gli si permette di essere piuttosto caro: ogni anno vengono erogati più di un miliardo di euro per sovvenzioni nazionali e regionali e più di 80 milioni di finanziamenti europei (tra MEDIA e Eurimages). I sussidi hanno luogo soprattutto in forma di contributi diretti ai produttori cinematografici, ma anche a imprese di servizi come distributori o studi cinematografici (la parola chiave è Europa Cinemas).

MEDIA è il primo ed il più grande programma di sovvenzioni per la produzione cinematografica. E’ volto a rafforzare e a promuovere la formazione e la specializzazione nei settori audiovisivi, lo sviluppo di progetti di produzione, la distribuzione cinematografica, l’industria cinematografica europea (in Europa e nel mondo), e, last but not the least, la varietà europea. Secondo la Reding “si tratta di un campo culturale particolarmente importante che riveste un ruolo determinante per lo sviluppo di una identità europea”. Non ci è dato di sapere che cosa intenda concretamente con l’espressione “identità europea”. Va comunque salutata la continuazione di una promozione unitaria da parte dell’Europa della varietà culturale.

Quando proteggere è lecito

E’ noto infatti quanto siano eterogenee le condizioni di produzione in Europa. In una terra di esportazione della cultura quale la Francia vi sono altre condizioni rispetto ad esempio alla Gran Bretagna, nella quale gli aiuti vengono concessi soprattutto se si ha un ritorno per l’economia nazionale. Completamente diversa e molto meno rosea è la situazione nell’Europa dell’Est.

Lo scopo primario del fondo Eurimages consiste nel rispecchiare le sfaccettature di questa diversità europea. Il programma del Consiglio Europeo per le coproduzioni (90% del budget), per la distribuzione e la rappresentazione di film europei esiste già dal 1989, ha finanziato già 900 film in coproduzione coinvolgendo più di 30 stati. L’ultima ad approfittarne è stata l’Estonia. Eurimages supporta tutto il cinema che non può attingere ai fondi del programma MEDIA.

Eurimages e Media mostrano come una promozione unitaria della diversità per le produzioni europee possa aiutare a livellare le discriminazioni intraeuropee e mondiali condizionate dalla cultura. Ciò a danno della libera concorrenza, perchè le produzioni europee hanno ottenuto dei vantaggi nei confronti dei concorrenti di altri continenti, con effetti negativi non indifferenti sull’uguaglianza di opportunità a livello internazionale.

Sembra però che le considerazioni di politica culturale abbiano anche senso. A loro favore gioca ad esempio il fatto che la European Film Promotion, un network che riunisce 22 paesi europei, rappresenta e distribuisce i film europei all’estero, o che la European Film Academy organizza gli European Film Awards. Entrambe le organizzazioni sono promosse dal programma MEDIA.

Ma il cinema europeo esiste solo grazie alle sovvenzioni?

Doris Kirch, della Blue Angel Filmproduktion, ritiene che in Europa nessun produttore cinematografico si possa lamentare, in quanto si viene “serviti incredibilmente bene” sia a livello europeo che nazionale. Ricorda le diversità tra i singoli paesi dell’Europa dell’est e dell’ovest, per cui ad esempio molti film tedeschi vengono prodotti a Praga, perchè costa meno. Inoltre non si deve dimenticare che molti progetti rinunciano a procurarsi finanziamenti europei perchè vogliono mantenere la loro libertà artistica e non si vogliono adeguare a determinate direttive delle sovvenzioni.

Queste cose Hollywood le ascolta volentieri. Almeno più volentieri delle notizie che riportano come 11 dei film presentati quest’anno a Cannes sono finanziati dal MEDIA-Programm e due con i fondi Eurimages. Se Hollywood abbia davvero da temere qualcosa dall’Europa lo capiremo il 18 maggio a Cannes. Questa giornata del Festival è stata designata ufficialmente come “Giornata del Film europeo”. La cosa è pericolosa? Lo scopriremo presto. Nei cinema di Cannes.