Ci sarà l'educazione non-formale nell'Agenda politica per le elezioni generali del 2015?

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014

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Mentre i rappresentanti del governo del Regno Unito girano per Wesminster dandosi pacche sulle spalle dopo il recente calo nelle cifre sulla disoccupazione (rilasciate dall’Ufficio per le Statistiche Nazionale), i giovani nel paese sono ancora senza un’occupazione e le anime smarrite senza speranza raramente finiscono a fare il lavoro che sognavano, e non sanno nemmeno quale possa essere.

Articolo di: Melanie Pinet (Regno Unito) Editing di: Stefan Alijevikj

Mentre i rappresentanti del governo del Regno Unito girano per Wesminster dandosi pacche sulle spalle dopo il recente calo nelle cifre sulla disoccupazione (rilasciate dall’Office for National Statistics), i giovani nel paese sono ancora senza un’occupazione e le anime smarrite senza speranza raramente finiscono a fare il lavoro che sognavano, e non sanno nemmeno quale possa essere. Con questi dati affascinanti che si piazzano nell’agenda politica per le prossime elezioni, la domanda è se davvero si sta solo cercando di coprire le magagne?

Queste cifre non solo ingannano includendo gli stage non pagati (che sono diventati un luogo comune fra i giovani), non cercano nemmeno di indicare un problema crescente, tanto nel paese quanto in Europa: l’alta disoccupazione soprattutto fra i giovani sotto i 30 anni.

Si potrebbe attribuire l’alto tasso di disoccupazione giovanile alla crisi finanziaria, che ha portato alla comparsa di Strategie Nazionali per i Giovani molti stati dell’UE e gruppi di esperti. Tuttavia, con circa 23 giovani su 100 senza lavoro e oltre 2 milioni di posti di lavoro vuoti nell UE, dovremmo trattare il problema piuttosto che il sintomo. Tutto ciò sposta l’attenzione sulla consistente mancanza di attitudini in settori emergenti quali l’informatica e l’ingegneria. Sebbene il ritorno della formazione professionale stia lentamente riguadagnando credito sui titoli universitari tradizionali, non dobbiamo adagiarci sugli allori. Un recente rapporto della Camera di Commercio Britannica afferma che “molti giovani non sono adeguatamente preparati per il luogo d’impiego dopo aver lasciato il sistema educativo”. Ciò mette in questione l’efficienza dei sistemi educativi superiori in Europa e nel Regno Unito, e fa luce su una nuova mancanza del mercato del lavoro: l’abbinamento sbagliato di competenze. Per come le descrive l’OECD, le competenze richieste dal mercato del lavoro non vengono insegnate con l’educazione formale. In questo contesto, l’educazione non-formale è una soluzione per la disoccupazione giovanile?

Tipi di educazione non-formale: pratiche e impatti

1) E-learning: La rivoluzione digitale dell’informazione e delle tecnologie per la comunicazione ha aperto la strada all’auto-apprendimento, dando accesso a reti e progetti: corsi in rete gratuiti sono disponibli su piattaforme di e-learning e spesso offrono certificazioni. Fra questi, EdxIversityAcumen+, University Webinars ecc.

2) Open-source projects: Progetti open-source: quali OpenIDEO e OpEd Project invitano tutti i designer e i pensatori a condividere idee e trovare soluzioni a problemi sociali. Il Honey Bee Network ha anche la virtù di connettere individui creativi nel mondo per partecipare a progetti con base in India.

3) Volunteering: Il terzo settore sta giocando sempre più un ruolo cruciale nel panorama britannico. Nel 2012/2013 i volontari hanno contribuito per 23,9 miliardi di Sterline, l’equivalente dell’1,5% del PIL secondo uno studio condotto da NCVO. Attraverso il volontariato, i giovani possono acquisire sia abilità pratiche, sia competenze per costruire il proprio CV, accrescere la propria rete e la conoscenza di un settore. Alcune piattaforme dove trovare opportunità di volontariato: Do-it, vInspired, UN Volunteers.

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