Chinatown a Manchester: integrazione, contrasti e sapori

Articolo pubblicato il 16 giugno 2010
Articolo pubblicato il 16 giugno 2010
Conosciuto come il sobborgo cinese nel nord dell’Inghilterra, il quartiere è oggi uno dei più peculiari e turistici di Manchester, ed il secondo del Regno Unito, dopo quello di Londra. La Chinatown è anche uno degli aspetti multiculturali più curiosi della città, anche se la sua comunità non è di certo un simbolo d'integrazione.

Emblema principale del paesaggio e primissimo richiamo per il turista straniero è l’arco cinese, erede della dinastia Ming, circondato da ristoranti e attività commerciali. L’arco, dai tipici colori rosso e dorato, è decorato dalle rappresentazioni del Drago e della Fenice, tradizionalmente simboli di fortuna. Nel 1987 la Cina lo regalò alla città di Manchester, facendolo diventare il primo arco cinese d’Europa. Oggi la Chinatown è l’impronta monumentale asiatica più visibile in questa città industriale, che, negli ultimi vent’anni, ha sperimentato grandi cambiamenti nella sua fisionomia e tra i suoi abitanti.

Il simbolo più importante della Chinatown di ManchesterLa popolazione cinese è, infatti, una presenza forte in città, non solo in conseguenza della sua storica relazione migratoria con Manchester, ma anche grazie alle fiorenti università che attraggono un gran numero di studenti provenienti da ogni parte del mondo. È il caso di Ting, studente cinese di 22 anni, che ha studiato Comunicazione d’impresa all’Università Metropolitana di Manchester e, attualmente, pensa di iscriversi ad un Master.

Dopo aver vissuto quattro anni nella città, confessa di non essersi relazionato abitualmente con gli inglesi, riconoscendo che la distanza culturale tra le due comunità rende difficile la comunicazione. Dopo quattro anni di permanenza in città ammette che avrebbe potuto migliorare il livello del suo inglese, ma è anche convinto del poco interesse degli inglesi per la cultura cinese: «Gli inglesi possono sentirsi interessati per altre culture europee più vicine alla loro, ma non nutrono alcuna curiosità verso la cultura cinese».

«Gli inglesi possono sentirsi interessati per altre culture europee più vicine alla loro, ma non nutrono alcuna curiosità verso la cultura cinese»

L’integrazione reale è un tema delicato e complicato che richiede tempo, nonostante il fatto che Manchester abbia già accolto un gran numero d’immigranti cinesi in passato. I primi arrivarono, infatti, negli anni ’50, alla ricerca di migliori condizioni salariali: si trattava perlopiù di cinesi originari degli stanziamenti rurali di Hong Kong, appartenenti al clan degli Hakka. Il governo di Hong Kong aveva venduto le loro terre per ripartirle tra la popolazione in costante crescita e gli Hakka si ritrovarono così a passare da una posizione privilegiata nella comunità agricola a dover lavorare in fabbrica, riscuotendo salari molto bassi. Tale situazione li portò a cercare fortuna nel Regno Unito. A Manchester le conseguenze delle ondate migratorie s‘iniziarono a sentire solo verso gli anni ’60 e ’70, quando iniziarono a proliferare ristoranti e negozi cinesi nel centro della città.

Integrazione e gastronomia

Quella di Mancheter è la seconda comunità cinese del Regno Unito (dopo quella di Londra)Ancora oggi la ricerca di migliori condizioni salariali continua ad essere il motivo fondamentale che spinge la comunità cinese a viaggiare verso l’Inghilterra. È il caso di Chan, 32 anni, che lavora come cameriere al Tai Wu, il ristorante cantonese preferito della comunità asiatica di Manchester, situato in piena Oxford Street: «Tornerò ad Hong Kong solo per le vacanze; dopo aver vissuto per sei anni qui so che voglio restarci. Ho una figlia di sette mesi e mi piacerebbe che frequentasse un collegio inglese». In questo senso, per Chan è chiaro che l’educazione, il lavoro ed il corretto apprendimento della lingua inglese sono le chiavi per un’integrazione efficace; cosa che dovrebbe essere più semplice per le nuove generazioni.

Una caratteristica della Chinatown di Manchester è la gran quantità di ristoranti da asporto e a buffet libero, dove è possibile degustare un menù variato e abbondante ad un prezzo molto conveniente. Nel quartiere si può anche assaporare la cucina giapponese, thailandese o nepalese. Chan adora, per esempio, il ristorante giapponese Wasabi: un sushi bar con pesce fresco, a prezzi molto accessibili. La gastronomia diventa, in questo modo, il vero punto d’incontro tra la comunità asiatica e il resto degli abitanti della città.

Brandon, 33 anni, è un autoctono di Manchester che confessa la sua speciale predilezione per il quartiere asiatico. «È un luogo perfetto per passeggiare e sorseggiare tranquillamente un caffè, in un contesto che è completamente differente dal resto dei quartieri di Manchester. Ciò che mi attrae è la diversità». Uno dei suoi posti preferiti è il forno Wong Wong, a Princess Street, dove si possono assaggiare dolci di frutta e miele, anche se il suo piatto preferito è il roast pork, con carne di maiale.

Non c’è dubbio, dunque, che camminare per la Chinatown di Manchester significa sommergersi in un contesto colorato e multiculturale. Un contesto di contrasti e sapori. Rappresentazione di una città giovane e dinamica che ha saputo affrontare il fenomeno migratorio con naturalità, nonostante la vera integrazione resti un tema ancora molto complesso.

Foto: mattwi1s0n/flickr; Virginia Fernández; ~Duncan~/flickr