Chi curerà la Slovacchia?

Articolo pubblicato il 29 luglio 2005
Articolo pubblicato il 29 luglio 2005

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I principali paesi europei, afflitti dall'afflusso di lavoratori a buon mercato, hanno fatto sì che i nuovi Stati membri debbano attendere per la libera circolazione delle persone. Perché i dottori dovrebbero fare eccezione?

Attualmente la Slovacchia non deve far fronte a crisi nel settore

della sanità, ma in un futuro non molto lontano i suoi abitanti

potrebbero doversi spostare in Gran Bretagna per usufruire delle cure

di un medico specializzato che, ironia della sorte,

potrebbe essere slovacco.

Buoni i guadagni in patria, molto più consistenti all'estero

Nel 2003 in Slovacchia è stata attuata una riforma, lungamente

discussa e criticata, riguardante il livello delle retribuzioni dei

medici statali. L'idea del Ministro della sanità Rudolf

Zajac era quella di abbandonare le tabelle tariffarie in vigore

dal tempo del regime comunista: esse, al di là di quanto fosse

stato produttivo un medico, stabilivano che il suo salario non potesse

salire al di sopra di un certo limite.

Attualmente il livello della retribuzione dei medici slovacchi dipende

dalla loro specializzazione e dal numero delle loro prestazioni. In

teoria un medico qualificato dovrebbe guadagnare abbastanza in patria

da non dover decidere di andare a lavorare all'estero.

Ma dopo l'entrata nell'Unione nel maggio 2004, i titoli di studio dei

medici, così come quelli degli architetti o quelli dei veterinari sono stati accettati da tutti gli Stati membri. E, anche se la

media della paga mensile dei medici slovacchi è più alta della paga di

altri settori, essi guadagnano incomparabilmente meno che nell'ovest.

Per esempio in Slovacchia un medico guadagna intorno ai 450 euro al

mese, ma un esperto con la stessa qualifica in Francia è capace di

guadagnare intorno ai 6500 euro. La

href=" http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/3941073.stm "

class="external-link">direttiva

Ue passata nell'agosto 2004, che limita le ore di lavoro dei

giovani medici alle 48 ore settimanali, ha creato carenza di personale un

po' ovunque nel continente, non aiutando la situazione slovacca. Come

risultato, un medico senza seri problemi di comunicazione in una

lingua straniera, può comodamente trovare impiego nel paese in cui

preferisce lavorare.

Aprofittare del sistema

Secondo l'agenzia stampa slovacca

href="http://www.slovakspectator.sk/clanok.asp?vyd=online&cl=19268 "

class="external-link">SITA, nel

2004, 363 medici hanno lasciato la Slovacchia per prestare servizio

altrove. L'anno precedente i medici a lasciare il paese erano stati

62. È vero che anche prima dell'entrata nell'Unione, i medici avevano

comunque opportunità di lavoro nella confinante Repubblica Ceca, dove

non esistono barriere per quanto riguarda la lingua e gli stipendi

sono più alti di circa 250 euro al mese, ma ora Gran Bretagna,

Irlanda, Germania e Svezia sono divenute destinazioni molto più

attraenti per i medici slovacchi.

Se l’attuale andamento continuerà, non solo la Slovacchia si troverà senza medici, ma anche l'economia ne soffrirà. Il punto è che

questi dottori hanno beneficiato dell'educazione delle libere

università in Slovacchia. Gli studenti e i loro genitori non vogliono

che questo cambi perché i carichi finanziari addizionali che le tasse

per l'istruzione verrebbero a generare non sarebbero sostenibili da

parte loro. Quando il parlamento ne discusse e impose rincari

all'educazione, un'ondata di proteste si sollevò in diverse città

slovacche. Ma il fatto è che si contribuisce alla formazione di medici

senza poi poter garantir loro adeguati trattamenti retributivi. Tre

facoltà di medicina sfornano seicento nuovi laureati ogni anno, che

sarebbero sufficienti per il fabbisogno di tutti gli ospedali slovacchi. La cosa grave

riguardo al numero dei laureati è che almeno la metà di loro

secondo le statistiche andrà a incrementare il prodotto interno lordo

di un altro paese.