Chernobyl: perché l'OMS disinforma i cittadini?

Articolo pubblicato il 28 aprile 2011
Articolo pubblicato il 28 aprile 2011
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), il bilancio umano di Chernobyl sarebbe di una cinquantina di morti e 400 irradiati. L'Accademia delle Scienze di New York ne conta 985.000. Militanti ecologisti ed eurodeputati del gruppo Verdi/ALE sostengono che le cifre dell'OMS risultino da un accordo del 1959 con l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (AIEA).
All'indomani della catastrofe di Fukushima, la revisione di questo accordo sembra essere una condizione necessaria per l'informazione dei cittadini in materia di nucleare.

L'accordo tra l'AEIA e l'OMS conferisce autorità all'AEIA riguardo le informazioni diffuse dall'OMS, così come sull'orientamento della ricerca scientifica per le materie relative al nucleare ed alle radiazioni. Eloi Glorieux, specialista di questioni nucleari per Greenpeace, considera che questo accordo sia "una palese aberrazione che va contro gli obiettivi costituzionali dell'OMS, che sono di promozione della salute pubblica a livello mondiale". L'intromissione dell'AEIA in questo ambito getta quindi un dubbio sulla neutralità delle informazioni trasmesse dall'OMS sulle radiazioni.

Da Chernobyl a Fukushima: mani sull'informazione

Secondo Cristophe Elain, membro del collettivo IndipendentWHO, che lavora per l'indipendenza dell'OMS rispetto all'AEIA, "l'OMS è ancor meno preparata oggi ad un incidente nucleare come quello di Fukushima, di quanto non lo fosse all'epoca di Chernobyl". Secondo Elain, "la lacuna di ricerche in materia di radiazioni, la chiusura, nel 2000, di un ufficio regionale dell'OMS dedicato allo sviluppo di un piano d'azione in situazioni di emergenza e la minimizzazione delle informazioni riguardanti le catastrofi nucleari sono direttamente da attribuire all'autorità che esercita l'AEIA sull'OMS". Come garantire allora che le informazioni relative alle conseguenze della catastrofe di Fukushima non subiscano lo stesso trattamento di quelle di Chernobyl?

(Illustrazione: (cc)ssoosay/flickr)

Troppi interessi perché l'Europa rompa il muro del silenzio

All'indomani della catastrofe di Fukushima, con un'inquietudine altissima per le conseguenze dell'incidente, l'Unione Europea ha preparato la propria risposta. Al Parlamento Europeo, una risoluzione adottata il 6 aprile 2011 chiede che "le autorità giapponesi, l'AEIA ed il gestore della centrale nucleare di Fukushima, la Tokyo Electric Power Company (TEPCO), facciano prova di trasparenza e forniscano delle informazioni in tempo reale sull'evoluzione della situazione a Fukushima, in particolare per quel che riguarda i livelli di radioattività all'interno ed all'esterno della zona di esclusione". Una proposta di risoluzione iniziale presentata dal gruppo dei Verdi/ALE, denunciava i rischi di conflitti di interessi tra l'OMS e l'AEIA. Dichiarava , in particolare, che l'accordo tra l'AEIA e l'OMS "impedisce all'OMS di prendere delle iniziative o delle misure per realizzare i propri obiettivi, la preservazione ed il miglioramento della salute". Ma questi articoli non stati approvati nella risoluzione comune.

Il Consiglio europeo, invece, si è pronunciato solo per la verifica della sicurezza delle centrali nucleari europee, attraverso la realizzazione di test di resistenza. Dietro le quinte, le pressioni delle industrie energetiche non sono sufficienti a spiegare queste posizioni. In realtà, nessuno stato membri ha interesse nel cancellare il nucleare dal proprio paesaggio energetico ed tutti i governi rallentano le decisioni in materia di futuro energetico. La Francia si posiziona al secondo posto dei produttori mondiali di energia nucleare, appena dietro gli Stati Uniti e prima del Giappone. La Germania e la Svezia figurano rispettivamente al sesto ed al decimo posto.

L'articolo di Marie Verwalghen è stato pubblicato sul blog di cafebabel.com a Bruxelles.

Maggiori informazioni su Chernobyl e l'OMS sul sito di IndependenceWHO.

Illustrazioni:  (cc)ssoosay/flickr