Che cos’è un Wwoofer?

Articolo pubblicato il 10 agosto 2009
Articolo pubblicato il 10 agosto 2009
È capace di riparare un trattore in Polonia, preparare del formaggio di capra in Cile, cogliere dei cavoletti di Bruxelles in Belgio o delle olive in Spagna, costruire una casetta di legno o dei bagni in Finlandia, e tanto altro ancora.

Ce n’è per tutti i gusti, anche se il profilo è, generalmente, quello della “wwoof-attitudine”. Quest’ultima è definibile, per esempio, da un certo interesse per l’agricoltura biologica e da stili di vita alternativi e rispettosi dell’ambiente. In effetti, tutte le fattorie della rete rispettano le norme dell’agricoltura biologica. Inoltre, una certa attrazione per la vita in comunità e gli incontri interculturali possono favorire il buono svolgimento di quest’esperienza che rimane, comunque, molto varia. Vi può, in effetti, capitare di sbarcare in una capanna in fondo ad un giardino, solo come un orso nella sua tana! Cos’altro aggiungere? Ah sì, meglio non aver paura delle formiche e poter sopravvivere una settimana senza il bisogno impellente di andare in discoteca. Insomma, è necessario nutrire almeno un minimo d’interesse per la vita rurale.

E soprattutto, bisogna avere voglia di lavorare come volontari perché i coltivatori offrono, in generale, vitto e alloggio in cambio di qualche ora di lavoro quotidiano, ma nessuna rimunerazione è prevista.

Per quel che riguarda la massa di lavoro, è molto variabile. Ho sentito parlare di “farniente” presso ad un lago in Cile, interrotto, episodicamente, da dieci minuti di lavoro, come di pesanti giornate lavorative di otto ore nel nord dell’Argentina.

A ciascuno la sua

Le situazioni sono davvero eterogenee e ciascuno può consultare le varie offerte sul sito dopo aver pagato i trenta dollari d’iscrizione. Certi paesi hanno fatto una lista delle aziende agricole che partecipano al progetto e le altre sono riunite su una lista indipendente. Per ulteriori informazioni, potete consultare il sito inglese: «willing workers on organic farms» ovvero, lavoratori volontari nelle fattorie biologiche. Il termine “lavoratori” essendo passibile di controversie giuridiche è, talvolta, rimpiazzato con: «world wide opportunities on organic farms».

Ad ogni modo, tentate l’avventura! Ritornerete abbronzati, poliglotti, muscolosi, forse nauseati dalla vita rurale e impazienti di affittare un appartamento in città, oppure di costruire la vostra fattoria per poi, a vostra volta, accogliere dei wwoofer!