Charlie Hebdo: una breve storia

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 09 gennaio 2015

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Cafèbabel vi offre una breve storia del settimanale francese Charlie Hebdo, che mercoledì 7 gennaio è stato oggetto di un attacco a Parigi.

Gli editori, i fumettisti e gli scrittori di Charlie Hebdo, selvaggiamente uccisi mercoledì mattina a Parigi, hanno una lunga storia di collaborazione risalente agli anni sessanta, quando i fumettisti Cabu e Georges Wolinski fondarono il mensile Hara-Kiri. Nel 1969 divenne un settimanale, ma la rivista Hara-Kiri Hebdo venne presto censurata dal governo francese dopo aver preso in giro la morte di Charles De Gaulle con il titolo "Bal tragique à Colombey, un mort".

Fu costituito velocemente il settimanale Charlie Hebdo, che pubblicò fino al dicembre 1981. L'anno 1992 vide la resurrezione di Charlie. Il Fronte Nazionale e l'estrema destra erano i bersagli più frequenti della rivista, la quale è stata spesso citata in giudizio per diffamazione.

Nel 2006 la rivista Charlie Hebdo tornò di nuovo sotto i riflettori a seguito della ripubblicazione delle caricature censurate del profeta Maometto che apparvero originariamente in Danimarca.

L'irriverente settimanale è caratterizzato dai fumetti satirici che appaiono sulla sua copertina ogni settimana, i quali hanno preso in giro la chiesa cattolica, l'Islam, l'ebraismo e il Fronte Nazionale in egual misura. Una copertina intitolata “il Papa si dimette” mostrava il Papa Benedetto in un ostentato abbraccio omosessuale con un'innamorata guardia svizzera che dichiarava “finalmente liberi”. Altre due edizioni furono chiamate "Shoah Hebdo" e "Sharia Hebdo". In quest'ultimo era illustrato un ecclesiastico islamico con l'avvertimento “100 frustate se non muori dalle risate”. Molte copertine raffigurano il presidente francese in alcune posizioni umilianti.

Nel 2011 gli uffici della rivista vennero attaccati con bombe incendiarie e gli editori si spostarono in un luogo meno appariscente. Ma, nonostante l'errore commesso dagli assalitori nel gennaio 2015 sull'entrata negli uffici, il nuovo indirizzo e la presenza di una guardia del corpo per il direttore Charb non sono stati sufficienti per salvare lo staff.