Charlie Hebdo, quando le caricature si ribellano

Articolo pubblicato il 04 novembre 2011
Articolo pubblicato il 04 novembre 2011
Mercoledì scorso, i locali del celebre settimanale satirico francese Charlie Hebdo sono stati incendiati a colpi di bombe molotov. Il suo sito internet è stato messi fuori uso dagli hacker, la sua pagina facebook è stata inondata di minacce, i redattori sono stati ospitati nei locali del giornale Liberation. Del loro lavoro non resta che un blog, creato per l'occasione.
Tutte questi guai in seguito a una copertina dedicata a Maometto con il titolo "Charia Hebdo", in riferimento alla vittoria degli islamici moderati nelle elezioni tunisine. Non è la prima volta che in Francia un giornale subisce un attentato, ma c'è da preoccuparsi. Dal canto suo, il giornale danese Jyllands-Posten, che nel 2005 aveva pubblicato 12 caricature di Maometto, ha deciso di non dare spazio alla vignetta: "Viviamo sei anni sotto assedio, viviamo e lavoriamo protetti da un dispositivo di sicurezza. Per questo non riproduciamo la caricatura francese". Charlie Hebdo se l'è cercata? La vicenda vista dal caricaturista Kristof.

Disegno @Kristof