Charlie Hebdo alla conquista della Germania

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 06 dicembre 2016

Il settimanale satirico Charlie Hebdo è sbarcato dal 1 dicembre anche in Germania. I tedeschi verranno finalmente salvati dal loro terribile senso dell'umorismo? E qual è il motivo per il quale i francesi non hanno investito nel più grande e fruttuoso mercato anglofono? Ma soprattutto, l'humor è traducibile? Lo abbiamo direttamente chiesto alla redazione.

Il fatto che i tedeschi non abbiano il senso dell'umorismo è un fatto talmente noto da essere stato elevato a rango di luogo comune, ma c'è anche da dire che di questo i teutonici ne sono coscienti, e a quanto pare ne è consapevole anche il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Per questo la redazione ha fatto ai suoi lettori tedeschi un regalo di Natale anticipato: dal 1 Dicembre 2016 infatti la famosa rivista francese sarà disponibile anche in tedesco. 

Dopo l'attentato del gennaio 2015 alla redazione del giornale satirico, i tedeschi hanno certamente dimostrato grande solidarietà verso il popolo francese: «In Germania, quella che è stata definita l'Edizione dei sopravvissuti, pubblicata una settimana dopo l'attentato, ha avuto un enorme successo, con la vendita di 70.000 copie», scrive così Charlie Hebdo in un post Facebook riguardante il nuovo lancio in Germania. I caricaturisti francesi di Charlie Hebdo sono stati molte volte invitati ad eventi in Germania, dando così vita ad un intenso scambio tra i due Paesi.

La redattrice della versione germanofona, che si nasconde sotto lo pseudonimo di Minka, aggiunge: «Come si può ben vedere la fatica per mantenere dei buoni rapporti tra Francia e Germania sta dando i suoi frutti, benché questi fossero fino ad ora sempre a livello istituzionale. I tedeschi si sono apertamente dimostrati molto vicini ai francesi, sentendosi come se fossero stati colpiti loro stessi da quello che è successo a Parigi. Non solo in occasione dell'attacco a Charlie Hebdo, ma anche dagli eventi successivi».

La felicità per l'uscita della prima edizione tedesca non è però tutto: «In Germania il dibattito sulla libertà di espressione è stato portato avanti con fervore» racconta Minka, sempre più convinta che la Germania abbia bisogno di un Charlie Hebdo in lingua germanica. «In un periodo in cui si parla solo di notizie false o manipolate, Charlie sarà un nuovo punto di vista sulla Germania, un'idea proveniente dall'esterno che rappresenta perciò un pensiero meno inquadrato e filtrato».

La prima edizione presenta fin da subito lo scandalo Volkswagen in copertina, e rimanda anche alla ricandidatura  di Angela Merkel come Cancelliera. Angela Merkel abbellisce anche i cartelloni e le locandine pubblicitarie, presentandosi seduta sul water con una copia di Charlie Hebdo in mano. Tra i temi trattati in questa prima edizione ci sono anche Frauke Petry e tutti quei tedeschi che sono stati presi di mira dai disegnatori di Charlie Hebdo, ma c'è anche un reportage di quattro pagine sulla Germania al quale Minka fa riferimento con due parole chiave: madre snaturatapatria. Per la maggior parte però si trovano disegni usati anche nella versione francese e successivamente tradotti in tedesco.

Ma come si fa a tradurre l'humor? «Charlie Hebdo ha un senso dell'umorismo internazionale» spiega Minka. Oltre ai contenuti concepiti per un pubblico puramente tedesco, ci sono anche vignette che provengono dalla versione francese e la cui traduzione è spesso una vera impresa.

Inizialmente la tiratura sarà di 200.000 copie, dopodichè l'offerta verrà adattata a quella che sarà la reale domanda. Quest'ultima infatti potrebbe essere molto alta, secondo le previsioni degli eminenti Spiegel e WeltLa questione viene dibattuta anche sulla pagina Facebook di Charlie Hebdo, e i commenti provenienti dai lettori tedeschi sono tutti positivi: solo alcuni commenti francesi mostrano dello scetticismo. Qualche esempio? Un lettore francese scrive0: «Vivo in Germania da parecchi anni e ogni volta devo sempre difendere le vostra battute davanti ai tedeschi. Non credo che la vostra satira qui sia ben accetta, ma vi auguro comunque buona fortuna e sarò felice di conoscere il vostro senso dell'umorismo di stampo teutonico».

Ce lo auguriamo anche noi. Chi in Germania si fa volentieri due risate, d'altronde, da oggi ha un buon motivo in più.