CETA: libero scambio o restrizione? 

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 16 febbraio 2017

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Mercoledì, il Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato ufficialmente l'accordo di libero scambio tra il Canada e l'Unione europea. Grazie a questo accordo alcune semplificazioni doganili entreranno in vigore già nell'immediato. L'UE sta già affrontando l'avanzata del populismo: alcuni esultano, mentre altri temono che il CETA posso rinforzare questa ondata di protesta. 

Český rozhlas: "L'Europa va nella direzione giusta"; Repubblica Ceca

L'approvazione del CETA al Parlamento europeo è un passo verso il progresso, ci si rallegra nel programma radiofonico Český rozhlas: "Quando anche le singole nazioni avranno ratificato l'accordo, allora avremo finalmente una prova del fatto che i populisti non hanno ancora prevalso del tutto. Certamente, non dobbiamo credere che con il CETA porterà soltanto profitti. Alcune persone perderanno il lavoro. Ma sono molti di più i posti di lavoro minacciati dall'automatizzazione e dall'introduzione di robot e macchinari. Non ha pertanto alcun senso collegare il discorso sull'occupazione con l'accordo di libero scambio. Sarebbe soltanto una generalizzazione. Se l'Europa non vuole ritrovarsi a fare affari alle condizioni della Cina, è necessario che firmi ulteriori trattati con altri paesi e con regole altrettanto trasparenti. Solo in questo modo è possibile salvaguardare i regolamenti per la protezione dei lavoratori, dei consumatori o per la tutela dell'ambiente che verrebbero altrimente trascurati“ (16 febbraio 2017)

Il discorso del primo ministro canadese Justin Trudeau davanti all'europarlamento il 16 febbraio

Il CETA rinforza il populismo

I sostenitori del CETA contrappongono l'accordo al protezionismo dell'America di Trump. Questo modo di pensare non funziona: Donald Trump è già il prodotto della globalizzazione neoliberale che si contrappone alla volontà della maggioranza del popolo. I cittadini si ritengono impotenti di fronte alle multinazionali su cui nemmeno i governi sembrano più poter esercitare alcuna influenza. Questi stessi cittadini vogliono un nuovo inizio con l'elezione di Trump. L'introduzione del CETA aumenterà le possibilità che uno scenario simile si manifesti anche in Europa. È davvero quello che vogliamo? Nel ventunesimo secolo il ruolo dell'Europa, la cui forza risiede soprattutto nel mercato unico e nel suo potere d'acquisto, dev'essere quello di regolarizzare il commercio, proteggere i cittadini e assicurarsi che gli interessi della società non arrechino alcun danno agli essere umani o all'ambiente.

Le Vif/L'Express, Belgio, 15/02/2017

Dnevnik: "La politica non può più ignorare i cittadini"; Slovenia

Anche se prossimamente il trattato verrà ratificato, gli oppositori del CETA possono comunque ritenersi vincitori, sostiene Dnevnik: "La controversa discussione sui pro e i contro del CETA hanno dimostrato che, nelle trattative per futuri accordi commerciali con altri paesi, la Commissione europea dovrà tenere maggiormente in considerazione la società civile. Da questo punto di vista, infatti, la recente sconfitta degli oppositori dell'accordo commerciale è anche una piccola vittoria: sono già 3,5 milioni i cittadini europei che hanno firmato la petizione contro il CETA e il TTIP (l'accordo di libero scambio tra UE e USA), ossia quasi il 7% della popolazione europea. Questa petizione vuole essere un monito per la Commissione europea e per gli stati membri sul fatto che è necessario cambiare direzione. Se non si riesce a trovare un approccio diverso con cui affrontare le successive trattative commerciali, allora gli stessi accordi di libero scambio finirebbero per fomenterare e rinforzare l'ondata di popolismo in Europa“ (16 febbraio 2017)

Gość Niedzielny: "L'accordo non influenzerà l'economia UE"; Polonia

Secondo l'organizzazione cattolica Gość Niedzielny, l'accordo di libero scambio non avrà quasi nessuna influenza sull'economia dell'UE: "Gli oppositori del CETA sostengono che l'accordo fa soltanto gli interessi delle grandi aziende e che la disoccupazione in Europa tornerà a crescere. Secondo questi, una prova è l'accordo ratificato in passato tra USA, Canada e Messico che ha avuto esattamente le consequenze sopraelencate. Tuttavia, il commercio tra Europa e Canada equivale solo a una piccola parte delle attività commerciali all'interno dell'Unione. È per questo motivo che l'accordo con il Canada non influenzerà più di tanto la congiuntura europea. Chi critica il CETA, comunque, dovrebbe comprendere che anche la stessa Unione europea è una sorta di area di libero scambio nella quale, in ambito economico, gli stati membri devono seguire determinate regole e su queste prescrizioni nemmeno le grandi aziende possono esercitare una qualche influenza“ (15 febbraio 2017)

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