Cercasi conservatore nordico, donne astenersi

Articolo pubblicato il 06 maggio 2004
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Articolo pubblicato il 06 maggio 2004

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La corsa per la presidenza della Commissione Europea è cominciata. E i candidati già si affannano per contendersi il posto di Prodi.

Romano Prodi lascerà fisicamente la sua poltrona di presidente della Commissione Europea il prossimo novembre. Nonostante in verità ormai da tempo, abbia la testa alla politica nazionale italiana. Sarà l'ultimo ad abbandonare la barca, dopo la fuga dei membri della sua commissione come Diamantopoulos, Solbes, Barnier & Co. e i prevedibili abbandoni di alcuni commissari per integrare le liste in occasione delle elezioni europee del 13 giugno. Il prossimo presidente si metterà al comando di un'istituzione che, oggi più che mai, da l'impressione di essere una segreteria degli stati membri. La nuova Commissione avrà il dovere di riesumare lo spirito europeo che dovrebbe incarnare, e, tanto per cominciare col piede giusto, l'inizio dei suoi lavori è fissato per il 1° novembre, giorno dei morti.

Flessibilità sul lavoro

"Non so chi sarà il mio successore. So soltanto che questo era un lavoro sconosciuto prima del mio arrivo, e che adesso ci sono parecchi interessati" ha affermato l'italiano, sottovalutando il lavoro svolto dai due Jacques, Delors e Santer. In effetti, la Commissione Prodi ha mostrato di saper offrire impieghi flessibili, subordinati agli interessi personali e in grado di non scollegarsi con la propria politica nazionale. Insomma, di fronte a questa delizia di posto, è chiaro che accorrono una schiera di interessati.

Fra tutti costoro, il successore di Prodi verrà scelto nel summit di Bruxelles fra il 17 e il 18 giugno. Dopo cinque anni di presidenza della Commissione europea al sud e di stampo progressista, le leggi non scritte delle istituzioni europee mirano a far occupare la piazza per stavolta da un conservatore del Nord Europa.

In pole position Chris Patten, ex presidente del Partito Conservatore Britannico ed attuale commissario per le Relazioni Esterne dell'Unione Europea. Fra le sue fila annovera peraltro un notevole supporter: Valery Giscard d´Estaing, che ha dichiarato: "ha il talento, le convinzioni e la posizione politica per essere un buon presidente".

Tra gli altri candidati spiccano il primo ministro austriaco, il conservatore Wolfgang Schüssel, il suo omologo belga, il liberale Guy Verhofstadt, ed il primo ministro del Lussemburgo Jean Claude Juncker, la cui candidatura è più debole poiché preferisce presentarsi alle elezioni nazionali, sembrano anchessi corrispondere al profilo di uomo conservatore del nord Europa.

Sul sesso non si discute

La legge europea dellalternanza, se contempla l'ideologia e la nazionalità, non sembra per il momento tener conto del sesso. Il PPE, il Partito Popolare Europeo, scelse Loyola de Palacio tra i candidati da appoggiare per la Presidenza della Commissione Europea. Una sola donna in mezzo a una banda di uomini. L'ossessione per l'alternanza ed il clima di consenso in Europa, offrivano l'opportunità dincludere la "femminilità" della Loyola de Palacio nella storia maschile della Commissione europea. La sconfitta del governo Aznar tuttavia ha allontanato questa possibilità.

Inevitabilmente, il prossimo presidente della Commissione europea sarà un uomo, conservatore e nordico. A cui seguiranno certo delle donne, ma a cui sarà vietato l'accesso al posto di presidente della Commissione. La corsa dei maschi del nord per Bruxelles è iniziata al massimo della velocità. L'inerzia precedente verrà del tutto rimossa alla prima chiamata dei rispettivi partiti nazionali di fuggitivi del calibro di Solbes, Barnier e compagnia bella.