"Centrodestra e centrosinistra devono fare squadra"

Articolo pubblicato il 29 novembre 2004
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 29 novembre 2004
Vidal-Quadras, vicepresidente del Parlamento Europeo e membro del gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo e dei Democratici Europei si esprime sull’avanzata della Destra.

Quali ritiene essere le ragioni del successo della Destra alle ultime electioni europee?

Nelle elezioni europee, sfortunatamente, i problemi nazionali sono ancora assai dominanti: per questo infatti un esame di queste elezioni va affrontato nella prospettiva dei venticinque diversi stati membr. Se dovessi dare una riflessione europea generale su queste elezioni, direi che per il cittadino europeo queste elezioni si sono concentrate fortemente su due elementi: l’economia e la politica internazionale. Viviamo in un tempo in cui l'attenzione dei cittadini si concentra in modo crescente sulla politica internazionale, e le cose che accadono a miglia di kilometri di distanza possono avere conseguenze decisive per l'Europa. [Di conseguenza] la politica estera, che tradizionalmente non è mai stata una questione decisiva per gli statisti, ora lo è.

Come da lei menzionato, i 25 paesi membri hanno diverse sfumature di sinistra e destra. Crede che una Costituzione europea possa riconciliare tutte le parti costituenti?

La Costituzione è il risultato del consenso tra tutti gli uomini di stato; è il frutto di un accordo, un equilibrio sociale comunemente raggiunto e sentito da gente di centro-destra e gente di centro-sinistra. Chi si oppone? L'estrema destra e l'estrema sinistra. [Il che] si spiega dai toni moderati della costituzione, per approccio e concezione: una costituzione provatamente basata su principi e valori condivisibili da ogni cittadino europeo con un po’ di senso comune. Ecco perché i partiti socialisti e di centro-destra stanno, da ambo le parti, sostenendo questa costituzione, [mentre] è possibile trovare un forte ostracismo alle estremità del panorama politico…che così facendo si colloca fuori dal sistema [politico].

Non si può negare tuttavia, la crescita di elementi di estrema destra, e di estrema sinistra; l’UKIP ne è un esempio. Per quanto poco ascoltati, è forse probabile ch’essi rappresentino un problema in futuro?

Sì, ha ne ragione! Il problema esiste. Sorgono di certo alcuni strascichi a seguito della rinascita di simili posizioni politiche estremistiche. Per esempio, l'immigrazione: è molto facile istigare sentimenti xenofobi nella gente a causa del fenomeno dell'immigrazione. Oppure per quanto concerne il bisogno di una riforma strutturale [del] sistema di welfare, che invece…può esser sfruttato da appendici di estrema sinistra. La gente è assai preoccupata in tema di sicurezza e criminalità; il che poi si trasforma in voti vincenti. Personalmente ritengo che la soluzione [a questo problema] per i grandi partiti moderati (a sinistra come a destra), sia di lavorare in squadra per sostenere i principi di base su cui si poggia la nostra società democratica. La seconda riguarda la leadership; abbiamo bisogno nei nostri governi e nei nostri partiti persone con reali [doti] di comando, in grado di crear fiducia nella gente. Sono questi, quindi, gli elementi che dobbiamo usare per lottare contro la nascita degli estremismi: leadership, lavoro di squadra ed accordo all’interno e fra i maggiori partiti.

La maggior parte dei gruppi del Parlamento europeo è di destra. Sente che questo stato di cose ben rifletta l'Europa di oggi?

Bene riflette la maggioranza dell'UE nel suo insieme…. ma è un qualcosa che può cambiare. Il Parlamento ha avuto una maggioranza socialista in passato. La maggioranza è moderata e sta al centro, può essere sia di centro-destra sia di centro-sinistra; dipende dall'evoluzione delle faccende pubbliche o dai problemi politici. Ma l’enorme maggioranza resta sempre al centro.

L’ingresso della Turchia nell'UE è un tema su cui la Destra si sente a suo agio?

L’ingresso della Turchia [non sarà immediato]. Le è stato dato lo status di 'paese candidato' ed un recente rapporto della Commissione ha stabilito che solo da quando le riforme costituzionali, legali ed economiche giungeranno a compimento, i negoziati potranno avere luce verde. [La Commissione] ha reiteratamente trasposto il tutto in termini legali e costituzionali, sottolineando i grandi progressi fatti, ma la realizzazione delle condizioni reali e tecniche richiede ancora parecchio lavoro. In teoria, il sistema costituzionale e legale turco è oggi impeccabile circa i diritti umani, ma se si va [in] una prigione, in un’aula di giustizia, un una stazione di polizia ecc. in effetti i diritti umani probabilmente non vengon sufficientemente garantiti.

[Comunque] dovremmo aprire presto i negoziati – il processo sarà lungo, ma se durante questa periodo la Turchia proverà di aver raggiunto i requisiti UE in teoria ed in pratica, è giusto dar loro l'opportunità [di entrare nell’UE]. Provare al mondo che una società al 98% [della popolazione] musulmana può essere trasformata in una società aperta, una vera democrazia secondo i canoni occidentali, vale il rischio che si corre. Sarà una rivendicazione del modello europeo. So che molti dei miei colleghi sono scettici e poco inclini ad avviare i negoziati, ma ritengo che sia un esperimento da tentare.

Ed infine, è soddisfatto della nuova Commissione…crede che al suo interno si possano realizzare conquiste politiche a scapito di altri?

No, è una Commissione molto equilibrata in cui ogni famiglia politica è ben rappresentare in un modo, per l’appunto, molto equilibrato. Dopo tutti i problemi registratisi nelle ultime settimane, si prospetta oggi una Commissione che può fare un buon lavoro. Barroso è un leader politico molto competente, ed all'interno della Commissione ci sono delle personalità assai brillanti e ben assortite rispetto ai compiti da svolegere. Ed è semmai venuto fuori quanto si sia lavorato in un clima da una vera democrazia. Il Parlamento ha spedito il seguente messaggio agli stati membri: 'Non inviateci chiunque come Commissario, perché noi lo analizzeremo, scrutandolo molto attentamente, e se li riteniamo inadeguati per quei compiti, ve li rispediamo indietro'. Gli stati membri sono stati obbligati ad accettare questa sfida, come il governo italiano e quello ungherese hanno dovuto imparare. In questo senso, l'esperienza ha prodotto un miglioramento democratico nella vita dell’Unione Europea…mostrando a tutti i cittadini europei che il Parlamento non serve solo a figurare sui francobolli.