Cecilia Malmström: «L’Europa merita che i suoi popoli si sentano europei»

Articolo pubblicato il 05 agosto 2009
Articolo pubblicato il 05 agosto 2009

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La Svezia ha assunto la Presidenza semestrale dell’Unione Europea il primo luglio. Anna Cecilia Malmström è un’ex eurodeputata appartenente al partito Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (Alde). Residente a Gothenburg, la 41enne signora della politica è ministro degli affari europei dal 2006. Con lei abbiamo parlato di riforme istituzionali, crisi economica e Turchia.

In un recente discorso tenutosi in Olanda, in cui venivano presentate le priorità della Svezia, lei ha citato l’ex eurodeputata francese e intellettuale Louise Weiss, che ha affermato: «le istituzioni europee hanno prodotto barbabietole, burro, formaggio, vino, vitello e perfino maiale. Ma non hanno prodotto gli europei». Lei ha aggiunto: «Non è mio compito, in qualità di politico, convincere le persone a sentirsi più europee». Non è esattamente questa una delle sue priorità?

(Image: ©Keystone/ Wikimedia)Come politico, non è mio compito imporre alla gente un’identità. La storia ha abbastanza esempi di quanto possa essere pericoloso farlo. Se devi convincere qualcuno del fatto che si deve sentire europeo, questa nuova identità si oppone a quella di origine. È una sorta di nazionalismo che può rivelarsi molto pericoloso. Ad ogni modo, mostrare i vantaggi della cooperazione europea, i benefici di far parte dell’Europa, i suoi valori, la nostra storia comune ed il comune futuro è completamente diverso. Questo è un compito che sento molto mio e appartiene anche al resto del Governo. L’Europa merita che i suoi popoli si sentano europei e che l’Europa sia in grado di fare qualcosa per loro.

La Svezia è ben nota per il suo euroscetticismo. Perché c’è stato questo significativo cambiamento dell’opinione pubblica riguardo gli affari dell’Ue nel corso degl’ultimi anni?

Se guardiamo le statistiche europee o nazionali, vediamo che, negli ultimi anni, la Svezia, che dieci anni fa era molto euroscettica, è adesso al di sopra della media. Alla domanda: «crede che sia positivo che il suo paese faccia parte dell’Ue?», sempre più svedesi rispondono: «Sì, pensiamo sia una cosa positiva». La maggior parte degli svedesi crede che la cooperazione con l’Ue sia del tutto naturale. Anche se l’affluenza alle urne è stata scarsa, è comunque aumentata del 7%. In molti altri paesi la tendenza si sta invertendo.

Il Governo precedente aveva molti ministri euroscettici. Noi non ne abbiamo più da quando siamo arrivati al potere nell’ottobre del 2006. Il Governo attuale è favorevole all’Europa. Abbiamo cercato di intavolare discussioni con la società civile, i partiti politici e i partner sociali. Ho viaggiato per l’intero paese partecipando a centinaia e centinaia di meeting con i cittadini. Il risultato è stato che abbiamo parlato dell’Europa quotidianamente. Con i problemi attuali, quali l’economia e la perdita di posti di lavori, gli svedesi si sono resi conto di quanto sia importante la collaborazione. Solo insieme si può giungere ad una soluzione e l’Europa è un’ottima arena per risolvere i problemi. Certo, è molto difficile sapere con certezza perché le opinioni cambiano.

Quanto al futuro allargamento dell’Ue, l’Islanda di recente ha accettato di candidarsi per farvi parte e la candidatura della Turchia è ancora una patata bollente. Qual è la sua opinione?

Non c’è un vero dibattito in Svezia sull’argomento, né c’è stato durante le elezioni europee di giugno 2009. Tutti i partiti politici sono a favore dell’ingresso. In generale, gli svedesi sono a favore dell’allargamento. Il progetto dell’Ue dovrebbe essere aperto a tutti gli Stati europei vicini, una volta soddisfatti i criteri necessari - ed è il caso dell’Islanda. È una democrazia, ma ovviamente bisogna negoziare come hanno fatto tutti gli altri. La Turchia non soddisfa ancora tutti i criteri richiesti. Ma potrebbero farlo tra dieci, quindici o diciassette anni. Questa è stata l’opinione unanime dell’Ue quando abbiamo cominciato i negoziati con la Turchia. Rispetto che ciò sia stato oggetto di violente discussioni in alcuni paesi. Ma tutti i paesi dell’Ue pensano che per il momento bisogni continuare a negoziare con la Turchia. È importante mantenerli nel processo di riforme e simili. È nell’interesse del popolo turco e dell’Ue che questo Paese diventi una democrazia. Abbiamo soltanto cinque mesi di presidenza dell’Ue. Il Governo francese ha aperto due capitoli, i cechi un altro (dal mese di ottobre 2005 sono stati aperti 11 capitoli su 35). E vedremo se sarà possibile aprirne ancora altri due. Se alcune condizioni risultano conformi prima di aprire un capitolo, noi faremo anche questo. 

Anna Cecilia Malmström in breve:

Sposata con due figli.

Ha studiato letteratura all’università di Parigi La Sorbona e politica a Gothenburg.

Ha lavorato come infermiera, professoressa, e ricercatrice.

Parla quattro lingue.

È entrata nel Parlamento europeo nel 1999.