Caviale, champagne e barche a vela: la sinistra radical-chic!

Articolo pubblicato il 12 giugno 2011
Articolo pubblicato il 12 giugno 2011
Opinionisti o intellettuali che al pubblico si spacciano come politicamente di sinistra, sono in realtà ben lontani dai valori del loro presunto popolo di riferimento. Un fenomeno molto diffuso in Europa. Anche i concetti ai quali i media ricorrono per i loro bersagli sono piuttosto simili…

Una cosa balza subito agli occhi: la netta maggioranza delle espressioni è legata a costosi piaceri del palato – una frecciata al presunto cambiamento di gusti degli politici? O una prova dell’appetito giornalistico per gli scandali?

Numerosi media europei considerano gli intellettuali di sinistra dei bevitori troppo entusiasti di champagne, la più gioiosa delle bevande: in Germania si parla di Champagnerlinken (“sinistra dello champagne”), in Svizzera di Cüpli-Sozialisten (Cüpli significa bicchiere di champagne), mentre in Inghilterra di champagne socialists. Se lo champagne nasce in Francia, il suo uso politico risale all’Inghilterra e alla Russia: Oltremanica i socialisti avevano l'abitudine di brindare in pubblico; in Russia il filosofo Alexander Herzen scrisse nell’opera Dall'altra sponda (1855), che l’élite si divertiva “con pasticcini e champagne”, mentre i poveri morivano di fame e freddo.

Per condannare l’ipocrisia degli opinionisti di sinistra, dopo le bevande costose vengono le uova di pesce. Il concetto più diffuso è quello francese di gauche caviar, che i portoghesi chiamano esquerda caviar (“sinistra al caviale”) e gli inglesi caviar socialist.

La Toscana e gli yacht

I media tedeschi hanno inventato un’altra espressione legata a un eccessivo - (non solo) culinario - stile di vita. Le debolezze dei loro politici sono associate in particolare alla regione italiana Toscana – tanto bella e appetitosa da attrarre spesso, per le vacanze o anche per l’intero periodo della pensione, la cosiddetta "Toskanafraktion". Il concetto nasce alla fine degli anni ’80 con lo scopo di deridere la trasformazione dei così tanto ardenti sessantottini in borghesi uomini di piacere. Che poi tutti gli appartenenti alla Toskanafraktion abbiano già messo piede in Toscana, è tutto da verificare...

I giornalisti italiani prendono le distanze dalla fame da lupo dei loro colleghi europei e preferiscono parlare di radical chic - espressione che sottolinea la reputazione italiana come mecca della moda. Il concetto nasce negli Stati Uniti, dove il giornalista Tom Wolfe nel saggio Radical Chic (1970) condanna l’ostentazione di tendenze politiche fortemente radicali da parte dell’alta società. Il termine fu ripreso per la prima volta dal giornalista Indro Montanelli negli anni ’70 in un articolo del Corriere della Sera contro i borghesi che giustificavano le ragioni dei terroristi rossi. Oggi, per i media italiani, il politico radical-chic per antonomasia è Massimo D’Alema, già Presidente del Consiglio, che ha la passione per la vela e possiede numerosi yatch. Con i quali, di sicuro, veleggia anche in Toscana...

Illustrazione ©Henning Studte