Cattive Compagnie: il teatro off dal Pigneto all'East Village

Articolo pubblicato il 06 agosto 2013
Articolo pubblicato il 06 agosto 2013

Da Roma a New York: grande salto in lungo per le Cattive Compagnie. Gli attori Diego Migeni e Sebastiano Gavasso, il regista Leonardo Buttaroni e lo scenografo Paolo Carbone, insieme all’attore e all’occasione aiuto regia Vito Bucchicchio, sono pronti a portare in scena oltreoceano, ad agosto, Horse Head: storia tratta dall’immaginario grottesco della malavita siciliana in America.

Chi brama fama, successo e denaro, sogna spesso New York. Ma i ragazzi della compagnia hanno prima guardato altrove, senza pretese: come vincitori del Roma Fringe Festival 2012 si sono guadagnati la partecipazione al New York International Fringe Festival 2013. Finalmente siamo di fronte allo sporadico caso in cui si va lontano grazie all’arte. È eccezionale vedere il teatro parlare, la pittura farsi osservare e leggere parole custodite su carta stampata.

TRE CONTINENTI, UNO SPETTACOLO

“Horse Head” è stato adattato in inglese, ma non ci sono stati grossi ostacoli nell’adattamento del testo e le barriere linguistiche sono diventate quasi invisibili. “L’atteggiamento italiano non deve imitare quello americano perché si tratta di narrare di italo-americani, è stato difficile solo riprodurre la nostra loquacità”, dice Leonardo.

Precisamente "Horse Head" cos’è?. “È la tragicomica storia di due fratelli: Edmondo, un attore fallito che sta perdendo ogni stima di sé, e Filippo, picciotto tormentato il cui nome significa drammaticamente amante dei cavalli. I due, nella California del 1945, decidono di accettare l’irrifiutabile offerta di Don Corleone per garantirsi un avvenire e farsi strada nella malavita”. Lo spettacolo rappresenta a dovere la produzione teatrale della compagnia che ama destreggiarsi tra il genere noir, percorrendo le vie della cinematografia e della cronaca (si veda il nuovo lavoro Cave Canem ‒ basato su un fatto di cronaca realmente accaduto nella Roma degli anni Ottanta ‒portato  in scena al Roma Fringe Festival 2013). Francis Ford Coppola è stata una fonte d’ispirazione per la pièce teatrale, e ancor prima per Damon Lockwood, insegnante d’improvvisazione di Diego e Sebastiano al workshop di recitazione della Actors Now, agenzia di Perth, in Australia.

“Il corso era gestito da Mark Storen, regista della versione australiana di Horse Head", spiega Sebastiano, "che aveva invitato me e Diego a vedere lo spettacolo, di cui Damon Lockwood è attore e autore. In seguito abbiamo discusso della possibilità di portarlo sulle scene italiane”. È possibile riconoscere tre tappe di crescita diverse per continente: in Australia nasce, in Europa si sviluppa, in America cresce e si consolida.

La percezione e ricezione del pubblico nei confronti dello spettacolo muta a seconda della locazione geografica del teatro?", chiedo. “La passione che c’è qui è triplicata. Non da meno è l’Australia, dove ha vinto molti premi. Poi c’è da dire che gli australiani, padri fondatori di questo spettacolo, hanno più che apprezzato, uno dei punti forti è stato la sostanziale differenza nell’interpretarlo rispetto alla versione australiana: abbiamo una gestualità che ci contraddistingue in tutto il mondo”, dicono le Cattive Compagnie. “Cherie Hewson, scenografa di Horse Head australiano, a New York aiuterà nella scenografia il nostro Paolo Carbone e vivrà con noi: sarà una piccola comune teatrale. E loro promuoveranno noi con Horse Head e noi faremo lo stesso con I (Honestly) Love You, commedia surreale sul rapporto di coppia, di successo in Australia, prodotta da Lockwood production, diretta da Mark Storen e allestita da Cherie”. Infine i ragazzi annunciano: “Presto andremo anche in Australia. Insomma, grazie alle opportunità che abbiamo creato e che in minima parte sono capitate, possiamo considerarci una giovane compagnia internazionale.

IL FRINGE: L’OFF IN GIRO PER IL MONDO

Fringe letteralmente significa frangia e, contestualizzando, periferia. Robert Kemp nel 1947 conia l’espressione Edinburgh Festival Fringe, dando il via a un festival teatrale indipendente, autoprodotto e autofinanziato. Dopo la cittadina scozzese, più tardi, negli anni Settanta, il festival fa la sua comparsa in tutto il mondo. Per partecipare, il primo requisito è l’autonomia da forme malsane di potere politico, religioso o di precise istituzioni. Un progetto, il Fringe, che allontana dalla deviante cultura ufficiale: questo è il Teatro Off, il cui unico slogan è la semplicità: arte a uso e consumo del mondo. Niente di più.

In Italia, il Fringe sarà per la prima volta per l’edizione del 2014 a Milano, invece già da due anni è presente a Roma, a Villa Mercede, nel quartiere studentesco di San Lorenzo, con Il Roff winter time ‒ sessione ridotta invernale del Fringe ‒ e a luglio, per 15 giorni, con nove spettacoli al giorno. Le Cattive Compagnie, veterane dell’esperienza, commentano: “L’anno scorso nessuno ci conosceva, quest’anno ci siamo presentati da vincitori. Abbiamo spiazzato tutti portando in scena uno spettacolo diverso, noir ma drammatico. In tre serate, reduci dell’esperienza positiva dell’anno scorso, abbiamo visto l’affluenza di un pubblico ancora più numeroso".

In quest’edizione vince "Io, mai niente con nessuno avevo fatto" di Jole Anastasi, incentrato sul tema dell’omosessualità e ambientato in Sicilia: “Come il nostro, è uno spettacolo realizzato con tanta passione, ma è diverso dal punto di vista scenografico, drammaturgico e registico”, osserva la compagnia.

In Europa il Fringe si muove anche a Londra, Praga, Dublino, Budapest. In Asia a Singapore e in Australia a Melbourne, Sidney. In America da Toronto a New York: qui, dal 1997, si estende per tutta la città, per oltre venti punti del centro di Manhattan, tra Lower East Side , l'East Village e Greenwich Village. Al New York Fringe Festival non ci saranno selezioni, è un festival no contest: “C’è molta collaborazione tra le compagnie, tant’è che cercano di far portare meno materiale possibile per facilitarci il lavoro, tutto sarà reperibile lì”.

Il vero premio sembra essere un altro: vedere un prodotto artistico teatrale decollare al di fuori dei confini nostrani. “Come tutte le arti, il teatro stimola emozioni. È un lavoro che si basa sulla rielaborazione personale di ciò che si deve interpretare, di ciò che ti pone, poi, in stretto contatto con il pubblico”. Che le paure, risate, tensioni, brevi entusiami e lunghe riflessioni su poltrone di teatri sempre più off, facciano il giro del mondo, magari in sella a un cavallo in cerca del palco più libero e condiviso!

Cattive Compagnie va in scena con "Horse Head"– spettacolo premiato a Roma e ora adattato in inglese ‒ al Connelly Theater, 220 East 4th Street, sabato 10 agosto alle 19:30, martedì 13 alle 21:45; sabato 17 alle 16:30, martedì 20 alle 15:00, domenica 25 alle 12:00.